Mario Bolognari: “L’Università di Messina sta finalmente cambiando”

Una riflessione su ciò che è diventata oggi la Sinistra in Italia. L’arretratezza dell’Università degli Studi di Messina. Ma anche l’importanza del confronto di piazza nel nostro Paese –“che oggi non esiste più” – e nelle università per la formazione di un’ideologia politica.

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Bolognari e Di Bella durante l’incontro del circolo Libertà e Giustizia presso il Feltrinelli Point

Questi e tanti altri sono stati i temi affrontati dal prof. Mario Bolognari, ex sindaco di Taormina, nel corso dell’ultimo appuntamento stagionale delle attività di cultura politica proposte dal circolo di Libertà e Giustizia di Messina.

Il direttore del Dipartimento delle Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina, nell’incontro presso il Feltrinelli Point mediato dal coordinatore del circolo, Santi Di Bella, ha provato a far chiarezza su come si siano evolute “Società, politica ed istituzioni oggi”.

L’arretratezza della politica italiana, ma anche di tutto il mondo accademico – afferma Bolognari -, non possono essere due questioni sconnesse tra loro. Specie se paragoniamo l’Italia a realtà come quella britannica o quella statunitense. A Messina, da quando l’università ha un nuovo Rettore, un nuovo Cda, un nuovo Senato accademico e qualche nuova figura come direttore di dipartimento, diciamo che è stato avviato quel percorso di risanamento che non può in ogni caso esplicitarsi nell’arco di un singolo mandato.

Le regole introdotte nel corso di questa nuova gestione dell’università, anche se a volte vengono osteggiate anche da noi insegnanti per via della burocrazia, siamo certi faranno bene a tutti. Per il ruolo che ricopriamo, noi prepariamo gli insegnanti di area umanistica e i giornalisti del futuro. Abbiamo una grossa responsabilità sociale: perché non c’è dubbio – prosegue l’ex sindaco di Taormina – che un Paese che abbia dei buoni operatori culturali avrà anche dei buoni operatori politici. Noi dobbiamo dare l’esempio.

Non può essere un caso se la nostra università ha dei docenti diversi da università come Bologna o rispetto ad altre realtà statali. La meritocrazia che manca oggi nella nostra società, si rifletterà irrimediabilmente sulle generazioni future; e quella attuale ne è un esempio, con i concorsi che non vengono fatti o i posti importanti che si ottengono con chiamata diretta”.

Dopo essersi ritirato “per non rinunciare ai miei principi” dalla vita politica, con le amministrative del 2013 in cui era ricandidato a sindaco di Taormina, il prof. Bolognari non ha in programma di presentarsi in futuro come candidato. E ci scherza su: “Quando ci sarà la politica della terza età, forse mi rivedrete in campo. Noi facciamo politica tutti i giorni. Anche qui stiamo facendo politica. La cosa importante è che ci siano giovani che si attrezzino per cambiare i meccanismi, una cosa che ad esempio non avviene nelle università. La politica deve essere cambiamento, non come i tanti ragazzi che si candidano a consiglieri comunali credendo di poter sistemare loro e le loro famiglie semmai eletti. I giovani sani sono il futuro”.

Ed un’ultima battuta anche sulla situazione politica messinese, dove la sinistra appare frammentata, la popolarità del sindaco Accorinti non è più così elevata come due anni fa e a destra sembra esserci il vuoto: “AH! Questa è l’unica cosa che mi viene da dire riguardo la politica a Messina”.

@HermesCarbone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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