#QuiLondra – La prima lezione che impari vivendo a Londra

Ho approfondito la mia conoscenza sui principali parchi di Londra. Ci ho trovato dentro tanta roba, ma non quello che volevo. Minuziosi dettagli sulla forma, la storia e le attrazioni di ciascuno di loro. Forse vi sarebbe piaciuto, ma non a me. Perché non c’ero io sotto l’ombra di una quercia al St. James Park, né a dare da mangiare agli scoiattoli all’Hyde Park o ad ammirare Londra dall’alto ad Hampstead Heath.

imageEro invece seduta sul letto della mia stanza a fare il conto del mio guadagno settimanale. O ero in metropolitana a fare a cazzotti per riuscire ad entrare nel vagone alle 8,30 del mattino per raggiungere il mio ufficio. O ero a servire il primo e l’ultimo cliente al ristorante, tentando forzatamente di placare crisi di nervi.

Mi sarei potuta trovare in qualsiasi altro posto, ma non al parco a far da testimone a quei dettagli che vi avrei raccontato. Sarebbe stata una lista, impersonale, senza alcuna emozione. Perché la verità è che noi Italians of London abbiamo poco tempo da dedicarci. Li avremo visitati una o al massimo due volte durante il primo mese di permanenza, quando su di noi aleggiava ancora lo spirito del turista, anche sotto un ombrello.

Io invece vorrei raccontarvi di cosa o chi potreste trovare al parco, uno qualunque, quando la terra è ancora umida, l’aria è fresca, e tu decidi di andare a fare una corsa al parco vicino casa prima di servire i mangiatori di pollo. L’altra mattina mi sono svegliata presto, ma pur essendo una persona pigra, sentivo quasi l’esigenza di evadere, come se volessi fermare il tempo per costruirmi uno spazio in cui niente avesse a che vedere con quel vivere con frenesia tipico di questa città.

imageCi ho impiegato poco ad arrivare all’Hammersmith Park, a due passi da dove vivo. Ho iniziato la mia corsa a partire dal cancello, con le cuffie nelle orecchie, correndo non per dovere ma desiderio. Fin quando ho incontrato un senzatetto che dava da mangiare alle anatre del lago. Ricordo che quando ero piccola le detestavo e credevo ancora di temere di esserne circondata. Decido di sedermi su una panchina ad osservare questo suo costante movimento, con quanta premura quest’uomo sbriciolava il pane per poi gettarlo. Sembrava quasi glielo stesse servendo in un piatto.

Mi avvicino appoggiandomi sull’erba a leggere un libro, pur tenendolo sempre d’occhio. Quando i nostri sguardi si incrociano, senza rivolgermi parola, quest’uomo mi getta il suo tozzo di pane e mi fa cenno di sbriciolarlo. Comincio a farlo, lasciando scivolare le briciole sull’erba ancora umida. Le anatre, come di consueto, mi circondano. Non sono stata in grado di contare quante fossero, perché intanto pensavo ad un’altra cosa, forse, più importante: non avevo paura.

Questa è una delle prime lezioni di vita che Londra ti impartisce: svincolarsi da certe idee che credevi ti appartenessero, non temerle, ma sfidarle. E allora crei, improvvisi, sperimenti. Sarai grande abbastanza per ammettere che non hai paura di quello che ti accadrà, perché ogni giorno ti riserverà sorprese o lezioni spesso nascoste, ma che se sarai bravo riuscirai a cogliere. Sfidi la tua immaginazione per dare forma alle tue ambizioni.

Una città che non dorme mai ti offre lo slancio giusto per misurare te stesso al cospetto delle sfide giornaliere, in qualsiasi campo, quasi per stare al passo con questo tempo che scorre veloce e a volte ti consuma. Ma ti offre anche la possibilità di tirartene fuori quando senti che sia il momento per dire basta, quando senti che nonostante l’offerta, un po’ ti sta spersonalizzando, portandoti altrove, in posti che la tua mente non avrebbe mai creduto.image

E allora avrai il dovere di fermarti. Basterà poco, il tempo di rifocillarti prima di riprendere la corsa. Sentirai l’esigenza di godere dei dettagli, come il modo in cui i fili d’erba si asciugano ai primi raggi di sole. Di sederti all’ombra di un albero, anche solo per cinque minuti, sentendoti infinito per tutto il verde che ti circonda. Di imbatterti in persone che giostrano il loro tempo con sapienza, dedicandosi a qualcosa di semplice ma che può dar benessere, come dare da mangiare alle anatre.

Perché a volte occorre fermarsi per poter proseguire meglio, anche a Londra. A tal proposito vi suggerisco di fermarvi mercoledì dalle 18 alle 19.30 italiane, per ascoltarmi su RadioStreet Messina (103.3 FM o in streaming su Radio Street.it).
Noi ci rivediamo martedì prossimo. Nel frattempo, emozionatevi, anche a Londra.

Antonia Di Lorenzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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