#QuiLondra – “Dalla Sardegna e senza parlare inglese ho raggiunto il mio sogno”

Passione, nostalgia e tenacia. Sono queste le caratteristiche che contraddistinguono Alessandra Tortone, giovane artista sarda residente a Londra da ben sette anni.

Alessandra Tortone

Alessandra Tortone, Cosmopolitalian from London dal 2007

Ha lasciato la sua terra per inseguire un sogno: portare colore e allegria nella vita delle persone con la sua arte. Alessandra è, infatti, un’artista a 360°. Si occupa di make up, face painting e murales. L’abbiamo incontrata nella sua casa londinese, dove ci ha raccontato la sua storia e le ragioni che l’hanno spinta a lasciare l’Italia.

Ciao Alessandra, raccontaci com’è stato il primo periodo a Londra.
Era il Natale del 2005 quando sono atterrata per la prima volta nella capitale. Non sapevo una parola di inglese ma, di certo, non mi sono persa d’animo e ho cercato, fin da subito, di affermarmi nel mio settore. Sono stata fortunata perché potevo contare sull’aiuto di mia zia, almeno nella fase iniziale.
Dopo il primo mese, trascorso tra non poche difficoltà, hai deciso di non demordere e proseguire il tuo percorso artistico.

Come hai vissuto il tuo primo periodo in città?
Dal primo giorno, ho iniziato a fare visita a commercianti e ristoratori ai quali proponevo i miei lavori. Il mio obiettivo era di continuare a fare ciò di cui mi occupavo in Italia, ossia decorare le vetrine degli esercizi commerciali. Mi ricordo che mi alzavo la mattina presto, sceglievo una zona e portavo con me le foto dei miei lavori; ma spesso, a causa del mio scarso inglese, non riuscivo a farmi capire. In seguito ho iniziato a collaborare con altri artisti, anche fuori Londra, grazie ai quali ho conosciuto tante persone interessanti. E’ stato cosi che ho imparato la tecnica del face painting: la pittura su viso e corpo molto usata nelle feste londinesi. Quando mi propongo come face-painter in Italia, mi guardano strano perché è considerata ancora una novità.

Dopo pochi mesi hai acquisito importanti clienti in alcune delle zone più esclusive di Londra come South Kensington, Notting Hill e Soho realizzando anche murales per ospedali, orfanotrofi e centri di tutela per donne e minori. Tutto questo in Italia non ti è stato possibile, perché?
In Italia, il mercato è diverso. In Sardegna, ad esempio, ho sempre lavorato nel mio settore ma con molta discontinuità. Non ho avuto bisogno di fare un secondo lavoro ma il mio sogno è sempre stato quello di lavorare come pittrice a tempo pieno e non a giorni alterni.
Londra è capace di rinnovarsi, costantemente, e ciò che mi affascina in particolar modo è il suo aspetto multiculturale. Questa caratteristica genera un’offerta più vasta dato che ognuno ha desideri ed esigenze diverse.

Ogni anno scegli una meta e parti per portare un po’ di colore laddove la vita è un po’ più grigia. Quest’anno hai scelto il Senegal. E’ forse la stabilità che hai trovato a Londra che ti ha dato la carica giusta per aiutare le persone meno fortunate?
Si, probabilmente. Mi piace l’idea di condividere un po’ della mia fortuna con le persone meno fortunate e donare loro un sorriso. Quando devo organizzare un viaggio inizio a contattare centri di volontariato, orfanotrofi, ospedali e proporre loro la realizzazione gratuita di murales.
In Senegal ho trascorso tre settimane stupende. Alcune persone mi sconsigliavano di andarci perché è un paese considerato pericoloso, ma è così un po’ ovunque. Mi sono confrontata con una cultura totalmente diversa dalla nostra che mi ha portato a riflettere sul modo in cui viviamo noi europei.

Quali pensi siano le maggiori differenze tra la cultura europea e quella extra-europea?
Innanzitutto ho trovato un’ospitalità e una generosità atipica.
Queste caratteristiche purtroppo, nella cultura occidentale, sono andate perdute. Nonostante le condizioni di estrema povertà in cui vivono nei paesi africani, hanno l’abitudine di condividere i propri averi con gli altri. Vivono in armonia tra di loro. Si conoscono quasi tutti e si salutano quando si incrociano per la strada, anche se non si conoscono. E’ uno stile completamente diverso al nostro.
La società europea, invece, sta andando nella direzione opposta. Siamo sempre di fretta e sempre troppo impegnati. La tecnologia e la smania di successo hanno preso il sopravvento tanto da non consentirci più di coltivare i veri valori come la famiglia, gli amici, le relazioni, la natura. Abbiamo tanto ma non ci accontentiamo mai e siamo alla costante ricerca di qualcosa. Purtroppo diamo tanto, a volte tutto, per scontato fino a non apprezzare ciò che abbiamo. Quando fai esperienze simili ti accorgi di quanto la vera ricchezza non si trovi dentro il portafoglio ma nei valori che si coltivano.

Juli Piscedda

Sarda, giornalista e speaker radiofonica amante di fotografia e video. Dopo aver vissuto tra Italia e Germania, sono approdata a Londra, dove oggi vivo. Lavoro negli eventi e sono alla continua ricerca di storie da raccontare nel mio blog.

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