La crisi vola, anche

Il 28/10/2013 avrà fine il “lock up”, ovvero l’accordo che vincola i soci a mantenere le quote dell’Alitalia.
È oramai noto a tutti che la nostra ex (ma non poi così tanto) compagnia di bandiera continua a navigare in cieli tempestosi.

Nel primo semestre 2013 ha perso 1,6 milioni di euro al giorno. E nei 5 anni della gestione CAI il rosso cumulato ammonta a 1,13 miliardi.

Jet Alitalia

Alitalia


Ma per il nostro Stato non è ancora abbastanza e dopo essersi separato dolorosamente da essa, decide di regalargli altri 75 milioni, facendo entrare il gruppo Poste Italiane tra i suoi azionisti.
In parole povere anche noi un’altra volta, entreremo a far parte dei contribuenti di Alitalia.

Problemi? Stipendi non pagati, voli in ritardo, adeguamenti carburante da capogiro: questi sono solo alcuni dei fattori che stanno trascinando a picco la Compagnia.

Se da una parte l’amministrazione CAI ha eliminato alcuni privilegi inutili e dispendiosi, tra i quali il trasferimento dei piloti con auto aziendale e autista da casa all’aereoporto e viceversa, dall’altra ha sbagliato mosse sulla scacchiera “voli e le destinazioni”, tagliando fuori 30 mete, tra le quali 9 capitali europee
.
Cosa ne pensano gli esperti?
Questa scelta è vista in malo modo da più di un economista, con ragion di causa. Sono infatti le mete lontane ed economiche a fornire un profitto maggiore, anche a fronte di costi lievemente più elevati.

Sulle lunghe distanze è molto più facile vendere posti in Businnes Class e First Class, posti che costano a volte il triplo o il quadruplo rispetto ad uno in Economy. Più alto il prezzo, più alto il margine di guadagno, più probabilità di coprire i costi del volo.
Al CAI sembra non importi e decide di concentrarsi su voli nazionali. Utili, ma dispendiosi e poco remunerativi.

Chi porterà in salvo la principessa?
Le Poste – sempre che quella cattivona della British Airways non continui ad urlare all’aiuto di Stato, ‘sti inglesi! – E un aumento di capitale di 500 mln – da parte dei soci quali Unicredit, Intesa Sanpaolo, Air France e privati – che permetterà alla compagnia di sopravvivere un altro anno. Giusto il tempo, magari, di venderla.

E pensare che nel 2008 ci avevano offerto 1 miliardo e mezzo di euro, per azienda e debiti compresi!

Alitalia

Paolo Caf Boeri

Studente di Marketing e Comunicazione allo IED di Torino, se Dio vuole prossimo alla Laurea, con la passione per la satira, la comicità e la scrittura. Cresciuto nell’azienda di famiglia in un piccolo paesino dell’entroterra ligure, tra ulivi, ruscelli e colline. Amante della musica, dei baffi e del divertimento. La mia frase di vita? “Esagerare con equilibrio” [Alberto Schön].

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