Cosmopolitalians – “Vivo negli States, ma butterei via tutto per un monolocale in Italia”

Quasi vent’anni negli States. Più o meno l’età di chi oggi parte per cercare un futuro all’estero. Disoccupazione, insoddisfazione, mancanza di prospettive: sono questi alcuni dei leitmotiv di chi fa un biglietto di sola andata per Londra, Berlino, Bruxelles piuttosto che Parigi. Ma Valentina Werth, quando ha lasciato Pisa per Seattle, nel 1996, lo ha fatto per una ragione diversa: l’amore.

L’Italia – “Sono nata e cresciuta a Pisa, in una bellissima famiglia. Dopo aver finito il Liceo Scientifico ho fatto 2 anni di Università all’università di Pisa, facoltà di Farmacia. Vivevo vicino ad una base militare americana, ed è lì che nel ’91 ho conosciuto un ragazzo americano che lavorava nelle Army. Quattro anni dopo quel ragazzo è diventato mio marito. L’Italia mi manca davvero tanto. Camminare per strada e vedere edifici e chiese antiche, statue, affreschi. Quando vengo a casa in vacanza mio marito (il mio secondo, sposato dopo il militare), nato e cresciuto in California, rimane sempre a bocca aperta quando andiamo a fare le passeggiate in centro”.

Valentina, Cosmopolitalian from Seattle dal 1996

Valentina, Cosmopolitalian from Seattle

Gli USA – “Quando ci siamo trasferiti qui negli USA mi sembrava tutto molto bello. Era facile trovare lavoro, ed io ne ho cambiati tanti: da cameriera ad insegnante d’asilo, da ticket agent ad hostess di volo fino al mio attuale come tecnica in una clinica oculistica. Se con il lavoro sono stata fortunata, non posso dire lo stesso in amore.
Nel 2000 ho divorziato con il militare e nel 2004 mi sono risposata. Oggi ho due bellissimi figli: Isabella di 9 anni e Brian di 6. Crescere i miei bambini qui mi fa molta paura per via della violenza che c’è in tutti gli US. Lo stato di Washington, seppur caro, è comunque molto bello con montagne, mare e pianure. Non potrei mai vivere lontano dal mare. I miei genitori venivano a trovarmi ogni anno, anche 2 volte all’anno. Da quando mia mamma non c’è più, mio padre viene da solo. Vivere qui vuol dire anche vivere con un grandissimo senso di colpa: i miei genitori non si sono mai goduti i propri nipoti, e i miei figli i nonni. Per fortuna mio papà verrà a trovarci per Natale. Ho una bella casa e vivo bene, ma butterei via tutto per un monolocale se potessi tornare in Italia. Ci penso sempre e spero sempre in un miracolo”.

Cosmopolitalians all’estero – “La prima italiana con cui sono in contatto qui è mia sorella, che vive a pochi minuti da casa mia, ma le mie amiche più strette sono una polacca ed una messicana. Poi grazie a Facebook ho conosciuto altri italiani che vivono sempre in zona. Altri tramite gruppi di italiani che vivono negli States. Facebook è il mezzo principale attraverso il quale ci scambiamo consigli ed opinioni riguardo la vita quotidiana negli US. Credo comunque che nella costa Est ci siano più possibilità di far parte di comunità italiane allargate”.

imageGiovani Cosmopolitalians – “Nonostante tutto, consiglierei a chiunque di provare a venire a cercare lavoro qui. È vero che le condizioni sono mutate da quando mi sono trasferita qui nel ’96, ma è anche vero che mi sembra il futuro dei miei figli sia sempre meno complicato rispetto ad una prospettiva italiana. Imparate le lingue, laureatevi e cercate lavoro all’estero. Magari un giorno ve ne pentirete e vi chiederete “come sarebbe potuta andare se…”, ma almeno avrete vissuto la vostra vita”.

@HermesCarbone

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3 Responses to Cosmopolitalians – “Vivo negli States, ma butterei via tutto per un monolocale in Italia”

  1. Sabina says:

    E’ per questi motivi che sto scegliendo di NON tornare negli States. Dopo un po’ la mancanza di radici antiche che affondano nella storia più lontana cominciano a farsi sentire e quindi o accetti ed assorbi il fatto o spesso di attanaglia la nostalgia.

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  2. Ci penso spesso, vivo all’estero (non US) e dopo il dottorato mi dovrò trasferire di nuovo. Mia moglie è americana. I miei genitori ed i suoi non riusciranno mai a godersi i nipoti come i miei nonni fecero, e nemmeno i figli potranno godersi i nonni…

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  3. Antonella Lundin says:

    Vivo in Svezia, e prima ho vissuto i Germania. Purtroppo l’Italia sta diventando la mia seconda casa, quella della vacanze, mi riesce sempre piú difficile immaginarmi di tornare, se non in pensione. La nazione dal cuore d’oro e dalle mille bellezze ha una grande malattia, coloro ch ela gestiscono!

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