“Edimburgo, capitale mondiale dei festival e nuova meta in UK”

Le dinamiche di un’emigrazione sono spesso complicate e dipendenti da fattori importanti: famiglia, lavoro, prospettive interessanti, imparare una lingua nuova, cambio radicale dello stile di vita, studio. Qualunque sia la vostra ragione, se avete ben chiaro il vostro obiettivo, non perdete tempo con qualcosa che vi dissuade dal suo raggiungimento.

Io a Edimburgo ci sono venuto perché sono bravo ad organizzare eventi e adoro farlo, e dato che questa è la capitale mondiale dei festival ho fatto dall’Italia tutti i numerosi, ma semplici, passaggi per farmi approvare la mia application, per ricevere la agognata “unconditional offer to be matriculated at the Edinburgh Napier University – postgraduated course in International Festival and Events Management”.View_from_Scott_Monument

Edinburgh (si pronuncia Edinbra e guai a chi lo sbaglia) è la capitale della Scozia, stato tuttora semi-Indipendente del Regno Unito a seguito del tanto sfortunato quanto recente referendum. La città è descritta nei modi più disparati da visitatori e operatori turistici: Incredinburgh, Inspiring capital, tought provoking, ancient but modern, student capital, and so on. La verità è che è una città che dipende da te, da quanto apri le braccia quando la incontri, dai contesti in cui ti fai trovare. E dire che l’accoglienza non è mai delle migliori.

Trovare casa è un incubo con tutti gli immigrati che arrivano, ogni volta che riesci a organizzare una flat viewing arrivi sul posto e ne trovi altri dieci di disperati come te, ma se ti poni un budget di 350-400 pounds nel giro di 10 giorni se siete abbastanza shrewd (tagliati) siete alloggiati e camminerete liberi ma mai a piedi nudi sul vostro soft carpet. Che poi perché gli piace così tanto la moquette?

Ma poi cammini senza tacchi sul pavèes del Royal Mile, torni giù dal castello e svolti su George IV Bridge per fare due passi nel Edinburgh University Campus per buttarti sul prato sempre tagliato delle Meadows. E poi ti portano ai flat party anche se li hai appena conosciuti, a meno che tu non sappia suonare uno strumento.

In quel caso sarai ogni lunedì sul palco del Whistle Binkies o al Karaoke privato di George Street. Insomma, devi accogliere l’infezione Edinburgh come un vaccino dalla noia e abbandonarti a una vita, finalmente, rilassata. Una buona alternativa all’Inghilterra. Di questa città ne ho di roba da dire, da fare e da scrivere. E spero di farlo per Il Nuovo. See you!

Franco De Flumeri, 27 anni, da Lecco, studente di International Festival & Events Management ad Edimburgo. Scrivo per insonnia, per piacere e per dare una mano a chi la vuole. Contattatemi su Facebook.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: