#QuiLondra – Luca Caló: da Lecce al successo di Britain’s Got Talent in tacchi a spillo

“Mi chiamo Luca, sono italiano e vivo a Londra. Lavoro in un pub a Soho ma il mio sogno é quello di diventare una superstar.” Un vero e proprio antidoto contro il malumore ed un mix di grinta ed ottimismo in grado di trascinare chiunque: é cosí che Luca Calò, un ventitreenne originario della provincia di Lecce, si presenta alle telecamere del Britain’s Got Talent, uno dei programmi televisivi più attesi della stagione, danzando con incredibile disinvoltura su di un paio di tacchi a spillo.

britain's got talent luca calo“Voglio solo rendere felici gli spettatori con quello che faccio”, dice alla giuria che gli siede di fronte durante i provini.

Dopo aver vissuto il primo anno a Bournemouth lavorando in un albergo e poi in una gelateria, proprio lí dove scopre la sua passione per i tacchi a spillo e matura l’abilità nel ballarci con inviabile maestria, Luca decide di trasferirsi a Londra dove punta ad entrare nel mondo della moda e dello spettacolo. Dopo alcuni servizi fotografici e sfilate, decide di inviare la sua candidatura al Britain’s Got Talent.

Mi é sempre risultato naturale ballare e da qualche tempo ho anche iniziato a seguire lezioni di canto. Quando andavo a ballare in qualche locale con i miei amici spesso mi rendevo conto di fare spettacolo pur non facendolo di proposito. Molte persone si complimentavano con me. Una volta una ragazza mi incoraggiò a partecipare al programma, così mettendomi questa pulce nelle orecchie ho pensato che avrei potuto tentare. E alla fine ci sono riuscito.”

Luca mi racconta che a distanza di un mese dall’invio della candidatura, riceve un responso positivo per presentarsi ad un provino.

Credo che l’idea che per presentarsi in un programma televisivo ci voglia una qualche conoscenza sia un’invenzione tutta all’italiana. Io mi sono semplicemente presentato e loro mi hanno scelto perché potevo fare spettacolo. Era questo che mi rendeva felice, il fatto che avessero creduto nel mio talento e che fossi stato in grado di esibirmi accantonando le mie insicurezze facendo tutto da solo.”

L’esito del primo provino si rivela quello sperato, così dopo un mese si prepara per un secondo mandato in onda in cui si esibisce davanti ai giudici.

“Per la seconda esibizione ho scelto la canzone Beautiful di Christina Aguilera. Il testo dice I am beautiful no matter what they say, words can’t bring me down (sono bellissima, non importa ció che dicono, le parole non possono abbattermi). Era questo il messaggio che volevo trasmettere e la mia spaccata finale voleva proprio dire questo: ho spaccato, comunque vada”, mi dice Luca con un sorriso stampato in volto ed i brividi che avverte ancora sulla sua pelle ripensando a quella standing ovation in studio che lo fa volare in semifinale.

getmediafile.ashx“Ho pianto come un bambino, perché sentivo che il mio sogno stava prendendo pian piano forma. Pur non essendo riuscito a partecipare alla finale, mi sentivo pienamente soddisfatto, sia per la performance che per la magnifica esperienza vissuta. Ho lavorato con Brian Friedman, uno dei coreografi più famosi che ha anche lavorato per Britney Spears, Beyoncé e Micheal Jackson.”

Quando chiedo a Luca con animo fatalista se hai mai pensato di ritornare in Italia mi dice di averci pensato qualche volta, ma il suo pensiero si é subito eclissato ragionando su quanto sarebbe complicato raggiungere le stesse opportunità in Italia ed in particolare in una piccola provincia del Meridione, costellata da immancabile bigottismo ed ipocrisia.

“Indipendentemente dal mio essere omosessuale, mi sono sempre sentito diverso. Stravagante e strafottente verso ciò la gente poteva dire o pensare. Credo che la mentalità italiana sia ancora troppo chiusa e preferisco sfruttare quanto più possibile le strade che qui mi si possono presentare e che io stesso sto cercando di creare, pur continuando a lavorare nel pub e mantenendo i piedi per terra con modestia e sacrificio.”

“Londra mi ha aiutato, ma sono consapevole che tra un mese potrei essere dimenticato”, aggiunge Luca, “esiste il pericolo di andarsene di testa e cominciare a tirarsela, per questo devi sfruttare quest’esperienza in modo intelligente. Io credo molto nel destino e che le cose non vadano forzate ma giungono gradatamente. É vero quel che si dice che si deve credere in qualcosa. Abbiamo tutti un’energia che funge da forza attrattiva verso cose, circostanze e persone. Se ci si crede, accade. É una delle poche sicurezze che ho: la vita é una sola e devi fare di tutto per essere felice. So che potrò avere tante porte chiuse in faccia, ma i problemi sono altri, io sono fiducioso e non mi faccio abbattere.”

Al momento ad attendere Luca ci sono servizi fotografici, esibizioni in locali notturni e qualche partecipazione con Sinitta, una nota cantante degli anni ’80 con cui Luca é entrato in contatto a seguito del Britain’s Got Talent, rivelando ancora una volta l’attitudine di questo Paese a raccogliere le diversità più disparate e livellarle, dando a tutti l’opportunità di avere un punto di inizio, dove il traguardo é raggiungibile solo per chi osa e non ha paura.

In bocca al lupo, Luca.

A martedí prossimo, per l’ultima puntata stagionale di #QuiLondra.

Antonia Di Lorenzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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