Cosmopolitalians – “Ho dato vita a ‘Learn Italy’ e adesso do lavoro a 40 persone nel mondo”

Nell’undicesima puntata, ‘Cosmopolitalians‘ vola a New York per conoscere Massimo Veccia, 50enne romano e fondatore di ‘Learn Italy‘, “un sogno divenuto realtà ed in continua espansione”, prossimamente all’EXPO 2015 di Milano.

Massimo Veccia

Massimo, Cosmopolitalian from New York dal 2010

Italia – “Premetto che non sono laureato, ma ho frequentato il liceo linguistico ed oggi parlo fluentemente francese, inglese e tedesco. Avevo una forte passione per la musica, così forte da decidere di lasciare tutto e intraprendere la carriera da musicista professionista, per 18 anni in giro per il mondo. Per 12 anni ho vissuto a Francoforte, in Germania, mentre per un altro periodo ho abitato anche in Francia, a Le Lavandou. Ho viaggiato molto da ragazzo anche per imparare l’inglese: Brighton, nel sud della Gran Bretagna, era una tappa fissa per ogni estate.Nell’83 sono stato anche a Messina, dove ho vinto il festival del piano bar su 2000 pianisti. L’anno dopo inaugurai il nuovo corso dell’Orient Express, mentre nel giugno del ’90, credo di essere stato il primo musicista a suonare nella Germania Est dopo la caduta del muro di Berlino. Era fantastico conoscere, viaggiare. A Frosinone vivono Roberta, la mia compagna toscana, e Giulia, la mia bambina di 11 anni, quindi torno in italia molto spesso, faccio circa 120.000 miglia l’anno di aereo”.

New York – “La prima volta a New York fu da turista nel ’96, quando avevo deciso di visitare la città covando in me il sogno di poterci andare a vivere e realizzare qualche progetto chiuso nel cassetto Luci, colori e persone mi hanno tanto conquistato da decidere di trasferirmici pochi anni fa. New York è una città fantastica e vedi negli occhi della gente la tanta voglia di fare. Uno dei principali problemi, come è ovvio, è il visto per poter restare qui, dal momento che le green card sono abbastanza complicate da ottenere.

Massimo con la sua compagna e la figlia Giulia di 11 anni

Massimo con la sua compagna e la figlia Giulia di 11 anni

Io ho un visto L1, che è quello che mi permette di lavorare e possedere un’attività negli USA, un visto rinnovabile ogni 5 anni. La cosa fondamentale del visto è rivolgersi subito a persone competenti: nel mio caso ho trovato l’avvocatessa Annalisa Liuzzo, una persona raccomandata dal Consolato, che ti aiuta sotto tutti i punti di vista, ed è certamente una persona che consiglio agli italiani che vengono a New York”.

Learn Italy – “‘Learn Italy’ è un mio sogno che si è avverato e che oggi dà lavoro a tante persone nel mondo, anche in Italia. L’esperienza di ‘Learn Italy’ nasce nel 2008 a Toronto, ma la scuola di New York è stata aperta, con ospite il Console ed il Vice Console italiani, solo nel 2010. Il nostro marchio, oltre che ad esportare la lingua italiana nel mondo, permette di unire lo studio con esperienze di tipo sensoriale e piacevole. Un esempio di questo tipo sono i corsi di cucina misti a corsi di lingua, oppure la lettura di un libretto dell’opera in italiano, e così via. Per farci conoscere, c’è voluto del tempo. Il primo anno, avevamo solo 16 studenti; nel 2013 sono stati circa 350, più tutte le persone che ruotano attorno ai nostri eventi, per un totale di 600 persone, con un 30% in più annuo. Anche il Ministero degli Esteri ha confermato che la lingua italiana viene appresa meglio se accompagnata da un’emozione, come facciamo noi.
Oggi esistono diverse sedi nel mondo: due nella Grande Mela, una quindicina in Italia ed altre sempre su suolo americano, oltre ad una scuola a Londra. L’esigenza di questo marchio nasce dalla voglia di non abbandonare le proprie radici da parte delle terze generazioni degli italiani residenti nel Nord America.
Per dar vita a questo marchio, ho venduto un appartamento di famiglia ed invece di conservare i miei soldi, lì ho investiti. Se hai un’idea, non puoi rinunciarci. Diamo lavoro a consulenti, insegnanti, part time, che sono circa 25 a New York. Nel mondo, sono circa 40 gli addetti che lavorano per noi. Le sedi a noi affidate sono scuole già esistenti, quindi l’unica sede di mia proprietà è quella di New York, le altre lavorano in franchising.

Massimo con Viviana Peila, Direttrice di 'Learn Italy' Torino

Massimo con Viviana Peila, Direttrice di ‘Learn Italy’ Torino

La mia progettazione non si è però fermata a ‘Learn Italy’: abbiamo infatti creato un marchio parallelo che si chiama ‘One‘, con cui insegniamo inglese, francese e spagnolo alle molte aziende che mandano da noi personale per l’abilitazione in più lingue. Armani è un nostro cliente, e manda da noi i suoi stilisti prima di farli venire in Italia. Per lavorare con noi, basta cliccare qui, ma non è sempre molto semplice ottenere i visti per gli USA. Il nostro progetto è autorizzato e riconosciuto dall’Università per gli Stranieri di Siena, essendo gli unici a concedere – formando, prima, e facendo sostenere l’esame, poi, – il DITALS in America, quindi tutti gli italiani vengono da più parti degli USA per prendere l’attestato, che permette loro si insegnare ovunque nel mondo nelle scuole italiane autorizzate pubbliche e private. Il marchio ‘Learn Italy’ parteciperà anche all’EXPO 2015 di Milano”.

Giovani Cosmopolitalians – “Ai giovani dico di non piangersi addosso. Nessuno vuole un cervello in fuga. All’estero nessuno vi aspetta e le difficoltà esistono. I ragazzi devono proporre idee, investire anche su stessi. Puoi anche avere il tuo colpo di fortuna, ma puoi anche metterti insieme ad altre persone, sfruttare il web e tutti i contatti che questo può procurare per far nascere un progetto. Non dobbiamo mai smettere di sognare, anche se siamo in un’età in cui non crederemmo mai di farlo. Abbiamo più capacità, più grinta, più forza degli altri, ma abbiamo anche un legame che ci vincola con la nostra terra”.

@HermesCarbone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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