Il valore della cultura…

Giuseppe Piras è il nostro nuovo ospite della sezione “Pensieri sparsi“.

Nato ad Oristano, in Sardegna, il 18 luglio 1987, Giuseppe Piras è un grande appassionato di musica e poetica che ha deciso di “esordire” su ilnuovo.me con un pezzo dal titolo “Il valore della cultura“.

Buona lettura!

Giuseppe Piras

Quando c’era la lira si aveva in mano non solo un valore di moneta maggiore rispetto a quello dell’euro al giorno d’oggi, ma anche una descrizione visiva di un frammento storico del Paese italiano.
Se analizziamo le banconote, ritroviamo: nelle 1.000 lire la pedagogista Maria Montessori, nelle 2.000 lire il fisico e politico Guglielmo Marconi, nelle 5.000 lire il compositore Vincenzo Bellini, nelle 10.000 lire il fisico Alessandro Volta, nelle 50.000 lire lo scultore Lorenzo Bernini, nelle 100.000 lire il pittore Caravaggio e infine nelle 500.000 lire il pittore Raffaello.

Tutte queste “personalità” che ho appena citato, erano il simbolo e l’orgoglio nazionale che ogni cittadino si portava costantemente per ogni tipo di esigenza economica.
Anche coloro che non erano interessati alla storia, rimanevano colpiti in qualche modo dalle immagini, quindi, anche se ad una persona non istruita gli si domandava chi fosse Alessandro Volta, la sua mente lo associava automaticamente al biglietto da 10.000 lire.
Oggi che cosa ci è rimasto da quando è entrato in vigore l’euro? Dove si trova il vero orgoglio nazionale? Non è per fare il patriota della situazione, però ritengo sia giusto valorizzare ciò che si possiede nel proprio Paese, ma questa idea, purtroppo, con il passare degli anni, sta scomparendo  da parte di molti italiani.
La maggior parte, non ha più il vero senso di appartenenza da quando è iniziata la crisi economica, disprezzando così ogni cosa perché si è convinti che il vantare l’arte e la storia sia quasi un’incoscienza nei confronti della situazione disastrosa che si sta affrontando.
Rispetto all’era precedente ad internet, l’unico modo per informarsi era guardare la TV tramite TG o documentari, leggere giornali, libri o enciclopedie, ma ovviamente erano mezzi privilegiati soltanto per chi sapeva leggere.
Fortunatamente al giorno d’oggi questo problema dell’analfabetismo è stato in gran parte risolto, però coloro che gestiscono, ma soprattutto manipolano le TV, internet, i giornali e così via, tendono a rappresentare una realtà spesso distorta costruita da informazioni subdole, superflue e scandalose basate su oscenità.
Tutto questo purtroppo desta un notevole interesse da parte di molte masse giovanili che sono inclini sempre di più a saperne di più in modo da rendere la propria vita più “spensierata”, ma non si rendono conto che è invece è sostanzialmente “vuota” come contenuti sostanziosi.
Non sto facendo nessun tipo di moralismo, non sto denunciando il presente né preannunciando un futuro in chiave pessimistica, voglio soltanto mettere in evidenza che rispetto al passato son cambiate tante cose, malgrado ci sia da precisare che i mass media non hanno mai presentato la realtà del tutto pulita come dovrebbe essere perché purtroppo, per interessi politici, ogni giornalista tende a tirare l’acqua al proprio mulino, però questo fattore si sta accentuando maggiormente con il passare degli anni.
Come ho già descritto prima, grazie all’avvento di internet  ognuno di noi può ampliare le proprie conoscenze su tutti i fronti, ma ciò che manca è lo stimolo, il bisogno intrinseco di andare oltre a quella barriera di spazzatura che ci viene bombardata con le pubblicità in TV o dalle pagine spam su internet.
Secondo il mio punto di vista, differente da come invece sostengono molte persone, il problema non sono i giovani, ma di tutti coloro che manipolano l’intero sistema ridicolizzando e infangando i veri valori dell’arte e della vita che dovrebbero essere invece la base di ogni essere umano.
Forse vengono nascosti perché si ha il timore che il popolo italiano possa diventare più colto?
Ovviamente, ognuno è libero di pensarla in modo diverso, però almeno è consapevole che oltre a quella disinformazione, esiste una realtà diversa.
Infine, dopo aver sfiorato alcuni discorsi, pongo a voi lettori la seguente domanda senza aprire nessun tipo di dibattito:
Secondo voi, è fondamentale riprendere il contatto con la nostra cultura che ha segnato l’intera Nazione italiana?
Oppure ciò che è passato è passato e quindi per ora non esiste nulla che possa emozionare la gente di questo Paese?

Giuseppe Piras

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