#QuiLondra – Le cinque caratteristiche degli italiani che gli inglesi detestano

Nonostante la fama da mascalzoni, pigri e mafiosi che alleggia su noi italiani non appena ci spostiamo all’estero come l’alito di chi ha appena finito di ingozzarsi di patatine al gusto di crema di cipolla, gli inglesi col tempo impareranno ad adorarci, a meno che non lo facessero già da prima.

In fondo per celebrare eventi speciali con la propria donna, nel 90% casi, la porteranno in un ristorante italiano, dall’atmosfera romantica e dalle portate che, come sono soliti assscalemobilierire, certamente saranno “lovely”, modo di dire che mi fa pensare al faccino di Teddy Bear innamorato.

Guardano il nostro modo di vestire e tentano di emularlo come fossero i seguaci di una qualche religione, anche se comunque saremmo sempre pronti a scegliere loro per la crocifissione.

Le vacanze italiane si trasformano in una sorta di viaggio mistico che contempla il mangia-prega-ama come fosse un inno sacro.

Eppure, sebbene cercheremo di camuffarci per bene tra il popolo inglese, escludendo chi crede che per riuscirci basti vagare per le strade delle aree più underground della capitale britannica indossando una camicia a quadroni, occhialini alla John Lennon e non rasarsi la barba per 24 mesi assumendo un atteggiamento da hipster – in quest’ultimo caso potreste passare più facilmente per un membro dell’Isis, quindi più che uno che ha assorbito la parte della cultura inglese più trasgressiva, rischiate vi chiedano il visto con probabile espulsione – ci saranno pur sempre dei fattori che inevitabilmente ci distinguono e che ai mangiatori del Fish and Chips proprio non vadano giù.

Provando a mettermi nei loro panni, mentre la scorsa settimana abbiamo parlato delle abitudini inglesi che noi italiani impareremo a detestare, questa settimana ho provato a stilare una lista delle caratteristiche di noi italiani che gli inglesi, col tempo, impareranno a detestare.

  1. Il dramma delle parole che hanno come iniziale la H. Che vi piaccia o no, almeno fin quando non si riesca ad assimilare dopo qualche tempo un accento più britannico, saremmo costretti a ripeterle sempre due volte. E la terza a farne lo spelling. Io credo che se un turista inglese venisse in visita a Roma e chiedesse un’informazione nel suo accento, del tipo “Scusi, per piazza Nevoni”, noi saremmo in grado di comprendere che tenta di raggiungere piazza Navona. Dopo circa un mese che ero a Londra, chiesi ad un passante prestando poca attenzione alla mia pronuncia: “Scusi per Ammersmit?Costui rimase impietrito, e dopo averlo ripetuto per almeno cinque volte mi dice: “Ah, HHHHHHHammersmithhhh(fff)”. Certo. In fondo siamo come Django. Ma al posto della D ad essere muta sarà la H. Attenzione a pronunciarla quando seduti al ristorante con il vostro partner sarete pronti per ordinare. Potreste ritrovarvi a discutere.
  2. Gesticolare come fossimo sordomuti. Loro ci scherzano, ma in fondo credo lo detestino al punto che nelle loro fantasie proibite sognano di legarci i gomiti allo schienale di una sedia.
  3. Fare gruppo come le scimmie. Un tedesco, un inglese, un francese ed un italiano si incontrano in un pub a fare due chiacchiere. In inglese, essendo tra tutte, la lingua universale, considerando anche la scarsa attitudine del popolo inglese ad apprendere un’altra lingua e a porci tutti come sudditi di questo impero linguistico. Un tedesco incontra un amico, tedesco anche lui, che si unisce al gruppo. Il francese anche incontra un altro amico francese, il quale, sebbene non mastichi la lingua egregiamente, ogni tanto interviene con il suo accento alla Robespierre, altre volte sta in silenzio fingendo di aver capito. L’ italiano incontra una coppia di amici italiani cui, per la grande sorpresa nel rivederli, offrirà da bere per tutta la serata staccandosi – con alta probabilità – dal gruppo. Con gli altri, si rincontrerà il giorno seguente sul posto di lavoro.
  4. metro-londra-3Il mancato rispetto per le file. Se alla stazione della metropolitana o dell’autobus vedrete persone non particolarmente propense ad attendere in fila o che nel farlo potrebbero apparire visibilmente irritate, molto probabilmente saranno italiani. In caso contrario, di certo non saranno inglesi. L’agire in maniera flemmatica appartiene alla loro genetica.
  5. La confusione iniziale sul posizionamento sulle scale mobili della metropolitana. All’inizio ci muoveremo sulle scale mobili come fossimo dei pedoni sulla scacchiera. Ma loro ci faranno sempre scacco matto, almeno fin quando non avremo imparato dove posizionarci. Ci si posiziona a destra, lasciando la sinistra libera al passaggio di chi va di fretta. Sebbene sia universale, forse il nostro problema è sempre stato quello di non essere abituati a persone che corrono sulle scale mobili, pensando piuttosto “Non vedo l’ora di salirci, così per qualche secondo non mi muovo”.

A martedí prossimo. Ricordate sempre il nostro solito appuntamento ogni mercoledì su RadioStreet Messina, dalle 18 alle 19,30 italiane, alla frequenza 103.3 o anche in streaming, con tanta informazione dall’estero da parte dei Cosmopolitalians.

Antonia Di Lorenzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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One Response to #QuiLondra – Le cinque caratteristiche degli italiani che gli inglesi detestano

  1. Hopeless96 says:

    Ahaha bellissimo articolo

    Mi piace

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