Cosmopolitalians – “Io, italiano in Ucraina, vi racconto la guerra alle porte e le violenze russe sulla popolazione”

Enzo Esposito

Enzo, Cosmopolitalian from Leopoli dal 2001

Nella 14esima puntata di Cosmopolitalians voliamo in Ucraina per conoscere Enzo Esposito, 60enne napoletano, emigrato per amore. Enzo, a Leopoli dal 2001, racconta da vicino la realtà di una popolazione locale violentata ed invasa dalla Russia. Una realtà che non leggerete altrove.
La situazione è critica: anche il sito dell’Ambasciata italiana di Kiev sconsiglia viaggi in molte regioni ucraine e “di valutare la possibilità di allontanarsi temporaneamente” dal Paese. Ma partiamo dall’Italia.

L’Italia – “Ho iniziato a lavorare nel mondo della comunicazione e dello spettacolo sin da ragazzo, quando ancora non avevo terminato gli studi. In quegli anni credevo che mai avrei lasciato Napoli, la mia amata città. Cambiai molto in campo lavorativo: dal teatro e da una piccola testata passai col tempo alla radio, al cinema ed alle nascenti Tv locali. Sono stato direttore di filiale in un’azienda del gruppo Repubblica Espresso, ho lavorato per Radio KissKiss e sono arrivato a dirigere il gruppo editoriale dei fratelli Costantino e Claudio Federico, con Tv nazionali e regionali, mezzi radio e stampa periodica. Intanto scrivevo anche per il cinema: diversi sono stati gli articoli pubblicati su il Giornale di Napoli e su periodici regionali. Avevo realizzato il mio sogno: lavorare nel mondo della comunicazione e dello spettacolo senza abbandonare la città dove ero nato e cresciuto. Ma le sorprese erano appena dietro l’angolo. I legami più forti li ho con Napoli, con un passato che è sempre presente in me. Quando sono a Leopoli e transito per la grande piazza del Teatro dell’Opera, svoltando in qualche strada, mi aspetto sempre di sbucare in Piazza del Plebiscito o in una qualsiasi strada di Napoli. Quando torno a casa, nonostante i cambiamenti avvenuti negli anni, è come se non fossi mai andato via. Non è nostalgia da emigrato la mia, ma consapevolezza che, nella vita di ognuno di noi, si può perdere tutto tranne i ricordi. Per adesso sono in Italia, e, considerando lo stato di crisi in Ucraina, resterò qui per un anno”.

L’Ucraina – “All’alba del 2001, l’ho lasciato l’Italia dopo aver sposato la mia seconda moglie, di nazionalità ucraina. Nel suo Paese di origine ho impiantato un’attività commerciale. Vivo a Chervonograd, nei pressi di Leopoli. La mia scelta di vita è stata dettata dalla voglia di avere una famiglia unita e dalla ritrosia nei confronti del mondo lavorativo italiano: ero stanco di dover combattere con tutti e scendere a compromessi che l’Italia presenta sempre per ogni attività, soprattutto nel mondo della comunicazione e dello spettacolo. Qui mi occupo della produzione di spettacoli, gestione di artisti locali e soprattutto scrivo liberamente senza dovermi piegare a dettature forzate. Nel 2002, in Ucraina è uscito il mio primo libro – “L’Ucraina ci sorride” – con versioni distribuite anche in Polonia, USA, Russia e Italia”.

Piazza Majdan

Kiev, piazza dell’Indipendenza occupata dal popolo ucraino tra novembre e febbraio

