Ecco la truffa che corre sul web

Tempo di crisi per gli italiani, quindi tempo di truffe.
Nel 2012, sono state oltre un miliardo le ore di cassa integrazione, in aumento del 12% rispetto al 2011 (vedi il link). Dal 2007 ad oggi, solo tra Messina e provincia sono stati bruciati circa 16.000 posti di lavoro (fonte CGIL Messina).

I soldi scarseggiano, i giovani, anche neolaureati non trovano lavoro. Così si spiega la “fuga di cervelli” verso i Paesi che offrono maggiori garanzie in termini di apprendimento ed inserimento nel mercato del lavoro. Inghilterra, Germania, Francia, Scandinavia, Australia e Stati Uniti sono soggetti ad un enorme flusso di emigranti provenienti dal Belpaese. Ma è qui che scatta la fregatura, specialmente per chi poca dimestichezza possiede con i social network (Facebook, Twitter, Linkedin) e con internet.

Tanti ragazzi, desiderosi di non pesar troppo sulle tasche dei genitori, cercano il lavoro proprio sul web.
Annunci, link, siti, contatti: tutto fa brodo, purché il lavoro esista davvero. Cameriere, lavapiatti e facchino sono alcuni dei lavori più richiesti, quelli per poter iniziare a lavorare, imparare la lingua e, nel frattempo, proseguire gli studi. Tanti i siti affidabili; altri un po’ meno.

Tra questi ultimi sembrerebbe esserci il sito “Treaffari.it“, portale di annunci che, attraverso dei link non verificati preventivamente, reindirizza ad altri siti. In questo caso, a “Bakeca.it“: sito in cui, anche per internauti meno esperti, è possibile postare annunci di lavoro ed offerte vantaggiose.

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Come dimostrano le immagini, la pagina Facebook facente riferimento al sito propone annunci a ripetizione, spesso identici anche a distanza di settimane, e rivolti in primis ad un target siciliano. Sottolineo che l’annuncio da me preso in considerazione attraverso “Treaffari.it” rimanda, tramite un link, al sito “Bakeca.it”.
Interessato da una proposta di lavoro in Terra d’Albione, sfoglio le varie opportunità. Stabilisco un collegamento, rispondo ad alcune email, invio il mio CV, rigorosamente tradotto in inglese.

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Una settimana ed una serie di domande personali (fumo, alcool, droghe, patenti etc.) dopo, tale “Maria Sara”, presentatasi come “Human Resource Manager” del Bays Water Inn Hotel di Londra, manda un’email di congratulazioni spiegando che la motivation letter aveva convinto il Manager della struttura, “impegnato al momento presso l’Ambasciata Inglese in Cameroon”, e che quindi, dopo aver fornito fotocopia e numero del passaporto, indirizzo di casa e numero di cellulare (questi ultimi due dati già presenti nel CV) sarebbe stato possibile andare a Londra “per firmare un contratto da 4000£ al mese (circa 5000€), con volo, casa, macchina, telefono, internet e spese extra pagate”. Offerta incredibile. Sì, incredibile è il termine esatto.

Iniziano i controlli incrociati: rilettura di tutte le email, controllo del sito dell’hotel, delle email di riferimento e dei numeri disponibili. Sarà la mentalità meridionale, chiusa, diffidente, ma ciò che leggo non mi convince.
Chiamo Londra: qui la centralinista dell’hotel non conosce la manager. Vengo reindirizzato ad un altro numero, dove “forse può trovare Miss Maria Sara”. Altra chiamata, ma nemmeno qui esiste questa persona.
La (quasi) truffa è servita.

Contatto via email il Bays Water Inn Hotel, inoltrando lo scambio di email avuto con la sedicente manager.
Questa è stata la risposta in cui viene spiegata la truffa e l’inesistenza di questa figura all’interno del personale dell’hotel: “Dear Hermes, Thank you for your email. The job offer is a scam. We don’t know who this person is, she is not in any way connected to the Bayswater Inn Hotel. Please do not send your documents.
Kind Regards”.

Come prevedibile, essendo anch’essi parte lesa, poche ore dopo la segnalazione, “Treaffari.it”, scusandosi per la disavventura subita, ha tenuto a precisare la completa estraneità alla truffa: “(…) non siamo noi gli autori di tali annunci. Il nostro servizio si limita nell’offrire una bacheca dove tutti possono pubblicare o ricercare annunci. Pertanto, come qualsiasi sito di annunci, non possiamo garantirne la veridicità e la buona fede degli autori. Solo il vostro aiuto di denuncia e segnalazione (privata, tramite il sito stesso cliccando sul pulsante “segnala annuncio”) può aiutarci a scovare chi “truffa” (…).

A tutti i ragazzi in cerca di un lavoro all’estero: meglio diffidare da facili opportunità, non fornire mai i propri dati personali che potrebbero essere utilizzati anche per transazioni finanziarie o truffe via internet.
E, come dicono in Inghilterra, good luck!

@HermesCarbone

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8 Responses to Ecco la truffa che corre sul web

  1. giuseppe says:

    Ma il link è di bakeca.it o sbaglio ? Cosa c’entra treaffari ?

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  2. Giacomo Portetti says:

    Vivo in Inghilterra da parecchi anni e, per esperienza, posso dirvi che qui nessuno sano di mente offrirebbe un lavoro (non importa quanto complesso o remunerato) senza prima aver fatto uno o due colloqui faccia a faccia con il potenziale candidato.
    Questi colloqui sono infatti necessari per accertare la conoscenza della lingua, il sapersi relazionare col pubblico o con i colleghi, gli eventuali titoli di studio, le precedenti esperienze spendibili nello specifico lavoro, etc…
    In aggiunta nessuno ti offre un lavoro se non hai: un permesso di soggiorno (per gli extra UE), il National Insurance Number, un conto corrente bancario in UK, una o due lettere di referenze (una dal precedente datore di lavoro, uno da un conoscente di lunga data).

    Solo quando tutte le condizioni elencate sopra sono state soddisfatte il datore di lavoro scrive una lettera con la quale si offre il lavoro. Mai prima.

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  3. davide says:

    Io direi che più che la mentalità meridionale, chiusa e diffidente, é il buon senso che obbliga e impone a non credere ad una simile offerta di lavoro…altrimenti a Londra (e in qualsiasi altro posto) ti mangiano a colazione 😉

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  4. Roberto says:

    Non ho capito dove era il guadagno della truffatrice: di solito questi vogliono che gli siano spediti soldi in anticipo…

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