Cosmopolitalians – “Vivo tra Oriente ed Occidente e qui ho ritrovato creatività e fiducia”

Per la decima puntata di Cosmopolitalians, questa settimana voliamo in Turchia da Marco Veronese, 52 anni, da giovane a contatto con star come Madonna o i Queen, ed oggi autore di una tecnica artistica innovativa che utilizza fotografia e silicone.

Marco, Cosmopolitalian from Istanbul dal 2012

Marco, Cosmopolitalian from Istanbul dal 2012

Scopriremo la Istanbul dei 14 milioni di abitanti, delle moschee e dei grattacieli, la città divisa tra passato e futuro, l’unica al mondo ad appartenere ad Oriente ed Occidente con i suoi quartieri asiatici ed europei. Italia – “Nella mia carriera sono stato a lungo un fotografo e, sin da giovane, ho iniziato a girare per l’Europa per far mostre. A vent’anni sono andato a vivere in Belgio per poi tornare successivamente in Italia. Sono stato fotografo di ‘Ciao 2001’ negli anni ’80, una delle principali riviste che mi ha permesso di conoscere da vicino i Quenn, Madonna, Michael Jackson ed i Duran Duran. Dopo essere stato anche consulente e art director di moda e fotografo di viaggi, dieci anni fa ho deciso di dedicarmi solo all’arte, la mia grande passione. Da quando sono all’estero, mi rendo conto che gli italiani sono il popolo più apprezzato: dalla bellezza Rinascimentale alla scoperta dell’America. Siamo un Paese straordinario che non riesce ad usare ciò che ha, anzi lo snobba. Ho giurato a me stesso che non sarei più tornato in Italia e, quando sono qui, non ho nostalgia. Tornerò solo a trovare i miei un paio di volte l’anno, come già faccio. Sono inferocito perché vedo che stiamo buttando nel cesso un patrimonio mondiale e siamo divisi da fazioni politiche”. Turchia – “Sono venuto in Turchia due anni fa perché mi sono innamorato di una donna, che ho seguito ad Istanbul. Oggi non stiamo più insieme, ma ho deciso di restare comunque a vivere qui. In Italia non avevo più idee, voglia di cambiare; mentre qui cambia tutto: è come se vivessi in un altro pianeta. È aumentata la mia creatività, ma scrivo anche e creo progetti per quadri, istallazioni. Uso fotografia e silicone come tecnica, che è innovativa. Ho uno studio e l’80% del mio lavoro è al pc, dove creo queste composizioni digitali con singoli elementi (qui il sito di Marco). Queste immagini vengono stampate in modo chimico e vengono poi montate su pannelli, su cui poi viene usato il silicone, un materiale organico e sintetico allo stesso tempo, ma anche moderno.

Alcune delle opere di Marco esposte in una mostra ad Istanbul

Alcune delle opere di Marco esposte in una delle sue tante mostre ad Istanbul

Faccio mostre ed ho una marea di nuovi progetti in testa. Il nostro messaggio è chiaro: ci stiamo autodistruggendo ed il nostro lavoro come artisti è quello di riuscire a far capire alle persone che dobbiamo essere un po’ più filosofi e meno materialisti. Il turco è molto complesso e non lo parlo: comunico in inglese e francese. Qua vivono 14 milioni di persone – è la quarta metropoli più grande al mondo – ma ho scoperto che sono tutte persone molto calorose e sempre pronte ad aiutarti, come gli italiani del Sud. Istanbul vive tra passato e futuro, tra grandi grattacieli e moschee. È un continuo saltare tra Occidente ed Oriente ed è un’atmosfera spesso surreale ed immaginifica. Nonostante il 95% della popolazione sia musulmana, nella maggior parte dei ristoranti vengono venduti alcolici senza problemi, così come nei supermercati. Sono molto moderati in tutto, non certo integralisti”. Cosmopolitalians all’estero – “Come in molte altre parti del mondo, anche qui ad Istanbul il Consolato italiano riveste un ruolo importante nelle relazioni sociali tra noi italiani di Turchia. Tramite il Consolato, infatti, sono in contatto con tantissimi italiani, saranno una cinquantina, una sessantina quelli che frequentano assiduamente. Poi sono in contatto con loro anche tramite Facebook ed il gruppo di italiani ad Istanbul fondato da amici. Siamo una comunità molto attiva e facciamo molte cose anche insieme. Nonostante la lontananza, l’Italia resta nel nostro cuore”.

Una delle opere prodotte da Marco utilizzando fotografia e silicone

Una delle opere prodotte da Marco utilizzando l’innovativa tecnica che miscela fotografia e silicone

Cosmopolitalians giovani – “Consiglio ai ragazzi di andare all’estero di sicuro. Quand’ero giovane, sono partito per Bruxelles e lì, tramite amici, ho deciso di andare all’estero per poter sfruttare le mie potenzialità, tornare a credere in me, cosa che non era possibile fare in quel momento in Italia. A costo di andare a lavare i piatti o fare il cameriere, è meglio tentare un’esperienza all’estero, specie tra i giovani che hanno più opportunità di apprendere ed imparare a comunicare con altre comunità. Tutto ciò che si impara, anche se per brevi esperienze, resta poi per tutta la vita e tornerà utile quando meno te lo aspetti”.

@HermesCarbone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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