#QuiLondra – Amy Winehouse, il primo documentario sulla regina del soul

Tocca la sensibilità di chiunque avrebbe voluto vederla ancora una volta sul palcoscenico, con i suoi capelli neri avvolti in un foulard colorato, una pin-up tatuata sul braccio destro ed il suo vistoso modo di proporsi, che appariva essere soltanto una cornice a quella voce che l’ha stigmatizzata come una delle esponenti della nuova generazione del soul bianco.

amy_winehouse_mlh04201_website_image_sgjv_standardIl documentario Amy del regista Asif Kapadiache, che ripercorre le tappe della vita di Amy Winehouse, uscirà nelle sale a luglio ed Italia sarà distribuito da Nexo Digital e Good Films come evento speciale solo per tre giorni, i prossimi 15, 16 e 17 settembre, in occasione del compleanno della cantante, nata il 14 settembre.

La ventisettenne cantautrice di Camden, classe 1983, deceduta nella sua dimora londinese nel luglio 2011 per un cocktail di alcool e farmaci mentre, secondo le ricostruzioni della sua guardia del corpo aveva trascorso l’intera serata a guardare come fosse ipnotizzata le sue passate esibizioni, ha fatto molto parlare di sé, oltre che per il suo talento, per la sua vita smodata all’insegna di alcool, droga e disturbi alimentari che hanno più volte rischiato di compromettere la sua promettente carriera, rallentando altresí l’uscita del suo terzo album.

Ironia della sorte, anche il suo documentario, reduce da una critica eccellente al Festival di Cannes, è stato aspramente contestato dai familiari secondo cui invece sarebbe pieno di false ricostruzioni, in particolare dal padre Mitch Winehouse che minaccia di citare in giudizio il regista per averlo dipinto come padre assente contribuendo alla sua tragica fine.

Se da una parte il regista si é liberato dalle sue responsabilità affermando di aver raccolto soltanto le testimonianze più attendibili di coloro che erano più vicini all’artista e di essersi incentrato sulla sua carriera professionale partendo dagli albori, lasciando volutamente fuori tutto il resto, dall’altra é pur vero che la sfera affettiva della Winehouse appare quasi un campo minato. 

A cominciare proprio dal suo ex marito, Blake Fielder-Civil, che ha ammesso di aver condotto Amy sulla strada della tossicodipendenza facendole provare la sua prima dose di eroina. I due si sono ufficialmente separati nell’agosto del 2009, pur continuando ad avere contatti sino a poco prima della sua morte. Addirittura, alcune voci hanno rivelato che i due stessero pensando di ritornare insieme, nonostante Blake avesse instaurato un’altra relazione da cui era nata una bambina.

tumblr_lp01kvqnwk1qa42jro1_500Molto duro nei confronti di Blake Fielder-Civil é stato il tono di suo fratello Harry, che in un’intervista del 31 maggio 2015 al Mirror ha confessato che, a seguito della morte della Winehouse, suo fratello é stato più volte sputato da gente in strada e così anche l’intera famiglia demonizzata al punto da costringere i genitori a separarsi.

Destinata senza dubbio ad entrare nella lista degli artisti perseguitati dalla nota maledizione del 27, la Winehouse è stata vittima di un successo il cui pensiero all’inizio, come afferma in una delle sue prime interviste, nemmeno la sfiorava, desiderando soltanto di cantare ed emozionare il suo pubblico con tutto quello che sarebbe riuscita a trasmettere.

Nonostante le critiche e le tristi vicissitudini che l’hanno vista protagonista, questa diva perseguitata dai suoi demoni é diventata qualcosa di più di un esponente di un certo genere musicale, ma una vera e propria icona, tanto che i graffiti del noto artista Banksy, come musei o statue che la raffigurano fungono come veri e propri luoghi di culto per i fans della regina del soul.

Perché se é vero, come recita una delle sue canzoni più celebri, che l’amore é un gioco in cui si perde, la musica non si perde mai.

A martedì prossimo. Intanto non perdete il nostro solito appuntamento su RadioStreet Messina, ogni mercoledì dalle 18 alle 19,30 italiane, alla frequenza 103.3 o anche in streaming.

Antonia Di Lorenzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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