Pink Up – Shoah, memorie di donne immortali

L’alto concetto del progresso umano è stato privato del suo senso storico e degradato a mero fatto naturale, sicché il figlio è sempre migliore e più saggio del padre e il nipote più libero di pregiudizi del nonno. Alla luce di simili sviluppi, dimenticare è diventato un dovere sacro, la mancanza di esperienza un privilegio e l’ignoranza una garanzia di successo. Hannah Arendt

Aspettando la commemorazione della giornata della Shoah (o della “Memoria”), invece di star con le mani in mano, ferma a guardare soliti documentari e film in tv, ho deciso di buttarmi alla ricerca di altri punti di vista. Tra una documentazione e l’altra, ho scoperto che nel lungo e disastroso periodo nazifascista, anche le donne hanno dato un assoluto e rilevante imagecontributo materiale e morale al contesto storico, sfoggiando coraggio e capacità, più di quanto si immagini. Molte casalinghe, studiose, lavoratrici, si sono spogliate dei loro grembiuli, libri e strumenti da lavoro trasformandosi in Wonder Women del tempo, rischiando giorno per giorno la vita.

La loro era una Resistenza dura, consapevoli di contar poco agli occhi di quel fascismo che le incapsulava unicamente nei ruoli di madri o mogli. Si trattava di una lotta, forse prima personale e poi patriottica, taciuta dai libri e dalla storiografia per tanto tempo, ma oggi finalmente rivalorizzata dai racconti di Carla Capponi, Irma Bandiera, Beate Kunzel, Sophie Scholl e tante, tantissime altre.

Immaginiamole come delle “supereroine”, immedesimiamoci per un attimo nei loro stati d’animo, in quel loro desiderio di riscossa e partecipazione. Potevano stare rinchiuse nella comodità dei loro ruoli e invece hanno pensato ai diritti, alla patria, ai mariti che combattevano, alla difesa delle proprie idee.image

Carla Capponi, Medaglia d’oro al valor militare, mi piace ricordarla con questa onorevole descrizione: <<Partigiana volontaria ascriveva a sé l’onore delle più eroiche imprese nella caccia senza quartiere che il suo gruppo d’avanguardia dava al nemico annidato nella cerchia dell’abitato della città di Roma. Con le armi in pugno, prima fra le prime, partecipava a decine di azioni distinguendosi in modo superbo per la fredda decisione contro l’avversario e per spirito di sacrificio verso i compagni in pericolo…>>.

Sophie Scholl, decisa e coraggiosa, contribuì alla Resistenza, dopo aver preso parte al movimento “La Rosa bianca” , con il ruolo di portatrice di informazioni, attraverso la diffusione di volantini. Attività di questo tipo erano più che mai necessarie al popolo, sottomesso alla censura.

Beate Kunzel Klarsfeld, giornalista e attivista tedesca ancora in vita, che insieme al marito si occupano, dopo tutti questi anni, di scovare molti terribili funzionari del regime tedesco, raccogliendo numerose vittorie.

Ma i supereroi lottano sempre contro un nemico che, in questo caso, non è rintracciabile solo nel folle Dittatore di turno, ma può ritrovarsi anche nelle più improbabili vesti femminili, ad esempio quelle di Ilse Koch.

imageSguardo che mette i brividi, follia nazista fatta donna, caratteristiche che le costarono il nomignolo di “La Belva delle SS”o “La strega di Buchenwald”. Moglie di un funzionario del regime, ne prese le orme torturando, uccidendo, umiliando e violentando molteplici prigionieri. Rimangono, purtroppo, famose le orge nelle quali Ilse trasformava in realtà ogni sua atroce perversione, conducendo poi, tutti i suoi partecipanti alla morte. Trattava i prigionieri come veri oggetti e non contenta ne trasformava i cadaveri in paralumi e altri suppellettili da salotto. È possibile documentarsi facilmente sul web sulle crudeltà da lei perpetrate, ma credetemi è difficile non provare conati di vomito leggendole.

Mi chiedo se esempi come quello proposto da Ilse e tante altre militanti naziste, meritino di essere ricordati. E mi chiedo cosa, in fondo, debba essere ricordato di tutto quel disastroso periodo. I superstiti, in conclusione dei loro racconti, ribadiscono che bisogna ricordare, principalmente per non riproporre gli stessi errori e le stesse atrocità, perché la memoria ha reso possibile i progressi dei nostri giorni.

