#QuiLondra – “Vivere qui è fantastico, ma le truffe sono sempre dietro l’angolo”

Silvia Lozza

Silvia, Cosmopolitalian from London

Come ogni martedì, anche questa settimana torna puntuale #QuiLondraSilvia Lozza, videografa e modella plus size, originaria di Belluno, è la nostra protagonista di questa puntata. Silvia risiede nell’est di Londra da poco più di un anno. Come lei stessa racconta, “con la determinazione e con i sacrifici, ho ottenuto importanti soddisfazioni, ma le truffe degli inglesi sono sempre dietro l’angolo, e la mancanza di rapporti stabili in una città come questa, si fa sentire”.

1) Quando sei arrivata a Londra e cosa ti ha spinto ad approdare nella city?

“Sono arrivata a Londra nel marzo 2013. L’idea di lasciare l’Italia era già nella mia mente da molto tempo. In realtà ho deciso di partire con il mio fidanzato. Gli era stato proposto un lavoro e diciamo che ho colto l’occasione per iniziare una nuova avventura. In pochi mesi ci siamo attrezzati di valigie e coraggio ed eccoci qui”.

2) Di cosa ti occupavi in Italia?

“Prima di partire lavoravo per un’agenzia di produzione multimediale e televisiva nella mia città natale, Belluno, dove peraltro ho lavorato fino all’ultimo giorno prima della partenza. Devo dire che non è stato facile lasciare l’azienda ma sapevo che partendo per Londra mi sarei garantita un futuro più sicuro. Mi occupavo, già, di moda e musica. Avevo un gruppo Metal con il quale facevamo principalmente canzoni inedite, ma purtroppo qui a Londra non ho proprio il tempo di coltivare questa grande passione per la musica. Chissà, magari in futuro…”.

3) Lavori nel campo della produzione video, ma sei anche una modella riuscita a lavorare a Londra. Puoi raccontarci com’e andata?

“Ho iniziato a fare la modella in Italia nel 2010 per un’agenzia: semplici lavori di promozione. Essere una modella plus size in Italia non è facile. Nonostante la 46 sia una taglia molto comune tra le donne mediterranee, il mondo della moda è ancora improntato sulla mitologica taglia 38. Bisogna, dunque, ammettere che è notevolmente difficile per una ragazza curvy trovare lavoro come modella (fotomodella e indossatrice). La taglia 14 (46 in Italia) è considerata una media, quindi non è solo più facile trovare vestiti carini, ma è anche più facile trovare lavoro. Ho lavorato, in modo continuativo, per un anno come modella alla London Make-up School e London Hair Academy. Ho partecipato a tantissimi Photoshoot e molti altri sono in programma. Qui il mondo plus size è valorizzato maggiormente e la diversità nel mondo della moda, anche se lentamente, sta iniziando a diffondersi.
Qua a Londra sto ricevendo molte gratificazioni. Se pensate che le mie foto sono state pubblicate anche su varie riviste britanniche e americane non potrei essere più soddisfatta. Certo, devo ammettere che non è stato assolutamente facile. All’inizio per arricchire il mio portfolio e fare esperienza ho dovuto accettare lavori gratuiti ed è stata molto dura. Ora, mi accorgo però che n’è valsa la pena e, oggi, posso dire di essere fiera di me stessa”.

4) Quali pensi siano le maggiori differenze, nel settore della moda, tra Italia e Regno Unito, e in particolare tra Milano e Londra?

“Una grandissima differenza che ho notato a Londra è l’apertura mentale verso le modelle plus size e la voglia di cambiare l’industria. Anche in Italia si sta provando a far partire questo tipo di mercato ma non si può negare il fatto che Londra sia avanti anni luce.
Non siamo ancora arrivati al punto di usare modelle miste nella stessa sfilata, ma qua ogni anno si tiene il “British Plus Size Fashion Weekend”, uno showcase di designer per taglie forti”.Silvia Lozza

5) Nella city sei molto impegnata: tra video, moda e stage in importanti realtà come la BBC, qual è stata la più bella esperienza che hai avuto modo di fare qui?

“Mi è piaciuto tantissimo lavorare alla BBC, vedere come lavora un’azienda così grande è stato davvero emozionante e fonte d’ispirazione.
Nonostante ciò non la definirei la più bella esperienza in assoluto. Se devo essere sincera non credo di averne una. Tutte le esperienze che ho fatto qui a Londra sono state spettacolari. Ho lavorato anche alla Fashion Week, la settimana della moda, dove ho conosciuto il padre di Amy Winehouse che ha organizzato una sfilata. Lo scopo della serata era quello di raccogliere fondi da devolvere alla fondazione Amy Winehouse che si occupa di giovani in difficoltà.
Quando la figlia era in vita, più di una volta è tornata a casa con giovani senza tetto. Offriva loro un pasto caldo e un letto per la notte. Questo mi ha fatto commuovere e sicuramente è stata un’esperienza da ricordare”.

6) Che consigli daresti ai ragazzi che vogliono intraprendere una carriera nel campo della moda?

“Innanzitutto fare molta attenzione agli SCAM, ossia delle truffe, organizzate a regola d’arte, simili a quelle che ricevi per email. Una volta ci sono quasi cascata. Sono stata contattata da una presunta agenzia che mi proponeva un lavoro per Guess. Dopo avermi offerto una retribuzione di 1000£, mi hanno chiesto l’indirizzo per trasferirmi il deposito. Dopo averglielo inviato mi mandarono l’assegno di 1000£. Da quel momento ho capito che c’era qualcosa che non quadrava. Successivamente mi chiesero di incassare l’assegno e mandare loro il 20%, ossia 200£. Dopo una ricerca su internet, ho capito che si trattava di una truffa. Praticamente è venuto fuori che molti fanno così: ti mandano un assegno scoperto, ti chiedono una percentuale, tu ci caschi, gli mandi i soldi e in realtà l’assegno non entra mai nel tuo conto in banca perché i soldi non esistono. C’è una pagina facebook molto interessante che tratta l’argomento, eccola https://www.facebook.com/SafeModel?fref=nf.
Ce ne sono moltissimi e bisogna davvero tenere gli occhi aperti per non essere truffati o per non finire in situazioni molto spiacevoli.
Un altro consiglio è quello di non mollare mai. Bisogna essere determinati e non ascoltare chi ti dice “non ce la puoi fare”.
Londra non è l’El Dorado come molti pensano. C’è moltissima concorrenza ma se ci si impegna sul serio, si arriva, prima o poi, dove si vuole”.

7) Quali sono le cose che apprezzi meno della city?Silvia Lozza

“Forse il fatto che è difficile fare amicizie internazionali. Poi c’è un vai-e-vieni continuo e stringere amicizie durature è molto difficile”.

8) Pensi mai di tornare in Italia?

“No, per il momento non ho nessuna intenzione di tornare in Italia. Certo, ci torno per le vacanze e per visitare famiglia e amici, ma le opportunità che ti offre Londra, in Italia purtroppo sono un miraggio.
Nel frattempo, voglio crescere professionalmente nel mondo della moda e della videografia, lavorare per una grande azienda televisiva e partecipare alla produzione di un lungometraggio, che spero possa coinvolgere anche altri italiani”.

 

 

 

Juli Piscedda

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