Crederci sempre, arrendersi mai!

Fabrizio Bertè

20 ottobre 2013: Sono partito da Messina, la mia città, con una valigia piena di sogni e di speranze. Ho deciso di partecipare ad un workshop di giornalismo sportivo, organizzato dalla MiCri Communication, che si è tenuto presso gli studi di Sportitalia, a Milano.

Eravamo in 160: per molti era l’ultima occasione, e lo si percepiva in ogni minimo sguardo; per molti era la prima esperienza, e lo si percepiva in ogni minima insicurezza (come ha scritto il mio “compagno di avventuraAlessandro Vittorio Formisano in una toccante lettera). Ognuno aveva qualcosa da dare e da dimostrare, e c’era la consapevolezza che, alla fine, solo due di noi ce l’avrebbero fatta.

Negli occhi di tutti c’era profonda ammirazione e grande curiosità nei confronti di Luca Cilli e Christian Pravatà, i due ragazzi vincitori del workshop precedente.
Entrambi stavano svolgendo il loro stage, nella redazione di Sportitalia, ma non per questo si sentivano dei giornalisti già arrivati. Erano dei ragazzi umili, con un sogno nel cassetto, proprio come noi.

E’ stata una settimana, breve ma intensa, in cui ho avuto l’occasione di mettermi in gioco, di fare esperienza, di incrementare le mie conoscenze, di aumentare i miei contatti, e di fare pratica sul campo. Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere giornalisti e addetti ai lavori del calibro di Xavier Jacobelli, Giancarlo Padovan, Ernesto Paolillo, Ivan Zazzaroni, Andrea D’Amico, Cesare Di Cintio, Roberto Scarpini, Stefano Borghi, Fabrizio Biasin, e soprattutto Stefano Righi (giornalista di economia e finanza del Corriere della Sera), che ha avuto il merito di farmi scoprire l’amore nei confronti di un altro tipo di giornalismo oltre a quello sportivo. Da ognuno di essi ho imparato qualcosa: li osservavo, ancor prima di giungere in redazione, e quando iniziavano le loro lezioni pendevo dalle loro labbra, prendendo appunti, e cercando di mettermi in mostra facendo più domande possibili.

Alla fine del workshop i due che si sono messi più in luce sono stati Fernando Siani, 26 anni, di Cava dei Tirreni; e Francesca Simonelli, 25 anni, di Napoli.

La reazione a caldo? “Sono stato un idiota, ho perso un’occasione, a quest’ora potevo esserci anche io, se solo me la fossi giocata meglio!

La reazione a freddo? “Rimango sveglio fino alle due di notte per ascoltare le telecronache di Giuseppe Di Giovanni, guardo in streaming Udinese Channel per vedere come se la cava Fernando Siani, e sono contento di aver fatto un’esperienza, di essermi messo in gioco, e di avere avuto conferma (se mai ce ne fosse stato bisogno) che questo è il mestiere che fa per me. Poco importa se non riuscirò a sfondare nella mia città, poco importa se dovrò girare per l’Italia, o per il mondo, ciò che conta è che farò di tutto per raggiungere i miei obiettivi. Prederò tanti muri in faccia, ma non mi arrenderò mai.

Torno a Messina, con tante certezze e con tante ambizioni, e ringraziando Sportitalia dell’opportunità che ha dato a me e a tanti altri giovani aspiranti giornalisti.

Due giorni dopo arriva una notizia che ha del clamoroso, e dal primo novembre Sportitalia chiude i battenti. La storia dell’emittente televisiva dedicata al calcio e allo sport, che da febbraio 2004 trasmetteva sul digitale terrestre (sui canali 60, 61 e 62) e sulla piattaforma satellitare di SKY (sui canali 225 e 226), si è interrotta, così, dopo quasi dieci anni.

Sportitalia in tutti questi anni è stata una vetrina per i giovani, e ha lanciato nel mondo del giornalismo tantissimi ragazzi che altrove non sono riusciti ad esprimere il proprio potenziale. Le frequenze del digitale terrestre su cui trasmetteva sono state acquistate in estate da LT Multimedia, pronta a subentrare con un proprio palinsesto e con tre nuovi canali dedicati a calcio, sport olimpici e motori che si chiameranno LT Sport 1LT Sport 2 ed LT Sport 3.

Adesso la speranza è che il passaggio al nuovo editore, Valter La Tona (già proprietario di AliceArturoLeonardoMarcopolo e Nuvolari),  non comporti il licenziamento degli ex dipendenti di Sportitalia, che nonostante le difficoltà, non si danno per vinti e continuano a “lottare” seguendo le loro passioni.

Alex Milone, Luca Cilli, Christian Pravatà, Nicolò Schirà, Antonio Di Donna, Ignazio Taormina, Monica Bertini, Marco Russo, Davide Bernardi e tutti i ragazzi e le ragazze della redazione hanno deciso di ripartire, rimboccandosi le maniche, e iniziando a commentare il campionato di Serie B, proprio come facevano quando Sportitalia era in onda. Hanno realizzato tutto ciò grazie a Speaker, un programma che consente di creare autonomamente la propria Web Radio, dando poi la possibilità di condividere il link sui vari Social Network (Facebook, Twitter, Instagram). Con questo programma i giovani giornalisti hanno fatto sentire la propria voce, dicendo in coro: “Noi ci siamo“.

Gli ascoltatori hanno subito dimostrato di apprezzare parecchio, commentando e sostenendo l’iniziativa dei giovani ragazzi. Oltre al commento delle partite, ai migliori dei vari incontri e alla Top 11, gli ascoltatori hanno avuto poi la possibilità di interagire con i giornalisti, non facendo mancare il proprio supporto.

SI chiude, ed è impossibile essere felici, nonostante a breve ci sarà una nuova partenza. Tanti volti, tante voci troveranno sistemazione altrove, forti del loro incommensurabile talento. Tante figure professionali proveranno a svilupparsi e a non arrendersi, nonostante una situazione che per molti risulta palesemente difficile da gestire. L’ottimismo, però, non dovrà mai mancare, la fiducia nei propri mezzi dovrà sempre esserci. Mollare mai, neanche un centimetro, e aggredire il futuro con grinta, carattere, determinazione; forti di una convinzione comune: possedere grandi capacità, quelle grandi capacità che la quasi totalità di una redazione gloriosa ha dimostrato di possedere in dieci anni di onorata carriera.

Con queste parole, scritte da Alex Milone su http://www.mondopallone.it, chiudo, rivolgendo un grosso in bocca al lupo a tutti i ragazzi della redazione di Sportitalia, gli stessi ragazzi che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere ad ottobre, e gli stessi ragazzi con cui spero, un giorno, di lavorare fianco a fianco.

Crederci sempre, arrendersi mai!

Fabrizio Bertè

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