Cosmopolitalians – “Ecco come ho trovato lavoro all’estero…”

Il secondo ospite di Cosmopolitalians è Marco Brivio, 30enne di Como, consulente aziendale per il mercato spagnolo ed italiano in Argentina. Marco ha girovagato per il mondo sin dai tempi dell’Università, vivendo, tra il 2008 ed il 2013, in Repubblica Ceca, Ungheria, Francia, Spagna, Inghilterra e Argentina, nazioni in cui ha lavorato e, al tempo stesso, completato master ed Erasmus, trovando anche l’amore in quel di Buenos Aires.

Marco Brivio, Cosmopolitalian dal 2008

Marco Brivio, Cosmopolitalian dal 2008

L’Italia – “Ho lavorato in Francia da ragazzo, anche per imparare la lingua, poi Erasmus in Spagna e parte della specialistica in Argentina, prima della laurea alla Bicocca di Milano in Economia e Commercio. In Italia avevo trovato un lavoro, quando ancora c’era, ma era a tempo determinato e con tanto sfruttamento. In un anno e mezzo, ho mandato migliaia di curriculum, fatto più di 60 colloqui lavorativi, ma non mi ha richiamato nessuno”.

L’Argentina – “Qui a Buenos Aires mi sono sentito subito a casa: ho trovato molti amici e c’è così tanta influenza europea che addirittura un quartiere della città si chiama ‘Palermo’. Vivere con persone provenienti da diverse parti del mondo mi ha fatto crescere come uomo. Ricordo che era l’ottobre del 2008 quando Gustavo Roger, nostro professore all’Università di Belgrano, ci preannunciò la crisi che da lì a breve avrebbe investito tutta l’Europa, mentre molti, anche in Italia, neanche ci credevano. Oggi sono consulente aziendale per il mercato spagnolo ed italiano e, nel frattempo, completo un master in Storia Economica all’Università di Buenos Aires. Tutti gli argentini sono molto svegli, specialmente dopo la crisi economica che 10 anni fa li ha distrutti; dovremmo imparare molto da loro. La differenza tra i ragazzi argentini e quelli italiani è che nessun italiano si sognerebbe mai di fare il dog sitter a 15 anni, mentre qui riescono a trovare nuovi lavori e a provare a rendersi indipendenti sin da piccoli. La gente sa essere ‘chamuyo’, che viene dal napoletano ‘ammusciare’, che significa saper vender fumo. Un nord europeo diventerebbe pazzo qui. Devo dire grazie all’Argentina anche perché è qui che ho conosciuto la mia attuale ragazza”.

La vita in Sud America – “L’Argentina è vivibile ed offre opportunità di lavoro, come tutti i Paesi con un’alta inflazione – cosa che in Italia si fatica a comprendere – . Bisognerebbe fare scelte impopolari e cambiare radicalmente vita, venire qui e provare a ripartire. Il futuro è sempre in evoluzione ed io vedo il mio e quello della mia famiglia in Costa Rica, Brasile o Messico, luoghi in cui l’economia è in espansione e gli investimenti dall’estero arrivano”.

Cosmopolitalians all’estero – “La mia ragazza è stata la costante della mia vita: ho girato il mondo per lei rinunciando anche ad una chiamata della Deutsche Bank di Berlino. All’estero ho fatto quattro colloqui lavorativi ed in due ho ricevuto proposte di lavoro serie. Monster.it è un sito che dà opportunità incredibili e ti permette di lavorare in tutto il mondo, ma in Italia non è molto conosciuto. È stato stimato che tra Brasile ed Argentina ci sono più di 56 milioni di discendenti italiani, un’altra Italia solo in Sud America. Essere italiani all’estero è fantastico e non provo rancore per essere lontano dal mio Paese, in cui non torno da due anni; mentre ho rancore verso la classe politica italiana degli anni ’80 e ’90: da Craxi a Berlusconi, hanno vanificato tutti i sacrifici fatti dalle famiglie italiane, costringendo oggi i giovani a lasciare il Belpaese in cerca di migliori fortune. E come me la pensano la maggior parte dei ragazzi con cui ho studiato in passato: volendo fare una media, su 10, la metà, a 30 anni, è ancora costretta a far master e specializzarsi perché non trova lavoro.

Consigli per i giovani – “So che molti stanno andando in Inghilterra, ma non è un Paese che offre le stesse chance di un decennio fa, in considerazione dei numeri impressionanti riguardanti l’immigrazione. Io parlo 4 lingue e questo è sicuramente una cosa che consiglio ai ragazzi. Poi potrebbero fare scelte inusuali, tipo andare in Costa Rica: qui ci sono centinaia, migliaia di italiani, di società off-shore, quindi tanto lavoro. Se avessi dei figli, li farei nascere e crescere all’estero.
Di Italia non ne voglio sentir parlare e non credo tornerò mai più a viverci”.

@HermesCarbone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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