Messina e i “cervelli in fuga”

Da anni si parla ormai del fenomeno della “fuga di cervelli”.
Dal 2008, anno in cui ha avuto inizio la crisi economica, sono migliaia i giovani italiani che hanno deciso di lasciare il proprio Paese in cerca di migliori fortune, spesso all’estero.
Ma non tutti vogliono abbandonare la propria terra.
E noi oggi vogliamo raccontare la storia di una delle “temerarie” che, almeno per il momento, ha scelto di restare a Messina e continuare ad inseguire da qui il proprio sogno.
Lei si chiama Ylenia Parasiliti ed è nata in riva allo Stretto 24 anni fa.

Un lavoro particolare – Ylenia è una jewelry designer (disegnatrice di gioielli, ndr), una qualifica conseguita con il diploma del settembre 2011 presso l’Accademia Euromediterranea di Catania. “Subito dopo il diploma – racconta Ylenia – ho avuto la chance di volare a Montecarlo per un’importante sfilata. Ho potuto mostrare a tanti stilisti e compratori i miei gioielli. È stata una esperienza fantastica. Questo lavoro è tutta la mia vita ed è qualcosa che ho scelto sin da adolescente”.

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(Uno dei gioielli creati dalla designer messinese)

“Le ali della memoria” e Londra – “Catania è stata il mio trampolino di lancio: lì ho svolto i vari stage e tirocini formativi, ed è lì che ho dato vita a “Le ali della memoria”, una collezione dedicata a mia nonna, la prima persona ad aver creduto in me.
Dopo aver lavorato con i materiali più utilizzati nel settore (oro, argento e preziosi), nel febbraio 2012 sono stata chiamata per il “Couture Fashion Week” a Londra. A South Kensington ho conosciuto i principali protagonisti della moda internazionale. È stato bellissimo”. L’evento, che si svolge due volte l’anno, è dedicato a mettere in mostra le opere dei principali talenti emergenti del settore della moda. Una grande opportunità per la giovane messinese.

Finalista al concorso di Roberto Capucci – Londra ha rappresentato di certo una buona chance per Ylenia, ma la designer non si è cullata sugli allori ed ha continuato a disegnare e dar vita alle sue “creature”, come spesso ama definirle.
I concorsi e le sfilate in giro per l’Italia sono proseguiti: da Noto a Firenze, da Catania a Milano.
Ed è proprio a Milano che Ylenia è risultata finalista del concorso “Roberto Capucci per i giovani designer, oltre (a)gli abiti – il design prende una nuova piega”. “Un’altra enorme soddisfazione ed un’importante visibilità in tutta Italia”, dice Ylenia.

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(Ylenia Parasiliti in compagnia di Roberto Capucci)

Il ritorno a Messina – “Sono riuscita a farmi conoscere ed apprezzare in tutta Italia, in Francia ed Inghilterra, ma il mio lavoro in riva allo Stretto non sembra ancora essere riuscito a decollare.
Al di fuori di alcune collaborazioni con gioiellerie messinesi, il vuoto. Nessun contratto. Nessuna speranza di futuro. Ed è duro da dire a 24 anni.
Anche qui non mi sono data per vinta, continuando ad inseguire il mio sogno, disegnando ogni giorno e producendo i miei gioielli, spesso vendendoli poi a privati.
Ho aperto pure un sito internet in cui esporli e raccontare la mia storia (http://www.yleniaparasiliti.it/).
Noi giovani dobbiamo credere nel nostro futuro, non possiamo permettere che qualcuno ci tarpi le ali”.

Oggi e domani – Nonostante le porte trovate chiuse fino a questo momento, Ylenia, anche grazie alla vicinanza della sua famiglia, non getta la spugna: “La nostra generazione deve combattere per i propri sogni.
Io sto continuando a farlo sperando che il domani ci riservi qualcosa di migliore, sperando di poter continuare a coltivare qui i nostri sogni.
Domenica sera, nella splendida cornice del castello di Roccavaldina, esporrò gratuitamente i miei gioielli per quanti vorranno venire ad apprezzarli.
Come vedete, io ci provo a lavorare qui a Messina, è la mia terra, la stessa a cui mi ispiro spesso per le mie creazioni”.

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(A destra, Ylenia Parasiliti al termine di una sua sfilata)

Non sappiamo se Ylenia Parasiliti riuscirà a realizzare i suoi sogni qui a Messina o se, come tanti giovani laureati della nostra città, contribuirà ad arricchire la lista dei “cervelli in fuga”.
Sappiamo però che, solo a Messina, in centinaia, forse in migliaia si trovano nella sua stessa condizione: con una laurea ed un futuro inesistente.
Ogni giovane che va via, rappresenta un potenziale patrimonio bruciato per la città dello Stretto.

Nel frattempo che un’assonnata classe dirigente si accorga di questo spreco, pensando alla “formazione” dei giovani messinesi e non a quella dei propri portafogli, Ylenia non si arrende e decide di salutarci con un augurio: “Avendo percepito la sensibilità del nostro nuovo sindaco (Renato Accorinti, ndr), mi auguro possano essere organizzati più eventi che permettano a noi giovani di emergere.
Siamo noi il futuro e abbiamo il diritto di scegliere se restare a lavorare qui nella nostra Messina o andar via in cerca di qualcosa di migliore. In cerca dei nostri sogni. In cerca di una speranza. In cerca di una vita”.

Hermes Carbone

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