Giornalismo: dati sconfortanti, chiamato in causa Papa Francesco

I giornalisti precari hanno deciso di “scomodarePapa Francesco per rivendicare i propri diritti, e lo hanno fatto scrivendogli una lettera. Susanna Bonfanti, una degli undici firmatari della lettera, è stata intervistata da RTV 38 il 3 novembre 2013. Susanna Bonfanti è rappresentante della Toscana nella commissione nazionale del lavoro autonomo (CLAN) della FNSI (sindacato unitario dei giornalisti italiani).


Queste le sue parole:

Noi non siamo una casta – afferma Susanna Bonfantie vogliamo far capire a Papa Francesco proprio questo tramite la nostra lettera. Forse non avrà il tempo di intercedere con l’Altissimo e di fare un miracolo per noi (scherza, n.d.r.), ma chiediamo al Santo Padre di ascoltarci. Vogliamo rendere nota la nostra situazione, e vogliamo fargli capire come viviamo la nostra quotidianità. Noi non siamo dei privilegiati, si va da uno a quindici euro di retribuzione ad articolo (quando c’è la retribuzione, n.d.r.), e la maggior parte dei giornalisti non ha alcun contratto di lavoro – continua Susanna Bonfanti Non a caso abbiamo deciso di chiedere aiuto a Papa Francesco, e ci siamo appellati a lui proprio perché spesso ha parlato di dignità del lavoro e di equo compenso. Speriamo che possa ascoltarci, anche se noi abbiamo comunque voluto dare un segnale forte, con la speranza che ci venga dato un aiuto da qualcuno.

I giornalisti rivendicano dunque i propri diritti, e tornano alla carica, prendendo anche spunto dagli ultimi dati sul mestiere del cronista riportati dall’ultimo bollettino di LSDI. Eccone una sintesi, che dimostra come il mestiere del giornalista sia in via di estinzione:

1)  Nel 2000 quasi sette giornalisti attivi su 10 (65%) erano lavoratori dipendenti. Alla fine del 2012 il rapporto si era ridotto al 40%: oggi, sei giornalisti attivi su 10 fanno lavoro autonomo.

2) In tredici anni la popolazione giornalistica attiva in Italia, contrariamente a quanto avviene in altri Paesi, è più che raddoppiata, passando da 21.373 a 47.227 giornalisti attivi.

3) Il reddito dei giornalisti autonomi è 5 volte inferiore rispetto alla media annua delle retribuzioni dei giornalisti contrattualizzati (che nel 2012 era pari a 62.459 euro).

4)  In Italia (se si tiene conto del numero degli iscritti all’Ordine dei Giornalisti) c’ è un giornalista ogni 526 abitanti, contro 1/1.778 in Francia e 1/5.333 negli Stati Uniti d’America.

I dati – commenta quindi LSDI – suggeriscono il dubbio che l’impianto complessivo del giornalismo italiano possa prima o poi implodere su se stesso, anche a breve termine.”

Forse l’implosione c’è già stata. Troppi giornalisti (iscritti all’Ordine dei Giornalisti e possessori del tesserino), ma pochi mestieranti veri e propri. Il giornalismo è diventato un piacevole passatempo. Poco importa se svolto con capacità, bravura, abnegazione e impegno, perché ciò che non ti fa vivere rimane pur sempre un hobby.

Fabrizio Bertè

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