Australia shock – “Ecco come comprare il VISA da italiani e truffare il Governo australiano”

“Siamo molto lontani dall’Italia, ma la Mafia è arrivata anche qui in Australia. Perché? Perché gli italiani hanno trovato un nuovo modo per fare entrare o restare qui altri italiani: chiedono soldi ai nostri connazionali in cambio dei VISA”.

Quel che ci racconta Fabio Altadonna, giovane messinese emigrato in Australia da poco più di un anno, è uno scandalo sull’immigrazione che rischia di creare non pochi imbarazzi nella terra dei canguri.

La splendida vista su Sydney, una delle città con più Italians d'Australia

La splendida vista aerea di Sydney, una delle città con più Italians d’Australia

Fabio è un vecchio compagno di classe. Chattiamo su Facebook alcune settimane fa. Mi racconta l’esperienza australiana e ciò che succede oltreoceano. Sembra assurdo. Fisso un appuntamento a Messina, due settimane dopo, quando Fabio sarebbe tornato per un periodo di ferie.

“Non scopro certo io che in Australia ci sono tantissimi italiani. E siamo anche ben visti dalla popolazione. Quel che però molti non sanno è dove si sono intrufolati questi italiani. Oltre alla ristorazione, tanti connazionali qui da molti anni hanno scoperto un nuovo interessante business: le farm (fattorie)”.

L’immigrazione in Australia, oggi, passa attraverso le farm.
Il Working Holiday Visa è uno dei più comuni e dei più richiesti dagli stranieri che hanno intenzione di fare un salto nella terra dei canguri e progettare qui una nuova vita. Il Governo ha deciso di incentivare il lavoro dei backpackers (letteralmente viaggiatori con lo zaino in spalla, ma il termine viene usato per indicare i lavoratori che si spostano nelle varie farm) nelle farm premiando chi, durante il primo anno di WHV, accumula un’esperienza di lavoro complessiva di almeno 3 mesi. Questo premio consente di richiedere un secondo WHV, della durata di altri 12 mesi. È possibile fare questa richiesta solo se si ha meno di 31 anni.

Ecco la truffa. “Per farti ottenere questo WHV senza che tu debba lavorare nelle loro fattorie, compilando solo dei fogli che permetteranno a loro di ricevere gli incentivi governativi e a te di ottenere gli incartamenti utili per le application form, gli italiani proprietari delle fattorie chiedono una cifra che si aggira sui 600 AUD, circa 400€”.

Una tipica farm australiana, nel Queensland a nord di Brisbane

Una tipica farm australiana, nel Queensland a nord di Brisbane

Questo tipo di sistema fa comodo ad entrambe le parti: gli italiani proprietari di farm ottengono soldi illeciti dal Governo e da altri connazionali venuti qui in cerca di una speranza; i connazionali, spesso sprovveduti, alle prime esperienze lavorative, oltre che senza inglese, pagano ben volentieri per evitare di seguire il regolare percorso per il WHV, non lavorando e andando a spasso per l’Australia quando al Governo risultano regolari impiegati delle fattorie.

Il problema di fondo è che, nel corso di questi 3 mesi di libertà assoluta, molti connazionali hanno l’opportunità di girare per l’Australia alla ricerca di sponsor che permettano loro una messa in regola e motivino la loro permanenza sul territorio; gli altri italiani che cercano di seguire il regolare percorso imposto dallo Stato, restano spesso fregati perché i posti liberatisi sono stati occupati dagli immigrati irregolari.

Queste fattorie, alcune sperdute nei deserti e non convenzionate col Governo, concedono vitto, alloggio più qualche extra considerabile come un rimborso più che un vero stipendio. Questo link permette di verificare come e dove trovare le farm regolari. Fabio, dopo aver letto il pezzo sulle truffe a Londra pubblicato su questo blog e su ‘Italians‘ da Beppe Severgnini, ha deciso di farsi avanti e denunciare questo sistema marcio.

“Io mi sto spaccando la schiena nelle farm per conquistarmi il mio lasciapassare da immigrato regolare in Australia. Perché non dovrebbero far lo stesso gli altri italiani? Non esiste, però, solo il giochetto del lasciapassare in cambio di soldi, né ci sono di mezzo solo gli italiani. Esistono molte agenzie che fanno da tramite tra te e le farm dopo una tua iscrizione di 90 AUD. Sono una sorta di interinali, solo che non si preoccupano minimamente di te anche dopo che paghi. Se ti va bene, ricevi un contatto della farm che avresti potuto ottenere anche guardando su Gumtree”.

Fabio, non sapendo come funzionasse il sistema, al suo arrivo ha pagato un’agenzia che lo ha portato a Bundaberg, nel Queensland, in un Working Hostel – ovvero ostelli che procurano alle farm locali i famosi backpackers ai quali servono i 3 mesi lavorativi per richiedere o rinnovare il WHV – .

