Cosmopolitalians – “Facciamo chiarezza sul WHV e sulle truffe italiane in Australia”

Il coraggio mostrato da Fabio Altadonna nel raccontare cosa accade in Australia ha sollevato tante polemiche tra gli italiani residenti oltreoceano. Fabio ha denunciato un sistema in base al quale basta pagare per ottenere il secondo Working Holiday Visa e rinnovare dunque il permesso di soggiorno in Australia per un altro anno. Al centro di questo scandalo gli italiani.

Migliaia sono stati gli accessi, centinaia i commenti, decine gli insulti e le minacce per aver trattato un caso del quale sarebbe stato meglio non occuparsi.

imageIl dovere di un giornalista ritengo sia quello di raccontare ciò che accade con l’imparzialità che il ruolo impone; cercare anche di cambiare angle in base alla situazione. Questa puntata di Cosmopolitalians sarà diversa dalle precedenti: saranno quattro i ragazzi italiani che faranno chiarezza sulle modalità di lavoro, lo sfruttamento, la vita nelle farm e le truffe in cui è facile incappare in Australia.

Fabio D’alessandro, 31 anni, di Milano – “Non sono d’accordo con la reazione avuta da molti dopo il tuo articolo. Credo fossero preoccupati che il Governo controllasse ancor di più, e vi fosse una perdita del “diritto” di acquisto dei giorni di lavoro in farm (fattoria). Pur esistendo il woofing – lavoro gratis part time in cambio di vitto e alloggio – il lavoro in farm resta il più conosciuto, oltre che il più pesante. Tutti gli italiani vogliono un secondo visto per restare lontano dalla crisi un altro anno; non tutti, però, hanno voglia di lavorare 88 giorni effettivi nelle farm.
La parola Mafia usata da Fabio credo sia davvero fuori luogo. Qui, che io sappia, non c’è nessuna organizzazione che agisce: ogni fattoria decide da sé il proprio destino. Se è vero che pagando puoi girare libero per tre mesi in cerca di sponsor, è anche vero che nessuno concede una sponsorizzazione a persone impreparate, alle prime armi e che non parlino molto bene l’inglese.

Vivere in Australia è veramente caro: nelle grandi città, tra affitto e trasporto spendi circa 250 AUD a settimana. La paga legale minima oraria è di circa 16 AUD.
I peggiori in questo caso sono i salari dei cinesi: pagano 7/8 AUD per un lavoro di cameriere o aiuto cucina, 12/13 AUD per impieghi come operaio. Parliamo di cifre inferiori alla metà di quello che guadagna chi svolge queste professioni.
In generale, coreani, giapponesi e cinesi sono quelli che pagano in nero e truffano il governo australiano. Anche gli italiani, che pagano però il doppio dei cinesi, optano per il nero, specie nei piccoli locali”.

imageInoltre è pratica comune “dimenticarsi” di pagare gli stipendi quando il rapporto di lavoro è limitato a pochi giorni. Esistono tre tipi di contratti lavorativi qui: full time, part time, casual. Nel caso venga stipulato un contratto, è il modello casual il preferito dai datori di lavoro. Consiste in un lavoro a chiamata, nessuna garanzia di continuità e nessun diritto aggiuntivo come ferie o malattia.
Per le farm, esiste uno sfruttamento legalizzato. Si calcola che molte farm non paghino più di 5 AUD. Ciò che mi preme sottolineare è che il problema esposto da Fabio esiste, ma non riguarda solo gli italiani”.

Marco (nome di fantasia), 31 anni, di Roma – “Il Governo non controlla minimamente le condizioni di vita nelle farm né gli sfruttamenti spesso imposti dai farmer. Non tutti i farmer si comportano male ovviamente, ma l’80% delle storie ascoltate raccontano tutte esperienze negative.
La realtà è che la gente sta scappando dall’Europa pensando di andare a fare la bella vita in Australia. Non è così! L’Australia può diventare un inferno sotto tantissimi punti di vista. Bisogna venire in Australia preparati, soprattutto sotto un punto di vista: l’inglese. Senza inglese qui non si va da nessuna parte”.

Christian (nome di fantasia), 27 anni, di Torino – “Quello che hai raccontato lo avevo già sentito. Alcune persone che conosco lo hanno già fatto il percorso di pagare per ottenere il secondo permesso di soggiorno. Credo che l’Australia sia un posto meraviglioso, ancora incontaminato. Gli italiani, però, si lamentano sempre. Spero l’immigrazione non rovini questo angolo di terra”.

Antonino, 27 anni, di Genova – “Quello che hai raccontato è reale. Molti, però, hanno preferito non scrivere una cosa del genere, forse per paura di denunciare.
Un messaggio che vorrei fosse chiaro per tutti è che qui, specie per chi non è madrelingua inglese, la vita non è così facile come si crede in Italia”.

Se volete emigrare nella terra dei canguri, Cosmopolitalians, andate pure. Ma lasciate perdere la moda del momento, il sole, il mare ed i party: in Australia si va per lavorare.

@HermesCarbone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 Responses to Cosmopolitalians – “Facciamo chiarezza sul WHV e sulle truffe italiane in Australia”

  1. andrew says:

    Quante stronzate e quante mezze verità che si sentono….. Scriverò un blog appena finiro’ il mio secondo anno qui…. Dico solo che se uno ha voglia di lavorare,l Australia e ancora eldorado,basta solo evitare gli italiani!!!

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  2. Lorenzo says:

    D’accordissimo con Andrew.
    Purtroppo quelli che comprano il secondo working holiday nuociono agli altri. Anziché prendersela con chi scrive un articolo del genere bisognerebbe prendersela con chi esporta mal costume là. In Australia quando mi sono messo ad inviare CV seriamente dopo 1 giorno già 2 chiamate. Dopo 2 giorni già assunto.

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