Erotica(mente) – Vi racconto la mia prima volta

Avevo scritto un altro tipo di articolo per questa settimana ma, non so spiegarvi il motivo, non mi convinceva. Quindi questo lo sto scrivendo alla fine della mia lunga domenica pre-esame, mentre Hermes mi cerca dandomi per dispersa non sapendo che, in realtà, sono proprio una latitante.

imageMi state scrivendo tantissimi argomenti che vorreste io trattassi, mi fate ridere un sacco (ehi, siete un pubblico molto ironico!), alcuni di voi sono molto spinti (porcellini), altri ancora chiedono “Ma quando ci parli di sesso?”. Ecco, questa è una bella domanda, in realtà fino ad adesso ho parlato di prosciutto e delle sue tecniche di conservazione…

A parte queste burle, ho capito cosa intendete, volete che vi parli di quello che succede quando la talpa entra nel buco per scavare i suoi tunnels. Ma questo non lo sappiamo tutti, amici cari? Non basta guardare un porno per vedere cosa accade? C’è dispersione di liquidi, pelle che si tira, quache pelo che vola qua e là. In effetti le due figure coinvolte non sono le più belle del mondo, anzi, è una cosa abbastanza brutticella, estratta dal contesto.

Ma, come ho sempre detto, tutto inizia per una ragione. O forse no, solo per noia. In molti vi siete dilettati a ricordare la prima volta, facendomi finire in una valle di lacrime (per la noia e gli sbadigli). Intanto sembra ci sia una diatriba sull’età: a quanti anni bisogna perdere la verginità per non essere etichettate come troie? Beh, sembrerebbe che dai 17 in poi hai il permesso di farlo. Io l’ho fatto a 15 per cui, ahimè, a mia insaputa sono una sciacquinetta. Ovviamente i maschi più sono celeri meglio è, inutile dirlo.

imageAncora. Con chi bisogna farlo? L’assurda idea che è meglio che sia un estraneo, “tanto la prima volta non è niente di che”, a me sembra una minchiatona; la prima volta deve essere speciale. La cosa che mi fa ridere è che, leggendovi, il maschio ci tiene davvero al ricordo: in molti mi dicono che è preferibile farlo con una vagina speciale che con una a pagamento (anche se molti, pur di perdere la verginità poichè hanno compiuto la trentina, sono andati ad Amsterdam).

E’ vero, non è niente di che. La cosa più bella della prima volta è il ricordo. No, non si inizia ad avere crisi epilettiche dal dolore come quella commediante di Babi in ‘Tre metri sopra il cielo’, c’è solo un bruciore sgradevole, il maschietto se ne viene estasiato immediatamente, dopo di che ci si guarda imbarazzati rivestendosi immediatamente senza dire una parola se non “Quindi lo abbiamo fatto?”.

Il mio Principe si fece venire la curiosità e, per verificare che si era preso il mio imene, mi fece provare un assorbente interno di quelli per perdite intense di mia madre. Io non potei verificare lo stesso, dovetti credere alla parola e non mi sembrò giusto.

Tutto il corredo di domande intrippose sono solo un spiraglio di quelle che ci inseguiranno dopo ogni rapporto sessuale prima di trovare quel tizio o tizia che “Oh sì!”. Sebbene il 90% delle prime volte è una vera merda, spero voi siate in quel 10% che, come me, ricordano quell’imbarazzante e dolcissimo rapporto sessuale con un sorriso. Se volete raccontarmi di voi, mi trovate qui.
Peace&Love.

Ester Rubino
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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