#QuiScozia: Quando gli Italians si incontrano all`estero

Non é mistero che tra evasione fiscale, razzismo ingiustificato, secessionismo diffuso e corruzione l`Italia si pone sempre di piú come una societá individualista. Sí, perché fin quando le cose vanno bene a me, cosa mi interessa di come vanno a te? In pochi lo dicono, ma anche se questo é l`atteggiamento di moltissimi Italiani, tanti sono cosí infastiditi da questo comportamento che lo fanno diventare una delle ragioni per cui vanno all`estero.

Il problema é che poi, una volta fuori, l`Italia gli manca. I colori, i sapori, il clima, la famiglia e via cosí, nel piú ovvio degli elenchi che non diventa mai banale. Ció che quindi lo lega ancora alla sua terra natia diventano i suoi simili, i connazionali all`estero, i cosmopolitalians appunto!

Dalla raccolta di opinioni ed esperienze qui in Scozia e dal mio desiderio di organizzare feste, é nato allora il Welcome to Italy Party. Come suggerisce il nome, si é trattata di una festa italiana aperta a tutti per mostrare quanto sia giustificato quel detto per cui Italians do it better and Italians party hard. La festa, organizzata in un bar ristorante del West End  di Edinburgh, includeva una playlist di musica strettamente italiana, street food italiano (bruschette, arancine e piadine), sconti sulla Peroni e naturalmente Aperol Spritz.IMG_0537.JPG

Sarebbe bello fare una tabella di quello che é successo e confrontarla con quello che succede in una festa Scozzese, ma restiamo nel campo della prosa ed evidenziamo le differenze salienti.

Dati gli sconti sui drink ci si aspetterebbe, qui in Scozia, un buon settore di partecipanti che barcollano come zombie, vomitano nel vicolo e “attaccano” le donne con la grazia di un cinghiale. Niente di tutto questo si é verificato.

Una volta esauriti i tavoli, i piccoli gruppi di ritardatari si sono aggregati a completi sconosciuti che occupavano un tavolo “largo”. Il cibo mette d`accordo tutti.

Non sono stati evidenziati casi di leggins su ragazze obese, né tanto mento outfit da poco di buona, minigonne giropassera, make up esagerati e zeppe rosa shocking.

Si sentivano decine di accenti e dialetti diversi e nessuno che urlava “terrone di m####” o epiteti simili. Tutti hanno cantato “Ricominciamo” alla fine.

Allora diciamolo, ci vogliamo bene tutti e nonostante viviamo in una nazione che ha fatto dell`individualismo il suo punto di forza (parlo dello UK), non ci siamo ancora dimenticati da dove veniamo. Anche se in Italia non ci comportiamo purtroppo cosí.

Ci sono momenti in cui sentirsi integrati in questa societá é bello e gratificante a livello personale, ci sono invece altri giorni in cui ricordarsi di essere Italiano é semplicemente MEGLIO.

Io e Stefano Fasiello, neo-amministratori di Italiani a Edimburgo, speriamo che questo sia solo il primo volume di una lunga serie che ricomincerá nel 2016.

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@FrenkDeFlumeri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 Responses to #QuiScozia: Quando gli Italians si incontrano all`estero

  1. lauryn77 says:

    divertentissimo e…mi sono commossa 😀 aspettateci!!!

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  2. Nadia says:

    “Leggings su ragazze obese, outifs da poco di buono, minigonne giropassera”. Ma davvero? Che tristezza. È anche per la sovrabbondanza di commenti del genere che io sono scappata dall’Italia.

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