Orrore nelle scuole: Quando la maestra la butterei dalla finestra…

Essere un’insegnante non vuol dire solamente saper spiegare la matematica, il latino, la storia o la filosofia. Quando si è ragazzi, è proprio a scuola che si trascorre la maggior parte del proprio tempo, e le figure delle maestre e delle professoresse dovrebbero rappresentare un vero e proprio sostegno, specialmente nei confronti di chi ne avrebbe più bisogno rispetto agli altri…

Loro avrebbero dovuto difenderlo, affinché Michele, 15enne disabile che soffre di autismo, si sentisse “meno diverso” rispetto agli altri. Ma così non è stato: per mesi, le due “donne”, Maria Pia Piron (59 anni) e Oriana Montesin (55 anni), lo hanno umiliato, insultato, preso in giro e picchiato (tanto che il povero ragazzo se l’è fatta letteralmente addosso dalla paura!).

Il “fattaccio” è avvenuto in Provincia di Vicenza, e le “streghe” in questione erano (e mettiamo in evidenza il verbo al passato!) la sua insegnante di sostengo ed un’assistente sociale. L’incubo di Michele, fortunatamente, è terminato lo scorso aprile, quando i carabinieri hanno arrestato le due “donne” e salvato il giovane ragazzo. Un paio di giorni prima le forza dell’ordine avevano installato delle telecamere nascoste nell’aula.

Le immagini registrate sono di quelle che fanno provare rabbia, disgusto, ma soprattutto vergogna per quelle due “donne”.

Dal video notiamo Michele seduto ad una scrivania, con in mano una matita con la quale disegnava. L’assistente sociale, la “terribile” Oriana Montesin, si avvicina al ragazzo, strattonandolo e tirandolo per i capelli e per le orecchie. Ma il peggio deve ancora venire…Dopo pochi minuti, la “donna” rientra in aula, colpendo Michele alla testa con un righello e sgridandolo violentemente! La “signora” Maria Pia Piron, successivamente, spiega alla collega: “E’ un ragazzo che ti istiga alla violenza“. 

Il secondo giorno di riprese mette in luce una vera e propria “carrellata” di insulti, prese in giro, offese e umiliazioni. La “professoressa” minaccia Michele e poi lo colpisce alla nuca con una bacchetta e con delle forbici, sferrando anche dei forti calci alle gambe del ragazzo.

L’ultimo giorno, quello dell’arresto, è l’indegna conclusione di una storia vergognosa e raccapricciante: queste le parole di Maria Pia Piron nei confronti di Michele: “Ti spacco la testa, porcone! Sei un animale. Ti spacco il naso!”. Lui, terrorizzato e preoccupato, se la fa addosso (letteralmente!) dalla paura, e la “donna” va su tutte le furie. “Schifo. Hai finito animale. Sei un animale. Puttana di un porco!“. A quel punto prende un fazzoletto, lo bagna con un detersivo per mobili, e lo passa sul viso del ragazzo. Anche Oriana Montesin non è da meno: “Sei un asino, sei uno sporco letamaio“.

A quel punto, quando la situazione stava degenerando, interviene il carabiniere mettendo una mano sulla spalla di Michele (che sarà trovato con gli abiti sporchi di feci e urina) ed ordinando alle due spregevoli “donne” di sedersi. Mostra il distintivo e dice: “Michele viene via con me“.

Ecco come si difende una delle due donne: “Ero molto stressata“. E qui ci sarebbe da stendere un velo pietoso…

A oltre due mesi di distanza, Michele non è mai più tornato a scuola (e come biasimarlo?). Oriana Montesin e Maria Pia Piron hanno appena ottenuto gli arresti domiciliari, dopo aver versato 10mila euro di risarcimento. Si spera solamente di non rivedere le due “donne” in libera circolazione. Giustizia Italiana permettendo…

Ma non è il primo caso di discriminazione nelle scuole: nelle scorse settimane, Roberto, un ragazzo down 12enne di Messina, è stato escluso dalla gita scolastica a Siracusa. “Mancava l’insegnante di sostegno“, si era giustificata la Preside della scuola media “La Pira” di Messina, ma l’Assoutenti Messina (Associazione di tutela dei Consumatori e degli Utenti) ha presentato un esposto in Procura ed uno al Ministero della Pubblica Istruzione.

Quella mattina, mentre tutti erano in partenza in direzione di Siracusa, il ragazzino si era presentato regolarmente a scuola. A parte la grave discriminazione ci si chiede come mai nessuno pensò di avvertire la famiglia per evitare al bambino l’ulteriore umiliazione di arrivare a scuola e non trovare i compagni perché tutti in gita…

Alcuni sostenitori del Messina Calcio hanno deciso di esprimere la loro solidarietà nei confronti del piccolo Roberto (grande tifoso giallorosso) e di tutta la sua famiglia, che ha assistito ad un grave episodio di discriminazione nei confronti del giovane ragazzo. I tifosi peloritani si sono così recati davanti alla scuola media “La Pira” di Messina, rivendicando i diritti del piccolo Roberto.

tifosi del Messina

L’articolo 3 della Costituzione Italiana recita che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali“.

Si spera dunque di non cadere più in questi sgradevoli e raccapriccianti episodi di discriminazione…

Ecco il video registrato dal “Corriere del Veneto” sui maltrattamenti subiti dal giovane Michele.

Fabrizio Bertè

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