La Memoria ci fa sentire più partecipi, più umani, più evoluti.

Carmen de Marco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 Responses to Pink Up – Shoah, memorie di donne immortali

  1. Kociss says:

    Mia cara signorina de Marco, è bello leggere come lei si affaccia al mondo del giornalismo telematico. Ci colpisce il ricordo che lei puntualmente ci ha fatto rivedere nella nostra memoria; in quell’angolo di cervello che racchiude quanto ci è stato narrato da chi vi ha sofferto dentro, vivendolo. Ci ha ricordato quelle donne che hanno lottato, che si sono sacrificate in nome delle loro famiglie, dei loro amori, mariti e figli che siano. Ci ha anche ricordato, anche, quelle donne più che sadiche che gioirono nel vedere soffrire i prigionieri, come quella che portava il cognome di Koch, di cotanta mentalità criminale, che si meritò il nomignolo di
    “ La Belva della Gestapo o della strega di Buchenwald”.
    Però, gentilissima signorina Carmen, quello che mi dispiace, di cui tra l’altro sono profondamente rammaricato, che questo accade ogni anno per il giorno 27 di Gennaio, nella cui ricorrenza, si organizzano manifestazioni, incontri e/o ci si raccoglie in minuti di silenzio per la commemorazione dei morti, in quella maledettissima Germania, per questo “giorno della memoria”.
    Ma poi, il giorno dopo, come per incanto, la nostra memoria entra in crisi, e si ritorna alla vita di tutti i giorni, facendo il plauso a quella Germania che oggi detiene le redini di codesta ammalata e zoppicante Europa. Applaudiamo a tutto ciò che in una moderna chiave di natura economica, sta mietendo le nuove vittime di quei Paesi, che a passi lenti cercano di riprendersi dalla crisi economica che li ha investiti negli ultimi dieci anni. Ed ecco che assistiamo inerti e incapaci quali siamo, alla creazione di un altro campo di Auschwitz, per mettere dentro, nel nuovo forno “economico “la Grecia e altri Paesi che soffrono del disastro finanziario che stanno vivendo. Allora, visto che domani cadrà nel dimenticatoio la memoria della tragedia, della Shoah Tedesca, cominceremo a organizzarci per il Giorno della donna, la Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne, la Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia e altre lodevoli iniziative, tanto, il loro ricordo svanisce il giorno seguente, e immediatamente tutti i temi di cui abbiamo trattato ci appaiono sfuocati nella memoria. Come se dicessimo: bravo al nostro nobile intelletto che si è dilungato fin troppo, nel trattare questi temi.
    Signorina Carmen, concludo dicendo a voi, che siete il futuro di questa malata umanità, fate in modo che i progetti, atti alla risoluzione di questi tristi eventi, si possano attuare. Imponetevi a quegli amministratori della vita sociale affinché vengano fuori le leggi e le normative che realmente puniscano i veri malfattori che stanno mettendo questa nostra società mondiale in ginocchio.
    Lottate! Lottate per difendere il vostro futuro e il futuro di quelle povere creature appena nate che non sanno cosa li aspetta, continuando cosi, nello sfacelo più totale cui va incontro questa nostra bella Europa!
    Intanto riceva un grazie per l’attenzione prestatemi. Tanti auguri per la sua rubrica, sicuro come sono che sarà una voce chiara e onesta in un oceano attraversato dalla tempesta.
    Vive Cordialità da Kociss ( che fù il più grande dei Guerrieri che difese con la propria vita, il suo popolo! )

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  2. Alessia Russo says:

    In occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria ogni anno siamo bersagliati da documentari e interviste che ci ricordano gli atti indicibili perpetrati durante la Seconda Guerra Mondiale. Documentari interessanti, certo, ma il giorno dopo abbiamo già dimenticato tutto. Eppure mi è piaciuto il modo in cui questa ricorrenza è stata trattata in questa rubrica. Ci sono stati mostrati esempi che di solito in queste circostanze vengono dimenticati, donne che hanno dato il loro contributo senza per questo cercare riconoscimenti. E soprattutto, ci sono stati mostrati esempi per capire il vero significato del “ricordare” che, al di la del fatto specifico, serve a ciascuno di noi per valorizzare il passato che ci ha portati a questo presente, e quindi per comprendere e forgiare meglio il nostro futuro.

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