Sossio Aruta: il ruggito del “Re Leone”

arutaDi Fabrizio Bertè – Una vita per il calcio, ben 26 anni di carriera in cui ha realizzato oltre 300 reti messe a segno con 25 maglie diverse. Amato dai propri tifosi, odiato dai supporters avversari. Stiamo parlando di Sossio Aruta, bomber implacabile di 43 anni con l’entusiasmo di un ragazzino. Il “Re Leone” ha rilasciato un’intervista esclusiva ai nostri microfoni, parlando della sua lunga carriera e della sua ultima esperienza che lo ha visto rimettersi in gioco nelle fila dell’Hatria, squadra abruzzese che milita nel campionato di Promozione.

Ho deciso di rimettermi in gioco, nonostante l’età, semplicemente perché ancora mi diverto. Per me il calcio è proprio questo: passione e amore. Con l’Hatria ci alleniamo tre volte alla settimana, più la partita della domenica. Tranne una seduta che svolgo autonomamente a Cervia, gli altri giorni parto la mattina con il treno che mi porta da Rimini a Pescara, mi alleno ad Atri e torno a casa la sera. Non mi pesa, perché sin da quando avevo quattordici anni ho sempre viaggiato per giocare a calcio. Non lo vivo come un sacrificio, in fondo ho la fortuna di fare quello che amo, mi ritengo un privilegiato. Sono arrivato in un momento non semplice per l’Hatria, ultima in classifica con sette punti da recuperare per raggiungere la salvezza, un’autentica impresa. Mi avrebbe fatto piacere chiudere in bellezza, e invece siamo retrocessi, forse è arrivato il momento di smettere. Ho avuto un colloquio, c’è la possibilità di iniziare una carriera di allenatore in una squadra di Promozione e la sto prendendo seriamente in considerazione. Ho preso il patentino da sette anni e mi ha sempre allettato la possibilità di allenare. Sono stato sempre affascinato da questa ipotesi, solo che ancora non ho mai iniziato ad allenare proprio perché mi sento bene e penso di poter giocare ancora, sono integro fisicamente e non ho mai subito infortuni in carriera, ho sempre fatto una vita sana che mi ha permesso di giocare a calcio ben 26 anni e di mettere a segno 330 gol. Forse, però, adesso sono arrivato al capolinea. E’ arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo, ho dato tanto da calciatore e adesso mi piacerebbe calarmi in questa nuova realtà, pur consapevole delle difficoltà che sicuramente incontrerò in quanto emergente. Vedremo cosa accadrà la prossima stagione“.aruta sossio

Il bomber di Castellammare di Stabia, dalla Terza Categoria alla Serie B è sempre andato in gol, ma ha l’unico cruccio di non avere mai giocato in Serie A: “E’ l’unico neo della mia carriera, mi dispiace non esserci arrivato. Purtroppo per arrivare in Serie A non basta essere un buon calciatore, bisogna anche mantenere un certo equilibrio, essere razionali ed evitare di fare cazzate. Io, essendo un giocatore molto focoso, ho sbagliato tante volte, il mio carattere istintivo mi ha indubbiamente penalizzato durante l’arco della mia carriera e spesso ho pagato a caro prezzo la mia irascibilità, anche ingiustamente, il mio carattere è stato per me croce e delizia. Sono sempre stato preso di mira dai tifosi avversari, proprio per via del mio carattere, e non ho saputo gestirmi bene in alcune situazioni. La mia carriera è stata parecchio tortuosa, i giocatori avversari spesso preparavano le partite basandosi sul mio carattere, cercando continuamente la provocazione. Ogni partita era una vera e propria battaglia sportiva. Poi, purtroppo, ci si fa la nomina, e se in un campionato giochi trenta ottime partite e in una reagisci ad provocazione e vieni espulso tutti quanti si ricorderanno di te per quell’episodio.  Nel 2002, ad esempio, ho subito anche otto mesi di squalifica in seguito ad una rissa nel derby tra Frosinone e Latina, in Serie C2. Quell’episodio, purtroppo, ha posto fine anticipatamente alla mia carriera tra i professionisti, e considero quella di Frosinone l’esperienza peggiore della mia carriera. Guardando il rovescio della medaglia, mi fa piacere avere ricevuto i complimenti di tanti addetti ai lavori, sono soddisfatto al cento per cento della carriera che ho fatto, ho vestito maglie importanti come quelle di Pescara ed Ascoli e sono stato un idolo assoluto per i tifosi di Savoia, Benevento e Taranto. Ho sempre sputato sangue ed onorato la maglia che ho indossato, sono sempre entrato in sintonia con i miei tifosi e mi sono tolto tante soddisfazioni anche tra i dilettanti. Nel mondo del calcio ho dato tanto e ho ricevuto tanto. Ho festeggiato tante promozioni e diversi titoli di capocannoniere, e sono riuscito a vincere un campionato sammarinese col Tre Fiori e a debuttare in Champions League a 40 anni suonati. La parte migliore del calcio? Indubbiamente il rapporto che si crea con i tifosi, mi hanno sempre dato una grande carica e mi hanno fatto godere tanto.

