Pink Up – DCA, Disturbi Comportamento Alimentare: Basta nascondersi!

Ci ritroviamo alla vigilia di un avvenimento importante ma anche molto trascurato dalle istituzioni, quello della Giornata (15 Marzo) del Fiocchetto Lilla, nata per informare e avvicinare il pubblico alla problematica dei Disturbi del Comportamento Alimentare.logo-fiocchetto-lilla-ok

Poco prima di riunirci per la conferenza stampa dell’Associazione Korakanè di Messina, che supporta le attività sostenute nell’ambito di queste problematiche, mi sono fermata a chiacchierare con alcune pazienti. Nei loro occhi c’era tanta disponibilità a condividere la propria rinascita e difatti alla mia domanda: “da cosa derivano questi problemi alimentari, perché diventano patologici e cosa provocano interiormente?”, la risposta di queste giovani ragazze è stata: “i problemi alimentari derivano sempre e necessariamente da qualcosa che hai dentro, qualcosa che non esprimi a te stessa, un disagio che esiste ma del quale è difficile riconoscerne la gravità. Passano anche molti anni prima di raggiungere la consapevolezza di quanto male ci si stia facendo fisicamente, ma più che mai mentalmente. Ci si chiude agli affetti e alla società, insabbiando la verità e si va avanti sotto false vesti, sentendosi, in fondo, disadattati con se stessi. Lo specchio non ti accoglie più, si tinge di nero, quella che vedi riflessa non sei tu, ma qualcun altro o qualcos’altro.”

Ecco perché una di loro si ritrova nella canzone dei Subsonica, “specchio”, perché chi soffre di disturbi del comportamento alimentare, malattia grave e per nulla sottovalutabile, odia riflettere la propria immagine, perché sa che i suoi occhi non renderanno giustizia a ciò che dovrebbero realmente vedere.  Le aspettative vengono deluse, e il disturbo diventa più grave, più reale, patologico fino a rischiare la morte.

Esattamente come è successo a Giulia, che a causa di una Bulimia Nervosa non approfonditamente curata, è scomparsa nel 2011. Oggi grazie al suo sacrificio è possibile però, constatare quanto sforzo venga impiegato dalle neo associazioni che, attraverso proventi per lo più privati e le sinergie di tanti dottori, hanno portato alla luce un problema rilevante nel nostro Paese, ma soprattutto nella nostra città.

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Partendo dall’esempio dell’associazione genovese “Mi Nutro di Vita” con a capo Stefano Tavilla, il padre di Giulia, Korakanè, ha iniziato nel 2012 a sviluppare iniziative culturali benefiche a sostegno dell’impegno dell’equipe di professionisti, parte del centro di riferimento dell’ASP di Messina, il Cerchio d’Oro. Un team specializzato che affronta tutti gli aspetti di queste patologie attraverso la diagnosi, la cura, e la gestione integrata di questo genere di disturbi. Pochi sono i centri come questo, al livello regionale ma anche nazionale, rispetto al crescente numero di pazienti. Minore è la presenza di strutture specializzate, più grande è la realtà sommersa di coloro che non riconoscono il problema e non si sottopongono alle cure.

I fondi che hanno permesso l’esistenza dell’ambulatorio, come nel caso messinese, sono regionali, temporanei e precari, ma non può esistere precarietà laddove lo sforzo di dottori e pazienti nasce proprio da un rapporto di continuità e fiducia.

Componenti essenziali per un pieno coinvolgimento del paziente, il quale principalmente, ha bisogno di togliersi di dosso la “divisa” del problema alimentare, per poi affrontare il disagio di un profondo confitto interiore. Il disturbo alimentare infatti è il sintomo evidente ed esteriore che può esplicarsi in Bulimia, Anoressia e disturbi non specificati. Queste sintomatologie, solitamente legate al mondo esclusivamente femminile, in realtà sono finite per interessare anche il mondo maschile, come con la vigoressia, che si manifesta con una preoccupazione ossessiva per lo sviluppo muscolare cercato costantemente dal soggetto al di là dei reali risultati.

happiness-2-480x300Nonostante tante difficoltà la forza e l’affetto si respirano nell’aria di quest’associazione, che non si sfiducia e invita ad uscire allo scoperto coloro che, vivendo queste patologie celano le proprie preoccupazioni, sensazioni ed emozioni. Emozioni che verranno a nudo nello spettacolo di beneficenza, “Emozioni in Arte”, voluto proprio dall’Associazione Korakanè, che si terrà Domenica 15 Marzo, alle 17.30 al Seminario Arcivescovile S. Pio X di Messina.

L’invito ad andare all’evento è rivolto a tutti, sia per conoscere bene questa realtà, sia per assorbire un po’ del coraggio di coloro che hanno combattuto, credendo nella propria determinazione e che hanno scelto di affidarsi alla luce della riscoperta di se stessi.

Carmen de Marco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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