Cosmopolitalians – “Ho lasciato la Sicilia per la Svizzera, ma qui hanno creduto in me”

L’ottavo ospite di Cosmopolitalians si chiama Gaetano Biondo, 26enne di Messina, in Svizzera da due anni dove è responsabile per il territorio italiano di Timerepublik, una startup che punta a modificare le relazioni tra i cittadini del mondo.

Gaetano, Cosmopolitalian from Lugano dal 2012

Gaetano, Cosmopolitalian from Lugano dal 2012

L’Italia – “Dopo aver conseguito una laurea triennale in Giornalismo presso l’Università di Messina, ho collaborato con diverse testate locali tra radio e siti di informazione e fondato anche una serie di magazine online, tra cui MessIN – che ho curato per oltre 3 anni – e http://www.moscovita.it, attualmente consultabile sul web. Volevo diventare un giornalista ma, nel frattempo che la crisi ingurgitava anche il mondo dell’editoria, ho sviluppato la passione per l’imprenditoria e l’economia, che ho deciso di studiare nel corso della Specialistica in Sociologia dell’Economia dell’Università di Catania. La Sicilia è casa mia e mi manca, ma sono cosciente di non poter realizzare lì, almeno in questo momento, ciò che vorrei. Il sistema universitario italiano forma bene, ma solo con basi teoriche: per capire cos’è la pratica, e diventare un ‘giovane neolaureato con esperienza’, ho dovuto lavorare nei settori che mi interessavano, sebbene ‘sfruttato’, per tutti e cinque gli anni del mio percorso di studi”.

Timerepublik – “Sono finito nel mondo delle startup digitali seguendo un progetto nato in Svizzera. Oggi, sono azionista di minoranza di Timerepublik, una startup nata due anni fa da un’idea di Gabriele Donati e Karim Varini, che ho conosciuto anche grazie alla mia tesi di laurea magistrale. Dopo aver approfondito gli studi a Lugano, mi hanno affidato il controllo dell’area che riguarda l’Italia ed il Canton Ticino.
Timerepublik è una banca del tempo che conta più di 10.000 iscritti in 80 nazioni e, in due anni, ha ottenuto finanziamenti da più di 80 privati. La nostra è una community virtuale in cui le persone possono interagire per scambiarsi favori tra loro ed in cui la moneta non è il denaro bensì il tempo. Abbiamo istituito partnership con aziende, associazioni importanti a livello italiano, ed è un progetto innovativo che può permettere di valorizzare le persone secondo le loro abilità. A dicembre, abbiamo stipulato un accordo col Comune di Messina che presenteremo nei prossimi mesi in una conferenza stampa e che speriamo possa incentivare le persone ad avvicinarsi al concetto di cittadinanza.

La home Page della startup nata due anni fa e che conta più di 10.000 iscritti

La Home Page della startup nata due anni fa in Svizzera e che conta più di 10.000 iscritti

La mia intenzione è quella di stimolare i messinesi – come in futuro sarà per gli abitanti di altre città – a farsi conoscere sia in Italia che all’estero. Vorremmo che, chi contribuisce attivamente al bene della città, ottenesse in cambio dei privilegi di cittadinanza (consulenze burocratiche gratuite, niente file agli sportelli, vantaggi sui mezzi di trasporto etc). A breve coinvolgeremo anche l’Università di Messina, ma stiamo discutendo anche con Licata, Bologna ed il Comune di Napoli. Dopo Amsterdam, Messina potrebbe essere la seconda shareable city europea e la prima italiana in cui la condivisione sta alla base di tutto (car sharing, bike sharing, valuta locale aggiuntiva rispetto a quella nazionale etc), sul modello di molte città americane e canadesi”.

La Svizzera – “Qui sfrutto le mie conoscenze insegnando, dal novembre 2012, all’Everest Academy – un liceo privato di Lugano per cui rivesto anche il ruolo di responsabile della comunicazione digitale – . È un Paese in cui si mischiano influenze diverse (sono 26 Cantoni) con differenze linguistiche forti (italofona, germanofona, francofona). Nonostante siano molto diversi tra loro, tutti hanno in comune la voglia di avere un tenore di vita alto e curare sempre tutto ciò che hanno. Qui c’è una cultura politica che altrove non esiste: tutti vengono formati ed informati da tutti gli schieramenti politici, quindi si sentono parte attiva del cambiamento e politico e sociale. Riguardo l’ultimo referendum che ha decretato lo stop all’immigrazione, le motivazioni non sono xenofobe: gli svizzeri vogliono salvaguardare ciò che si è costruito nel corso degli anni, quindi vogliono solo stranieri qualificati che possano permettere al Paese di ottenere ancor più eccellenze nei diversi settori. Una immigrazione irregolare ed incontrollata genera solo problemi e agli immigrati e ai residenti. Questo ambiente valorizza tutte le culture, quindi ti permette di avere tranquillità e vivere bene, oltre ad avere uno Stato che offre tantissimi servizi e snellisce la burocrazia. Il lavoro si trova soprattutto per le figure qualificate (campo medico, scientifico, settore edile ed informatico, commerciale, fiscale), ma soprattutto nei cantoni germanofoni e francofoni. Il costo della vita è elevatissimo: nel Canton Ticino, lo stipendio medio è di 3000€ al mese, ma esistono anche dei salari minimi di circa 1800€ imposti dal governo; a Zurigo, uno dei cantoni tedeschi, un impiegato guadagna circa 7000€ al mese. Una cosa molto buona della Svizzera è che ci sono 3 modi per accumulare la pensione: quello pubblico, quello che viene basato sul reddito e quello privato, che viene gestito dalle grandi assicurazioni, quindi sei spinto ad andare in pensione. C’è un ricambio generazionale costante: a 65 anni si va in pensione e i giovani, anche se usciti da liceo o scuole professionali, vengono direttamente assorbiti nel mondo del lavoro”.

Gaetano con Beppe Severgnini

Gaetano Biondo con Beppe Severgnini di Italians

Cosmopolitalians in Svizzera – “Quella italiana è la seconda comunità in Svizzera. L’unica difficoltà degli italiani è il tedesco, che qui viene considerata la lingua internazionale a scapito dell’inglese. Se uno vuole andare in Svizzera e andare sul sicuro, ha bisogno di conoscere il tedesco, ma si può anche puntare sui cantoni francofoni, dove c’è un ambiente culturale vivace e la possibilità di inserirsi. I frontalieri (coloro che abitano nei paesi confinanti, ma che lavorano e guadagnano in Svizzera) non sono sempre ben visti: i residenti in Italia che lavorano nel solo Canton Ticino sono circa 60.000; il problema è che, in una città piccola come Lugano (30-40.000 abitanti), quando vengono a lavorare ogni giorno decine di migliaia di persone da fuori, si creano grandi disagi con i mezzi di trasporto, il traffico nelle strade, tutte cose che non ci rendono molto simpatici agli occhi degli svizzeri”.

Giovani Cosmopolitalians – “Sono un giovane anch’io e, a tutti i ragazzi che si trovano in difficoltà e senza una prospettiva di futuro nel luogo in cui vivono, consiglio di studiare, imparare le lingue e andare a formarsi all’estero, dove c’è più fiducia nei giovani. Consiglio anche di cominciare a lavorare, in modo compatibile con gli studi, fin dall’inizio del percorso universitario. Solo così si può acquisire quell’abilità pratica e quella cultura del lavoro che spesso ci mancano, stanti il talento e la creatività”.

@HermesCarbone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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