I “resti” di Priebke non devono rimanere in Italia!

PriebkeNon si placano le polemiche riguardo la sepoltura dell’ex gerarca nazista Erich Priebke, morto a Roma, dove si trovava agli arresti domiciliari, lo scorso venerdì 11 ottobre 2013. Alla comunità ebraica di Roma, che ha chiesto di portare  via la salma dall’Italia e di trasferirla direttamente a Berlino, ha risposto l’avvocato dell’ex ufficiale delle SS, il quale ha chiesto la sepoltura di Erich Priebke nel cimitero di Pomezia. Ma il sindaco della città, Fabio Fucci, ha immediatamente risposto con un secco “NO“.

Ma anche Hennigsdorf, la città a pochi chilometri da Berlino che ha dato i natali all’ex capitano delle SS, ha deciso di opporsi alla sepoltura di Erich Priebke.

Così, si è fatto avanti il Comune di Fondachelli Fantina, paese in provincia di Messina, che avrebbe espresso disponibilità ad accogliere il corpo dell’ex capitano nazista nel proprio cimitero municipale.

Francesco Pettinato, padre del sindaco Marco, ha infatti dichiarato: “Siamo pronti ad ospitare nel nostro cimitero la salma di Erich Priebke. Se non lo vuole nessuno, per noi non c’è alcun problema. Non abbiamo pregiudizi. Certo è che non condividiamo affatto le sue idee e ciò che commise in vita, ma è una questione di carità.

Francesco Pettinato era già stato sindaco di Fondachelli Fantina: “I politici dicano piuttosto cosa vogliono fare – ha aggiunto – Vogliono bruciare la salma? O darla in pasto ai cani? Se nessuno la vuole, siamo disposti, ribadisco, a seppellirla nel cimitero del nostro piccolo Comune.

Ebbene, caro Francesco Pettinato, dovrebbe chiederlo alle vittime delle Fosse Ardeatine se è il caso di essere così caritatevoli con Erich Priebke…

Qualunque manifestazione di omaggio, civile o religioso, sarebbe un intollerabile affronto alle numerosissime vittime del fascismo e del nazismo. E’ giusto perdonare chi è convinto di aver sbagliato, ma è altrettanto vero che non si può perdonare chi non ha mai sentito l’esigenza di pentirsi.

E’ giusto che la storia di Erich Priebke si chiuda qui, senza camere ardenti, funerali e riti di sepoltura nostalgici. Tutti noi ora avremo un ruolo fondamentale, cioè quello di non dimenticare tutte le sue vittime, e di impegnarci a tenere viva la loro memoria. Ci penseranno i libri di storia a raccontare ai più giovani chi era veramente Erich Priebke

Fabrizio Bertè

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