imagesUn Sossio Aruta che si sente estremamente distante rispetto al calcio di oggi: “A pallone possono giocare tutti, a calcio possono giocare in pochi. Io probabilmente se avessi giocato in quest’epoca calcistica sarei anche arrivato in Serie A o in Nazionale, chi lo sa, ma sono orgoglioso di aver giocato nella mia di epoca. Al giorno d’oggi i ragazzi, spesso, sono presuntuosi e arroganti, non ascoltano gli allenatori, credono di essere Star di Hollywood, mancando di rispetto ai più grandi. Vengono gettati nella mischia, a volte senza alcun merito, solo perché le società hanno bisogno di arricchirsi con i soldi messi a disposizione dalla Lega. Giorgio Corona al Messina fa la differenza,  ha ottenuto due promozioni consecutive e a parer mio è ancora uno dei migliori attaccanti in Italia, nonostante l’età. Lo scorso anno è stato penalizzato dal regolamento che imponeva l’utilizzo degli under, ma non si può tenere fuori un giocatore del genere. Anche lui, seppur più giovane di me, appartiene alla mia epoca calcistica, ed è un vero signore, in campo e fuori dal campo, niente a che vedere con i ragazzini viziati che ci sono oggi in circolazione. Giorgio Corona, come anche Luca Toni, Massimo Rastelli, Antonio Conte, Dario HubnerFabio Caserta e Christian Riganò, fanno parte di un calcio che oggi purtroppo non c’è più, e io sono fiero di aver fatto parte di quel calcio“.

Un calcio che oggi vede in rampa di lancio un giocatore come Mario Balotelli, centravanti titolare della Nazionale Italiana, l’opposto di Sossio Aruta: “Si, esattamente l’opposto. Intanto io ritengo Mario Balotelli un giocatore normalissimo, una mina vagante che in una partita ti dà dieci e in quella dopo ti dà due. Ci sono tanti cavalli pazzi, come Zlatan Ibrahimovic, solo che lui ti fa vincere le partite pur essendo un po’ indisciplinato tatticamente, è un calciatore universale. Probabilmente Mario Balotelli ha avuto tutto e subito, e anche i media ne parlano troppo, quando invece si dovrebbe pensare più alle sue prestazioni sul campo piuttosto che alle storie d’amore che lo vedono protagonista“.

Sossio Aruta, conosciuto dal grande pubblico in occasione della sua partecipazione al reality showCampioni – Il sogno“, si è stabilito a Cervia proprio in seguito a quell’esperienza, che gli ha permesso di conoscere il grande amore della sua vita Rossella. “E’ un’esperienza che ricorderò per sempre, ho conosciuto mia moglie Rossella e abbiamo avuto tre bambini: Danielciro, Davide e Diego, sono i quattro amori della mia vita. E’ stata pur sempre una novità, un’esperienza televisiva che mi ha permesso di farmi conoscere ancora di più e che comunque porterò sempre nel mio cuore, soprattutto per gli affetti che mi ha lasciato“.