Australian immigration

Il Dipartimento per l’immigrazione del governo australiano

“Funziona che appena arrivi ti chiedono subito 100 AUD per metterti in standby list. Chi gestisce l’ostello sa dal giorno prima quanti backpackers sono richiesti a lavorare nelle farm, e ha potere decisionale su chi lavora e chi no. Puoi quindi trovarti nella situazione di lavorare un minimo di ore che ti servono giusto per pagare la settimana in ostello, senza però avere una continuità di lavoro. Questo crea un disagio a noi immigrati ed un vantaggio ai proprietari dell’ostello: il nostro visto non lo facciamo più in 3 mesi ma in 6, nei quali saremo costretti a pagare loro l’affitto delle stanze per poter avere la certezza di lavorare. Quasi tutti gli ostelli chiedono, in modo illegale, anche soldi per il trasporto fino alle fattorie, soldi che non dovrebbero chiedere”.

Per evitare truffe di ogni tipo, è meglio rivolgersi ai Migration Agent (agenti dell’immigrazione), che operano su questioni legate all’immigrazione in Australia. Questi professionisti si occupano di trovare il modo più adatto, di caso in caso, su come intraprendere il percorso per il rilascio di un visto che permetta al futuro migrante di realizzare i suoi obiettivi in terra australiana in maniera legale.

Italians, che ne dite di smetterla di portare all’estero anche le cattive abitudini?

@HermesCarbone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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15 Responses to Australia shock – “Ecco come comprare il VISA da italiani e truffare il Governo australiano”

  1. Elisa says:

    Vivo in Australia da 5 anni…al tempo l ho fatte anche io le mie farm ecc ecc … Beh il proprietario dell backpacker ( ostello ) che ci faceva pagare oro camere infestate da scarafaggi era cileno e le peggiori cndizioni di lavoro le ho trovate nelle farm gestite da australiani. Per quanto riguarda ste “agenzie internali” ( cosi le avete chiamate a me vien da ridere ) che trovano lavoro ai ragazzi col visto WHV la maggior parte son truffe fatte ai danni dei giovani stranieri proprio sapete da chi???? Dagli australiani stessi!!! E I migration agents onesti???si tanti si ma tanti proprio no e vengono da ogni parte del mondo India e Pakistan in testa … Con cio non Voglio smentire il fatto che gli italiani cercano sempre di fare I furbetti… ma tutto il mondo e’ paese e I visti vi assicuro che nn sono solo gli italiani che li vendono! E poi prima di scrivere sti articoli magari intervistate piu persone cosi’ sentite anche altre Campine e avete un quadro piu completo no???

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  2. vincenzo says:

    e una vergogna,io consiglio una sola cosa a ragazzi intelligenti che si trovano in queste brutte situazioni,denunciate denunciate denunciate……e l unico modo per cambiare un po le cose ed impedire agli italiani di rovinare anche altri paesi,l italia doveva essere il paradiso,se i nostri avi fossero stati un po più intelligenti,e avessero denunciato queste cose,quindi pensate al vostro futuro,e non alla scappatoia momentanea che vi agliuta li per li,ma rovina il futuro di un paese in cui pensate di voler vivere…ribelliamoci o ce ne pentiremo

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  3. vincenzo says:

    scusate,ho scritto male aiuta:)mi correggo

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  4. Byronbay says:

    Vivi e lascia vivere Hermes.Sei solo geloso che tI hanno frecato. Io ho vissuto in australia 2 anni e i primi a fare truffe sulle farme sono propio gli australiani

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  5. io vorrai i nomi dei truffatori a questo punto.Scrivere un articolo cosi,ehime,forte e significativo,mi fa pensare a due cosette.
    1) ma ti pagano?
    2) tiri il sasso,ma nascondi la mano?
    Esiste un gov.Australiano che da la possibilità di denunciare il fatto direttamente dal sito :https://www.immi.gov.au/contacts/forms/ssl/dob-in/
    Per chi non lo sapesse si può denunciare anche in modo anonimo.Sono tentata a informare il governo riguardo questo articolo e certi commenti riguardo i tanti lavori in nero che svolgono i ragazzi Italiani entrando in Australia su i diversi gruppi e pagine di Facebook.Quel che onestamente non riesco proprio a capire….. :O ma perchè arrivate qui accettando il lavoro in nero e sottopagato invece di denunciare? Il lavoro in Australia negli ultimi 10 anni è diventato un sogno anche per gli Australiani,(grazie a chi accetta tutto ciò).
    p.s. per chi continua a dire che sono gli aussie a truffare: NOI PRIMA DI VOI STAVAMO SUPER BENE E C’ERA LAVORO A NON FINIRE… GO HOME W@@S

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    • Redazione says:

      Ciao Melissa, grazie per il tuo commento.
      La risposta alla tua domanda è no. Non sono stato pagato per scrivere il pezzo; non vengo pagato per scrivere gli altri. Se dai un’occhiata al sito, di cui sono responsabile, capirai che il tenore delle informazioni è decisamente differente da ciò che viene propinato in giro.
      Sulla denuncia: ben venga! Il sistema è evidentemente malato, quindi è necessario intervenire.
      Per fare maggior chiarezza sulla vicenda, venerdì uscirà un pezzo nuovo di Cosmpolitalians con una struttura inedita. Take a look & Keep in touch. A presto!