La vita – “Sebbene il costo della vita sia molto basso e gli standard ben al di sotto di quelli occidentali, vivere in Ucraina non è semplice e non lo è mai stato. La guerra alle porte ne è la riprova. La guerra di cui si parla, però, non è una guerra civile – come raccontano i mezzi di comunicazione in tutto il mondo – bensì una guerra tra due Paesi.
Quelli che i mezzi d’informazione fanno passare come separatisti e filorussi, altro non sono che soldati russi infiltrati e mascherati, delinquenti comuni a pagamento, mercenari senza scrupoli, veri e propri killer con il compito di destabilizzare l’Ucraina creando le premesse per una nuova Ossezia o Cecenia. Il tutto con la regia russa. Quello che sappiamo è che la Crimea è solo l’inizio. La situazione è drammatica e tanti sono gli omicidi ed i crimini che vengono commessi, spesso lontano dalle grandi città, e di cui nessuno parlerà mai sui giornali. Per tanti giornalisti è pericoloso andar lì; altri invece preferiscono non raccontare perché sotto minaccia del regime sovietico. Ho voluto bene all’Ucraina dal primo momento: questo Paese mi ha accolto come un figlio, ed io ho lottato per far sì che qui si potesse creare sviluppo e progresso, così come avevo fatto a Napoli. Oggi lotto per difenderne l’indipendenza dalla Russia e l’asservimento ad aree orientali o occidentali. Le elezioni presidenziali del prossimo 25 maggio sono fondamentali: se il popolo ucraino resterà unito e non si farà intimorire dalle violenze perpetrate da Putin, l’Ucraina si riavvicinerà ad una stabilità politica, sociale e amministrativa. Si riavvicinerà all’Europa. È quindi fondamentale che tutti gli ucraini, anche quelli all’estero, votino per il bene di questo Paese”.

Cosmopolitalians all’estero – “Sono alcune migliaia gli italiani presenti in Ucraina, specie in Crimea. Diversi sono i pugliesi, arrivati qui già nell’800. Per stare in contatto con i tanti connazionali in Ucraina, scambiare informazioni importanti, confrontarci sulle decisioni politiche che l’Europa (non) sta prendendo, ho deciso di amministrare il gruppo Facebook, fondato da Salvatore Barone, di italiani in Ucraina – circa 800 iscritti – “.

Giovani Cosmopolitalians – “Ai giovani consiglio di seguire il loro istinto. Una esperienza all’estero è importante perché ti fa crescere sotto tutti i punti di vista: chi l’avrebbe mai detto sarei arrivato a parlare l’ucraino? Prima di precipitarsi in un’avventura, però, consiglio di ponderare bene la scelta: come dimostra la mia storia, i pericoli sono sempre dietro l’angolo”.

@HermesCarbone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 Responses to Cosmopolitalians – “Io, italiano in Ucraina, vi racconto la guerra alle porte e le violenze russe sulla popolazione”

  1. rrncc says:

    io ho sentito da gente che ci vive dei commenti completamente contrastanti con questo signore, Ho sentito parlare di colpo di stato come tutti hanno potuto vedere, senza aspettare le votazioni del 25 Maggio.Buona parte di popolazione autoctona e di etnia Russa, Speriamo che il popolo Ucraino non si faccia intimorire dalle minacce dell’occidente e dei sovvertitori dell’attuale governo. Non tutti bramano di entrare in Europa così come molti vogliono andarsene. Tanti che vivono in Italia preferiscono essere filorussi visto l’assistenza ricevuta mancata tra l’altro dall’europa. Se poi si vuole fare propaganda per salvaguardare il proprio orticello come sta facendo il signore che scrive ben venga , non capisco perchè se è così difficile perchè non è rimasto in Italia. O perchè adesso non torna in Ucraina a combattere per i suoi ideali.
    Forse perchè è comodo scappare in UK a sfruttare e poi quando si nfa nera l’Italia è la madre.

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    • Carlo says:

      Tu hai sentito quello che a te fà piacere, noi siamo italiani in ucraina e tu dici solamente sciocchezze ripetute dai fans dell’utlimo zar di russia….vergognati perchè non sai niente e parli tanto per parlare

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  2. Alina Shum says:

    e perche queste tante filorusse che vivono in Italia e preferiscono ancora rimanere qui ,perche non vanno vivere e lavorare in cosi cara Rusia??? Filorussi stanno male con ucraini ;stanno male con italiani ;ma se andassero stare con Putin farebbero un grosso favore a tutto mondo !

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    • Carlo says:

      Cara Alina, io scrivo da ternopoli , ringraziando Dio la situazione qui è tranquilla, i filorussi qui credo non arriveranno mai, ma le persone sono sconcertate e amareggiate per tutto quello che in Ucraina stà succedendo, speriamo solo che dopo il 25 maggio a votazioni concluse tutto questo si risolverà presto, A Ternopoli sono presenti oltre la bandiera ucraina anche quella dell’Unione Europea, si perchè da queste parti non vedono l’ora di essere anche loro liberi di andare dove vogliono e senza nessuna frontiera dove esibire documenti, un abbraccio e col cuore Slava Ucraini

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