Cosmopolitalians – “Ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato per la nuova frontiera dell’emigrazione: la Cina”

29 anni, docente di lingue straniere, traduttrice e con il sogno di esplorare il mondo. Stiamo parlando di Corinna Cotza, nostra ospite per questa puntata di Cosmopolitalians. Torinese di nascita, sposata con un francese e residente in Cina. Si parlerà di lavoro, di studio, della nuova, anomala ondata di immigrati in Oriente e della vita nella nazione con più abitanti al mondo.

Corinna, Cosmopolitalian from Kunming dal 2013

Corinna, Cosmopolitalian from Kunming dal 2013

L’Italia – “Mi sono laureata nella triennale in lingue orientali a Torino, ho vissuto un anno in Spagna per l’Erasmus per poi partire per la Francia per la specialistica. Ho sempre lavorato anche durante gli studi, spaziando da piccoli lavoretti di baby-sitter, hostess e ripetizioni per poi arrivare a consolidare un profilo professionale di docente di lingue straniere, traduttrice e guida turistica. Adoro l’Italia e in particolar modo Torino, ma allo stesso tempo la voglia di guardare oltre e non accontentarsi di una realtà comoda è sempre stata presente. Nel mio ultimo anno in Italia ho lavorato come redattrice per il sito ufficiale dell’Università di Torino, vivevo in un appartamento in affitto in centro e avevo la fortuna di poter andare in ufficio a piedi o in bici, con degli orari comodi e flessibili. Rémi, mio marito, francese, ma ormai torinese d’adozione, aveva un contratto di lavoro a tempo indeterminato da tre anni in FIAT. Entrambi consapevoli di trovarci in una situazione lavorativa quasi privilegiata rispetto a molti nostri coetanei, oltre che una vita sociale e familiare positiva, abbiamo comunque deciso di partire, complice la mia passione per la Cina e il nostro comune interesse verso i viaggi. Così decidiamo di sposarci, anche per dare un simbolico inizio all’avventura, lavorare sodo per mettere più soldi da parte possibile, vendere l’auto, lasciare la casa, sbarazzarci del superfluo ai mercatini dell’usato e salire sull’aereo”.

Kunming (Cina) – “Per me è ormai la quarta volta in Cina, dove in totale ho vissuto circa un anno. Ogni volta che tornavo in Cina trovavo un paese diverso, in continuo sviluppo verso il futuro, a un ritmo quasi inimmaginabile, e forse nemmeno troppo positivo. La vita a Pechino non è semplice per uno straniero al primo approdo. Come le grandi città cinesi, è congestionata da traffico e inquinamento, con un costo della vita in crescendo specie nel settore immobiliare e con condizioni sempre meno interessanti e con molta concorrenza in ambito lavorativo. Da qui la decisione di spostarmi a Kunming, nel sud ovest della Cina. Anche l’atteggiamento dei cinesi nei nostri confronti, una volta curiosi e interessati, si è spesso trasformato in disinteresse se non ostilità verso lo straniero, potenziale concorrente sul mercato del lavoro. Pechino resta quindi una tappa obbligata per chi studia cinese e si avvicina alla lingua per la prima volta, ma il mio consiglio è di trasferirsi altrove. E qui arrivo a Kunming, capoluogo dello Yunnan, una delle regioni più interessanti della Cina a livello paesaggistico e per la presenza di un buon numero delle 56 minoranze etniche riconosciute, che vantano tradizioni folkloriche e gastronomiche uniche nel Paese.

Corinna e suo marito Remi a Kunming, nella Cina Occidentale

Corinna e suo marito Remi a Kunming, nella Cina Occidentale

I cinesi la chiamano “la città dell’eterna primavera” per il suo clima particolarmente favorevole e temperato tutto l’anno e sono proprio il clima e la qualità dell’aria ad attrarre un numero sempre maggiore di stranieri. Un altro fattore positivo è il costo della vita generalmente economico. Ad esempio: al ristorante si mangia con 5-6 euro, con i mezzi pubblici paghi 30 centesimi, per affittare un bilocale moderno in un quartiere centrale paghi 300 euro. Complice la storia coloniale, la comunità straniera forse maggiormente rappresentata è quella francese. Lo stipendio è di solito interessante (a Kunming si possono guadagnare circa mille euro al mese lavorando 25 ore la settimana), ma la concorrenza dei madrelingua è sempre forte, e il governo cinese sempre più restio a concedere visti di lavoro a nazionalità diverse da americana, australiana o inglese. Io ho trovato lavoro prima di arrivare a Kunming e sto insegnando inglese in una scuola, lavoro che già svolgevo in Italia”.

Cosmopolitalians in Cina – La città si è da poco aperta ad un’affluenza crescente di stranieri. Punto di riferimento imprescindibile per i nuovi arrivati è senz’altro il sito GoKunming, che raccoglie informazioni utili sulla zona, oltre ad una sezione dedicata a eventi, annunci di lavoro, affitti, ecc. Non mancano gli italiani. Appena arrivati a Kunming, visitiamo un appartamento e scopriamo che il proprietario è un signore francese, che ci presenta poi gli altri stranieri di Kunming. Ci siamo quindi inseriti nella vita sociale della città molto presto e con facilità, e conosciamo anche dei connazionali che gestiscono ormai da anni ristoranti italiani nella regione ed esportano prodotti italiani qui in Cina. Tanti, e con un numero ogni anno crescente, sono invece gli italiani che si trasferiscono nelle grandi città cinesi”.

Giovani Cosmopolitalians – Il nostro progetto è di restare a Kunming ancora un anno, un tempo ragionevole per consolidare la conoscenza della lingua e conoscere un po’ la Cina. Tra gli italiani interessati a venire in Cina, distinguerei due categorie, a cui darei consigli diversi. La prima comprende i sinologi, chi viene qui per studiare: un’ottima scelta a mio parere, perché una lingua straniera si impara sempre meglio sul posto. Vorrei invece mettere in guardia chi viene per cercare un lavoro in loco, in quanto concretamente le uniche proposte di lavoro per gli stranieri riguardano l’insegnamento dell’inglese per lo più a bambini nelle scuole di lingua. Nonostante fossi in possesso di certificazioni internazionali di lingue e referenze, ho dovuto affrontare non pochi ostacoli per essere trattata alla pari dei madrelingua, compreso un colloquio in inglese con un ufficiale governativo. Se volete lavorare in Cina e non trovate lavoro già dall’Italia, sappiate che molto probabilmente finirete a insegnare inglese (per le altre lingue quasi non c’è offerta) e dovrete battervi per regolarizzare la vostra posizione lavorativa. Anche se parlate cinese, avere a che fare con i cinesi non è affatto semplice per le nostre differenze culturali. Ma anche questo fa parte dell’esperienza nel paese di mezzo. Per qualsiasi consiglio o curiosità, potete trovarmi qui. 加油 (Jiayou)!”.

@HermesCarbone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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