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  6. Nico says:

    Non voglio pronunciarmi sulle farm.
    Ho vissuto quasi 2 anni in Australia. 1 anno con uno student visa (e non quello per imparare l’inglese, ma per fare il mio master universitario), e 7 mesi con il WHV.
    Purtroppo la situazione sponsorizzazioni in Australia era impossibile, e onestamente con tutti i soldi spesi per educazione, master, viaggio etc, di fare il cameriere proprio non se ne parlava (senza offesa), figuriamoci le farm.
    Quello che piu’ mi fa incazzare, non e’ tanto gli italiani che pagano per ottenere questi 3 mesi fondamentalmente in piu’ nel mondo lavorativo, ma quelli che arrivano alla cazzo, non sanno UNA parola d’inglese, ma fanno la de facto con qualche ragazza australiana stupida, o che con mestieri manuali riescono a farsi sponsorizzare da altri italiani.
    Questa e’ la vera vergogna.
    Perche’ prendere persone che magari non hanno neanche fatto le superiori, e far allontanare le vere persone in gamba che possono effettivamente contribuire allo sviluppo dell’economia Australiana, e non tramite pizze.

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    • ilGenio says:

      perchè, come dimostri evidentemente, si può essere disadattati e ignoranti (per non usare termini offensivi) pur avendo laurea + master + esperienza..
      Da quando un titolo di studio rende una persona “migliore” di un’altra?! SVEGLIATI!!!
      Saluti.

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    • Giacomo says:

      Tutti hanno il diritto di lavorare, anche chi fa i lavori manuali. I mezzi di trasporto, la casa dove vivi e l’ufficio dove lavori te li hanno costruiti persone che fanno lavori manuali e il loro livello di inglese o culturale non ti riguarda. Qui si parla di fare le cose in regola o di fare i furbi, signor genio. Forse avresti dovuto lavorare un po’ nelle farms o come cameriere, ti avrebbe insegnato qualcosa che evidentemente con il tuo master non sai: l’umiltà e il rispetto per chi non è come te. Ho vissuto in Danimarca più di un anno senza parlare una sola parola di danese e il lavoro me lo ha dato un italiano, qualcosa in contrario? Lavoravo regolarmente e pagavo le tasse, il resto è solo tua presunzione.

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    • Hopeless96 says:

      ”Perche’ prendere persone che magari non hanno neanche fatto le superiori, e far allontanare le vere persone in gamba che possono effettivamente contribuire allo sviluppo dell’economia Australiana, e non tramite pizze”.

      Che presuntuoso.
      Senza parole.

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  7. il problemi degli italiani all’estero è che esportano, come dici tu, le cattive abitudini, ma tra le cattive abitudini c’è anche quella di non studiare e non informarsi abbastanza. Nell’era dell’ informazione, l’ignoranza è una scelta. La conoscenza, l’approfondimento, questi sconosciuti; vale pure per le truffe londinesi, a mia memoria sono 25 anni almeno che se ne parla e tutti quelli che si recano a Londra dovrebbero esserne informati e invece di scandalizzarsi ogni volta che vengono fuori queste storie. E’ che ciascuno pensa sempre di essere il più intelligente, il più furbo e il più fortunato di tutti e non è che uno dei tanti sprovveduti…le colpe non sono solo dei truffatori.

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  8. marco says:

    beh io non ho fatto le farms e ho sempre fatto il mio mestiere senza essere sfruttato da nessuno nonostante sia entrato a 22 anni con un WHV come tutti. Mi sono dato da fare per essere considerato alla pari senno meglio di un australiano. posso solo dire che truffare l’Immigrazione è da scemi perché si viene subito sgammati e buttati fuori dal paese a calci in culo senza possibilità di farci ritorno- il problema di fondo è che tanti si credono furbi, saltano il sistema e credono di fare i loro comodi come in Italia…ma in Australia non funziona cosi-grazie a Dio-Dalla mia esperienza, posso solo dire che dopo 5 anni di permanenza, sono PR e citizen, e non rimpiango nulla di tutto quello che ho fatto- sono arrivato dove sono contando sempre sulle mie forze senza scorciatoie, rispettando leggi e doveri- L’Australia ti premia se sei onesto e dimostri di essere degno di viverci…oggi è ancora più dura rispetto a 5 anni fa, e tanti popoli migliori di noi fanno di tutto per riuscirci. mi meraviglio che uno che viene sfruttato, pagato al nero, non si ribelli e denunci. aver fatto 16.000kms per sopportare gli stessi abusi non ha senso.denunciare sempre, e se vi sfruttano cambiate lavoro e denunciate!!!…di occasioni ce ne sono tante!!! auguri a chi sta provando una nuova vita in Australia!!!

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  9. Pingback: Everette

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