I dieci minuti di Matteo Renzi per Felice Calabrò. L’incredibile autogol

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Di Ciccio Manzo – Chi sarà mai il padre della genialata che ha portato il Sindaco di Firenze sul palco di Piazza Duomo accanto al candidato del centrosinistra Felice Calabrò?

La presenza dell’enfant prodige della politica italiana sembra essere passata inosservata, ma gli analisti più attenti hanno percepito lo scivolone dei dirigenti del PD messinese, che, pensando di regalare un valore aggiunto alla campagna del buon Felice hanno, forse, determinato il colpo a perdere decisivo.

E, sempre i più attenti, si sono chiesti: “Ma il Matteo nazionale viene per aiutare Calabrò o per dirottare i voti degli “incazzatissimi” “renziani” messinesi su Accorinti?”

E se fosse stata una malignissima manovra politica quella del sindaco fiorentino che con furbizia ha voluto ripagare in un solo colpo il suo avversario del PD Genovese e il ministro D’Alia che prima di quella data mai avevano espresso simpatia per lui e per i suoi seguaci?

“Renzi è un cialtrone qualunque”, aveva postato su Twitter, qualche mese fa, Gianpiero D’Alia, mentre Francantonio Genovese già dalle primarie di partito aveva mandato a farsi benedire Ciccio Palano Quero ed Alessandro Russo perché “renziani”.

Perché mai, quindi, Matteo avrebbe dovuto ricambiare “tali gentilezze” e “tanto affetto” appoggiando quel sant’uomo di Felice Calabrò con la sua breve apparizione messinese?

Ancora loro, i conoscitori delle manovre politiche, dicono che, se veramente il Sindaco toscano avesse pensato di spingere Calabrò verso la vittoria, sarebbe risultato un insospettabile pirla. La sua presenza avrebbe creato tanta confusione negli elettori e tanto biasimo per una inquietante e inaspettata posizione a favore di avversari dichiarati come Genovese e D’Alia, generando scompiglio nella coalizione e malumore nei “renziani” messinesi che nelle loro Circoscrizioni avevano racimolato, due settimane prima, migliaia di voti (quasi 8.000) con l’appoggio furbesco dello “sprovveduto” Renato Accorinti. Autogol senza precedenti!

Così, il buon Calabrò, piuttosto che vedere riavvicinarsi al Partito d’origine Russo, Palano Quero e i loro seguaci, stava sancendo, accanto a Renzi, la rottura definitiva e il sicuro spostamento di migliaia di consensi verso il pacifista.
Complimenti per la frittata!

E se la frittata l’avesse proprio preparata “Matteuccio il rottamatore” da stratega politico, cinico e senza pietà?

Ci può scappare anche una risata. Ma i guru del centrosinistra messinese farebbero bene a prendere lezioni di strategia elettorale e di acume politico dal turbolento Matteo e dal sognatore Renato e, dopo aver chiesto scusa a Calabrò, fiducioso nell’aiuto e nella protezione di geniali e navigati colossi della politica (Genovese, D’Alia, Picciolo, Crocetta) che, con megalomania politica, sono riusciti ad amalgamare una città contro di loro e lasciare l’incolpevole Felice col cerino in mano.

Ciccio Manzo

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4 Responses to I dieci minuti di Matteo Renzi per Felice Calabrò. L’incredibile autogol

  1. CARO CICCIO,HAI PERFETTAMENTE RAGIONE E LA TUA DISAMINA NON FA UN GRINZA.PURTROPPO,COME SCRIVEVO QUALCHE GIORNO FA SUL MIO BLOG,QUESTO CENTRO E POI SINISTRA PIU’ CHE UNA COALIZIONE SEMBRA UNO SGRADEVOLE POLPETTONE FATTO CON CARNE DI SCARTI.SE POI CI METTI ANCHE QUEGLI PSEUDO RIFORMISTI DI RUSSO E QUERO IL PIATTO E’ SERVITO.SAI CHE COLORE HA IL CENTRO SINISTRA MESSINESE? QUELLO DI UNA VIDIOLA.
    CARI SALUTI.
    http://messinacurrent.wordpress.com/2013/06/15/che-colore-ha-la-sinistra-a-messina-quello-di-una-vidiola/

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  2. salvo says:

    magari dici che renzi aveva calcolato tutto… ma può essere che renzi è imbecille come chi l’ha portato a messina e ne ha usufruito della sua presenza

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  3. nicola arena says:

    …carissimo ciccio….quanti analisti-dietrologisti-politologi-e chi piu’ ne ha piu’ ne metta…troveremo dietro le quinte di questa debacle della” gioiosa macchina da guerra” messinese…?nel mio piccolissimo credo che al tavolo,per giocarsi la partita,si siano seduti un po’ tutti…ognuno con in mente ben chiaro il proprio “particolare”….renzi,genovese,d’alia,picciolo,crocetta….il fatto e’ che l’oste di turno,con il quale non avevano fatto i conti,il tanto vituperato cittadino messinese,buddaci.fino a quel momento capace solo di …”chiacchiere e distintivo”…all’ultimo momento,in zona cesarini,ha dato,sentendosi offeso,umiliato,imbrogliato per l’ennesima volta,la zampata decisiva…

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  4. Una cosa semplicissima da comprendere, tanto è banale ma passata inosservata ai più: il manifesto che annunciava il comizio di Renzi in Piazza Duomo per sostenere il candidato a Sindaco non era “targato” PD. Come mai?
    I messaggi in codice non sono il mio forte; io so solo osservare e pormi le domande giuste ma spesso non ricevo risposta. Grazie per l’occasione
    Renato Gentile

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