Pink Up – “Cari Papà…”: tutte quelle parole non dette

Questo week – end, approfittando dell’occasione della Festa del Papà, vi propongo una riflessione, in forma di lettera, sul rapporto padri – figli.festa-del-papa Una riflessione fatta per capire quanto sia importante il ruolo paterno per un figlio, soprattutto nell’epoca dell’insicurezza e della ricerca di affermazione personale. Che sia un gesto d’affetto o un modo per esprimere cose non dette.

“Caro Papà, vorrei approfittare della tua festa per dirti tutte quelle cose che a volte ho celato dentro me. Ricordo che per questa ricorrenza, ti facevo sentire un po’ speciale con quelle poesie scolastiche che ti recitavo a casa, desiderosa di farmi abbracciare e sentirmi dire “brava piccola mia!” Da grande ti ho regalato Baci Perugina, fiori, posaceneri, cravatte e portasigarette, forse anche un po’ per dovere e per compiacerti. Poi si diventa ancora più grandi e ho imparato a nostre spese che, le circostanze uniscono di più o dividono inesorabilmente… Mi chiedo: come mai anche nella distanza più grande la figura paterna rimane sempre così necessaria e significativa?

Il papà è una guida, ti insegna con la sua possessività naturale, con il suo affetto goffo, con la sua caparbietà, con la sua forza mascolina, con il suo raziocinio pragmatico ad affrontare la crescita interiore ed esteriore.

Il papà ti rende infelice se le sue regole sono dure e le uscite che ti consente sono poche, ma ti forgia dentro insegnandoti il limite.

Il papà con la sua freddezza e la sua reticenza per certi argomenti troppo femminili o “incomprensibili” ti avvicina ancora più alla mamma, definendo i vostri spazi.

Il papà ti vuole bene incondizionatamente, anche se spunterai a casa con 5 fidanzati diversi o con quello che sarà il compagno di vita.

Il papà, per un istinto animale e protettivo è pronto a proteggerti senza risentimenti, riuscirà, in qualche modo, a risolvere i tuoi “pasticci”.

Il papà è colui che ad una figlio serve più che mai, perché è il leader delle sue scelte e capo della sua integrità morale.Immagine papà centro

Spesso però, voi padri, vi dimenticate di avere tutti questi ruoli, finendo per essere distanti totalmente dal mondo dei vostri figli. Perciò vi consiglio di non allontanarvi! Non siate egoisti, non fatevi sopraffare dagli impegni, non pensate che la cosa giusta sia liquidarci con un “Hai ragione, tu!”. Ricordatevi di essere d’esempio e di non deluderci troppo e dato che siete normalissimi esseri umani, è giusto che dimostriate emozioni anche sbagliando. Create dei rapporti con i vostri figli stabilendo amore, confronto e presenza sia che siate padri divorziati, ragazzi – padre, o mariti amorevoli. Siamo il vostro dono e vi ringraziamo per averci messo al mondo, ma avete l’obbligo di seguirci e di guidarci sempre.

Quante situazioni ci troviamo intorno di figli orfani o figli maltrattati dagli stessi genitori, e quanti vorrebbero sentirsi coccolati e difesi? E quanti, soprattutto oggi, sono i padri mancati, quelli ai quali è stata tolta la fortuna e il piacere di diventare tali? Certo, ci sono poi quei casi paterni onnipresenti, quelli che ti invadono anche l’anima, che non ti lasciano nemmeno essere “individuo” e quando poi ti ritrovi da solo, in una società pronta a divorarti, improvvisamente sei impreparato alle sfide perché hai ancora bisogno della campana di vetro che ti cullava fino a quel momento.

Papà insomma, a volte, tu e i tuoi colleghi, dimenticate il vostro ruolo e la vostra influenza nella vita di un figlio, ancora di più nei confronti di noi figlie, che oggi siamo sempre più spaventate da un mondo che ci isola, ci usa, ci detesta… Noi sbagliamo e spesso non diventiamo come vi sareste augurati, o, se invece siamo all’altezza delle vostre aspettative, non sappiamo come manifestarvi le nostre insicurezze, le nostre “preferenze”, i nostri cedimenti. Trascorrete del tempo ad ascoltarci, senza pensare a come potreste risponderci ancora prima che i discorsi siano finiti.lavoretti-creativi-per-bambini-festa-del-papa-15-640x425 Abbattiamo le mura che ci dividono, ascoltiamo il rumore dei passi che facciamo insieme, siamo sinceri, accettiamoci vicendevolmente, ma impariamo anche a dare, entrambi, senza pretendere.

È un legame profondo e inossidabile e anche quando prenderemo strade diverse, rimarrà tale per sempre.”

A tutti i padri: Buona fortuna e buona Festa del Papà (in ritardo)!

Carmen de Marco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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One Response to Pink Up – “Cari Papà…”: tutte quelle parole non dette

  1. Cara Carmen, leggere questo tuo sottile excursus nel rapporto che deve unire padre e figli, in occasione di questa festività dedicata a noi “Papà”, mi lascia appagato. Ed è in ognuno di noi “padri”, che nasce quel desiderio di sentirselo dire “de visu” dalla diretta voce dei figli: “Tanti Auguri Papà”. Il “Papà”, lo leggerà, non come una normale ricorrenza, dove forse tutto è dovuto, ma, ne saprà estrapolare quel sentimento che viene celato nel caldo bacio che riceve sulle guance, e che gli lascerà quel sapore infinito del “premio”, della riconoscenza, di avere saputo dare a loro, figli, il meglio di ciò che lui auspicava per essi!
    La figura del Papà è un esempio importante per la crescita “sana” della propria prole. Egli rappresenta per essi il pieno dell’Universo, dove loro sanno di esporsi senza timore alcuno, perché c’è “lui”, che ne custodisce il loro cammino, indicando la vetta massima del senza “rischio”; ma solo per la loro difesa, in quel “mondo”, dai mille “volti”, che lui, il Papà, conosce già.
    Credo, infine, mia cara Carmen, che nessun Papà potrà mai essere felice se la vita, per circostanze varie, tenderà a farlo stare lontano dall’amore verso i propri figli. E ti posso garantire che le sofferenze, poco si assomigliano al cammino sui fuochi ardenti, dove egli, preferirebbe camminare, pur di non stare lontano dai propri figli che ama, credo proprio, di “puro” imparagonabile amore, incondizionato.
    Confrontarsi su questo “tema”, a mio modesto parere, è necessario aprire un dibattito tra genitori e figli, anche perché, bisogna sempre ricordarsi che il “Papà”, è stato a suo tempo figlio, ed ha vissuto proprio nell’amore che il suo Papà ha saputo insegnargli, con la promessa e l’augurio di farsi portavoce di quell’amore immenso che trasmetterà ai suoi “futuri” figli.
    Carmen, sei Grandiosa come sempre, ed anche molto puntuale nell’affrontare argomenti che si fanno leggere con tanta parsimonia, per la delicatezza che ci metti nel trattarli e nello stimolare il nostro profondo interesse. Angelo Maria de Marco

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