#QuiScozia – Dogs Welcome!

Come tutti sappiamo, l`educazione, per quanto esasperata ed a volte falsa, é imprescindibilmente parte della cultura anglosassone. Sia che tu stia ordinando un caffé o che tu stia facendo un colloquio di lavoro, il registro della conversazione deve sempre rispettare le regole della politeness.

Alla stessa maniera, i cani non possono essere esenti da questa pratica, agendo ed abbaiando nel modo piú flemmatico ed educato possibile (nei limiti della loro natura). La strana civiltá degli amici a 4 zampe britannici ha quindi portato a una serie di leggi e regole che rispettano la loro libertá e rendono piú agevole la loro vita anche in cittá.

La leggenda narra di una regina talmente affezionata al pet di famiglia, alle rose ed ai cigni da farne parte integrante della costituzione britannica. Al contrario di come i cani in Italia vengono legati a limiti fisici come dog areas e guinzagli. In UK, e quindi anche in Scozia, agiscono liberamente nel limbo del buon senso ed educazione dei loro padroni.puppies-hangin

I guinzagli non sono obbligatori nei parchi e nei locali, dove in gran parte dei casi il loro ingresso non crea problemi a gestori e clienti. Libertá é anche data alla raccolta dei loro bisogni, ma con cestini e dispenser di sacchetti appositi. Nonostante questo, l`educazione é qualcosa che non si puó mai dare per scontata e qualcuno ancora crede nel rapido biodegrado di materiale organico sul cemento.

A combattere il maleducato e decadente trend ci sono i dog lovers. Questi non solo non farebbero mai niente del genere (anche perché potrebbe portare ad un cambiamento della legge in futuro) ma passeggiano coi loro migliori amici muniti di foglietti con la seguente scritta: “The real shit is the one who didn`t pick me up” (trad. “la vera cacca é quello che non mi ha raccolto”) da appoggiare con garbo sulla pupú.

Allo stesso modo é diventata popolare la risposta di un gestore di albergo delle Highlands Scozzesi alla domanda di un futuro cliente che chiedeva se i cani fossero ammessi. Lui, con non troppo velato sarcasmo, ha risposto: “Un cane non ha mai rotto parte dell’arredo, vomitato nelle camere o lasciato le stesse in condizioni pietose. Un cane non ha mai rubato lenzuola o asciugamani e non é mai scappato senza pagare. Quindi, se al cane sta bene, puó venire anche lei”.

Questo amore e rispetto per i cani é anche supportato da diverse charities che mi piace ricordare. Guide Dog UK raccoglie fondi a supporto dell’addestramento e affidamento gratuito dei cani guida per ciechi sulle strade principali tramite i loro PR muniti di tablet con video strappalacrime. Un`altra organizzazione é invece Dog Buddy che, oltre ad ospitare centinaia di cani, cerca dog sitters e sistemazioni a lungo termine per i randagi. E tranquilli, si possono sostenere anche dall`Italia.

Insomma, ci sono davvero aspetti di questa cultura che sarebbe bene importare. Per fortuna i cani dimostrano giá in ogni paese di comportarsi meglio degli esseri umani, quindi pare chiaro che stia parlando dell’educazione e del rispetto verso di loro.

dog buddy

@FrenkDeFlumeri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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