Pink Up – Pronti per la sessione estiva? Viaggio nel peggior incubo di uno studente universitario

Ok! Ci siamo! La radio trasmette quello che sarà il re dei tormentoni estivi, Maria de Filippi e la D’Urso sono ufficialmente in11011010_939002639497271_281772974108431223_n vacanza, i lidi iniziano a popolarsi, la zona marittima è sempre più affollata, il calore estivo finalmente ci avvolge e tutto questo ci fa sognare le vacanze, il relax e la libertà! E invece no! Apriamo gli occhi: c’è la maledetta sessione estiva!

Potrei non parlare di questo argomento dato il mio status di post universitaria, ma i disperati stati di facebook, le foto su instagram di volti sconvolti immersi nei libri, mi hanno riportato alla mente il ricordo apocalittico dell’odissea degli esami estivi!

Studiamo tutto l’anno, affrontiamo le glaciali prove invernali, ci rituffiamo nelle noiose sedie per la nuova tornata di lezioni preparandoci al delirio estivo: cosa c’è di peggio di dover rimanere bianchi sui libri fino a metà luglio se tutto va bene? È inutile convincerci che il gamberesco rossore di qualche sporadica giornata di mare duri per settimane! Cosa c’è di peggio di vedere altri amici che si rilassano senza pensieri mentre noi siamo a casa a sudare, a cercare refrigerio nella parte più sotterranea di casa, da un ventilatore che nel frattempo stropiccia le nostre fotocopie o da un condizionatore, con l’illusione che fuori ci sia solo tanto freddo e la gente non si diverta affatto?

esami-esami-ovunqueI secchioni mi diranno che per loro non è così drastico, perché finiscono gli esami inspiegabilmente prima, o c’è chi sta fresco perché si rimette al colpo di… fortuna, quindi mi rivolgo a quell’altissima percentuale di studenti in crisi. Come dimenticare le mattinate nelle quali ti svegli piena di buona volontà ed esattamente 20 minuti dopo sei alla seconda pagina, a lamentarti, escogitando modi che rendano lo studio una fantastica avventura, “dai mettiamoci in balcone, così le pagine da leggere sembrano più dolci, prendo un po’ di sole e mi sento in vacanza!” Poveri illusi, dopo un secondo iniziamo a scioglierci sotto il sole, maledicendoci per la furba iniziativa!

Parliamo delle serate? “E dai è estate, non posso farmi mancare qualche bella uscita, almeno mi servirà per staccare e per ricaricarmi!” Ricaricarsi? A metà serata iniziamo ad essere una pessima compagnia, vittime del sonno giriamo come cadaveri col pensiero della giornata di studio che ci aspetta, monopolizziamo il martire di turno con le nostre paure, “ho saltato 5 pagine, mi chiederà quelle.. voglio solo finire, mi accontento di tutto.. basta, andrà malissimo!” Siamo assaliti dall’ansia di non aver fatto abbastanza per raggiungere le mete che c’eravamo faticosamente prefissati!432196_305215546209320_864607814_n

La sessione estiva però ha qualcosa che quella invernale non avrà mai: conserva la magia di farci dimenticare all’istante qualsiasi sforzo o eventuale sconfitta, ci sentiamo rinati non appena usciti dall’aula pronti a immergerci in quell’aria che sa di relax, di serate con gli amici sotto le stelle, di libertà. Tra chi progetta la prossima vacanza e le ragazze che si rifocillano di shopping e si affrettano a ritornare delle persone più umane, a perdere quell’insano pallore! Come per magia il giorno dopo l’ultimo esame, il sole, il mare, il gelato, la granita, la soddisfazione di aver chiuso i libri e magari riunirli per farci un falò, il dolce far niente o il lavoretto estivo ci caricano e ci mettono di buon umore.

Dire che questa particolare sessione di esami riassuma, simbolicamente, l’intero percorso universitario: iniziamo questa esperienza, ansiosi ma carichi di buone intenzioni, poi troviamo delle difficoltà nel lungo percorso che ci svezzano dalla culla adolescenziale, ci aprono a nuove sensazioni, a nuovi punti di vista, a feroci delusioni da esami. Iniziamo a capire come autogestirci, come responsabilizzarci. Infine, dopo il duro lavoro, arriva la desiderata laurea che in un solo unico istante ti svuota, ti rincuora, ti addolcisce, ti fa gioire. Quel pezzo di carta che utile o meno che sia, per noi è un premio di alto livello, un primo obiettivo raggiunto con le nostre mani, il passaporto per un (probabile) futuro migliore.

Un sospiro lungo un’estate… e pronti per ricominciare e immergerci in una nuova avventura della vita.

Buoni esami a tutti, studenti universitari e maturandi e buon weekend!

Carmen de Marco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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