Dopo aver fatto gioire i tifosi di mezza Italia, Sossio Aruta è riuscito a far esultare anche i tifosi del Tre Fiori, squadra della Repubblica di San Marino arrivata ai preliminari di Champions League grazie alle 24 reti messe a segno dal “Re Leone” tra campionato e Coppa Titano: “E’ stata un’altra bellissima esperienza che ho potuto aggiungere al mio ricco curriculum. Ho fatto tanti gol importanti in quella stagione, soprattutto nei play off, grazie anche all’aiuto dei miei compagni. Fino a quel momento avevo visto la Champions League solamente in televisione e a 40 anni suonati ho avuto la possibilità di esordire nella massima competizione europea, un sogno. Certo, la Serie A sammarinese equivale più o meno ad una Promozione italiana, quindi il livello non è alto, ma l’esperienza è stata positiva e la ricorderò per sempre“.aruta (1)

Ma che tipo di allenatore sarà Sossio Aruta? “Da un punto di vista tattico sarò un allenatore offensivo, come moduli di riferimento ho il 4-2-4 e il 4-3-3, per me la miglior difesa è l’attacco. Ho avuto ottimi tecnici, come Beppe Sannino e Maurizio Viscidi, metterò in pratica anche quello che mi hanno insegnato loro. Non ho esperienza, è vero, ma neanche Josep Guardiola, Vincenzo Montella o Clarence Seedorf ne avevano prima di iniziare ad allenare. Caratterialmente la mia squadra dovrà rispecchiare il suo allenatore. Il calcio non è solo tecnica e tattica, ma è anche passione e divertimento, e io ci tengo che i miei giocatori si divertano. Dovranno amare questo sport, metterci passione, e dare il massimo dal primo all’ultimo minuto. Vorrò rivedere in loro lo spirito battagliero che mi ha sempre contraddistinto“.

E se un giorno tuo figlio volesse seguire le tue orme? “Per prima cosa gli direi di non farsi mai mettere i piedi in testa da nessuno, di divertirsi sempre e comunque, di onorare la maglia che indosserà, di mettere in campo sempre tanta passione, di non avere mai paura e di non scendere a compromessi con nessuno. Il più grande insegnamento che cerco di dare ai miei figli? Senza dubbio l’onestà, devono poter camminare sempre a testa alta“.

In bocca al lupo, “Re Leone“.

Ecco, di seguito, la carriera di Sossio Aruta

STAGIONE SQUADRA SERIE PRESENZE GOAL
1988-1989 SANT’ANTONIO ABATE D 20 2
1989 COSENZA B 0 0
1989/1990 SAVOIA D 30 15
1990-1991 FRANCAVILLA C2 26 3
1991-1992 FRANCAVILLA C2 22 2
1992-1993 FRANCAVILLA C2 29 8
1993-1994 TARANTO D 27 10
1994-1995 TARANTO D 25 18
1995-1996 TARANTO C2 30 9
1996-1997 TARANTO C2 2 0
1997 BENEVENTO C2 28 9
1997-1998 PESCARA B 19 3
1998 FERMANA C1 7 4
1998-1999 ASCOLI C1 29 2
1999-2000 ASCOLI C1 17 4
2000 FOGGIA C2 4 0
2000-2001 BENEVENTO C1 14 7
2001 PUTEOLANA C2 10 1
2001-2002 BENEVENTO  C1 25 7
2002-2003 FROSINONE C2 30 15
2003-2004 SAVOIA D 17 9
2004-2005 COSENZA D 18 3
2005-2006 CERVIA D 25 13
2006-2007 COMACCHIO Ecc 24 30
2007-2008 COPPARESE Ecc 28 25
2008-2009 MONSELICE Ecc 19 9
2009-2010 VERUCCHIO Ecc 28 3
2010-2011 TRE FIORI (SMN) A 21 24
2011-2012 RUBIERESE Pro 39 19
2012-2013 CERVIA Pro 11 7
2013 LA FIORITA (SMN) A 9 12
2013-2014 REAL MIRAMARE Pro 3 2
2014 HATRIA Pro 11 5

Fabrizio Bertè  

 

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