Cosmopolitalians – Valerio Lollini: “Vi spiego dove trovare lavoro a Londra”

Sono più di 500 mila gli italiani che oggi affollano Londra alla ricerca di una nuova vita fatta di opportunità e meritocrazia. E la parola speranza, in esodi di queste proporzioni, spesso fa rima con truffa. Valerio Lollini, oggi CEO di TruffeaLondra.com, ha iniziato la sua avventura inglese proprio così: da truffato.

Valerio, Cosmopolitalian from London dal 2001

Valerio Lollini, Cosmopolitalian from London

Ma partiamo da undici anni fa, quando Valerio, oggi 38enne, arrivò in Inghilterra: “Ad un futuro incerto come informatico in Italia, nel 2004 ho preferito Newcastle. Ero giovanissimo, pieno di speranze e sogni, ma non parlavo l’inglese. Per lavorare subito e accelerare i tempi, su consiglio di un amico, mi rivolsi ad un’agenzia dedita al caporalato: 80 sterline da pagare per ottenere un lavoro da cameriere in un ristorante italiano”.

Valerio, ingenuo come tanti nuovi Italians of London, ci cascò. Ed è questo uno dei motivi che lo hanno spinto a diventare oggi uno scam hunter di professione: “Grazie a TruffeaLondra.com, moltissimi italiani hanno evitato di essere truffati da agenzie che spuntano come funghi a Londra, offrendo lavoro e alloggio in cambio di soldi. E sono contento di poter rappresentare un punto di riferimento per tanti di loro. Ovviamente, il mio aiuto è gratuito”.

Ma Londra significa comunque opportunità. Anche se l’Italia manca. “L’italia è il posto più bello al mondo – dice Valerio – , mi manca il cibo, l’aria e il cielo, ma soprattutto i mie nipotini. E spero di tornare a viverci un giorno. Se tornassi indietro, però, partirei lo stesso. Vivere qui è anche continue chance lavorative”.

Oggi Valerio Lollini, oltre a ricercare le truffe ad opera di italiani ed indiani, lavora come sistemista informatico su alcuni progetti internazionali, un ruolo che non avrebbe potuto ricoprire in Italia. Ambientarsi non è comunque stato facile: “L’aspetto più duro all’inizio sono la lingua ed il clima, ma anche rinunciare a piccole cose e convivere con persone a volte non proprio simpatiche”.

Tra l’Italia ed il Regno Unito, per Valerio resta un gap difficilmente colmabile con l’immobilismo politico degli ultimi decenni: “La cosa che balza agli occhi quando torno in Italia, è la sensazione che sia tutto immobile: capita spesso che parli con amici e mi rendo conto di quanto siano indietro e poco inclini al cambiamento. Il messaggio che arriva ai giovani, soprattutto dalla classe dirigente, è che tutto deve restare per com’è”.1957986_3988680771860_930397832_n

“Di questo Paese che mi ha dato un futuro – prosegue Valerio – apprezzo la puntualità e l’efficienza, dal lavoro ai mezzi di trasporto che ti consentono di fare a meno dell’auto. Ma servono tanti soldi per vivere: se uno crede di prendere casa da solo, deve poter fare affidamento su un budget non inferiore alle 2500 sterline mensili. Londra, negli ultimi anni, – considerando l’enorme flusso di stranieri giunto in città in cerca di una vita – è divenuta carissima; mentre gli stipendi non seguono la stessa velocità”.

Sul lavoro. “Esistono opportunità di lavoro per chi non conosce la lingua, ma considerando i molti italiani che stanno arrivando – l’Ambasciata parla di un flusso di 500.000 italiani tra residenti, studenti e Italians di passaggio – è meglio se c’è già una buona preparazione di base. Per gli informatici anche con poco inglese si potrebbero avere possibilità. Oppure sfruttare i lavori nei call center, che pagano anche 1500 sterline e che restano una valida alternativa. Nei ristoranti è ormai diventato impossibile trovar lavoro, ma nel campo del marketing, grafica, video, informatica il mercato va ancora molto bene”.

@HermesCarbone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 Responses to Cosmopolitalians – Valerio Lollini: “Vi spiego dove trovare lavoro a Londra”

  1. sara says:

    Non mi ha mai convinto, questa persona è un paranoico che peraltro da anche consigli non proprio veritieri in rete. Succede a tutti di fallire o di incappare nel furbastro di turno, è sufficiente denunciare o farlo presente alle autorità di competenza. Lui ne ha fatto una battaglia personale, giudicando gente che non conosce su internet a priori e reinventandosi come dispensatore di consigli di vita che possono andar bene magari ad uno come lui ma non è detto che vadano bene per altri.
    Significa non essere in grado di assumersi delle responsabilità o quantomeno fornire delle prove di ciò che afferma.

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  2. Fabio says:

    Ma che vi deve spiegare sto deficiente!!!! é un’inutile parassita che passa le giornate ad insultare le ragazze su facebook in vari gruppí Valerio Lollini Sei un parassita

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