#QuiAustralia – Tutto quello che dovete conoscere di Melbourne

Ciao Mate! Il mio ultimo pezzo ha fatto discutere parecchio, sono contento lo abbiate letto in tanti. Oggi voglio raccontarvi un po’ della mia nuova città adottiva, Melbourne. Nuova ancora per poco, s’intende: non riesco a stare nello stesso posto per troppo tempo…

Nel centro di Melbourne, uno dei primi luoghi da visitare è Federation Square, la piazza costruita con blocchi di pietra arenaria dell’Australia Occidentale di coloro ocra, raffigurante l’Outback, il famoso “nulla”, fuori delle città, nel deserto, “da qualche parte”, come amano scherzarci su gli stessi australiani.image

La piastrellatura è aperiodica, ispirata ai triangoli scaleni. Gli edifici della piazza sono raggruppati in tre aree: quella orientale e meridionale hanno una superficie metallica, quella a ovest, in vetro. Un altro gioiello architettonico, è la cattedrale di Saint Paul e gli innumerevoli vicoli che danno a Melbourne un tocco di romanticismo europeo.

Tuttavia, l’attrazione principale è la Galleria Nazionale, la quale racchiude più di ventimila opere tra dipinti, fotografie e sculture. Il piano terra è quello più interessante, dedicato completamente all’arte aborigena contemporanea. Include i lavori di William Barak, pilastro fondamentale di tutte le battaglie per la giustizia sociale dei nativi australiani.

Fu anche testimone dell’”acquisto” di Melbourne da parte di John Batman, il famoso uomo d’affari britannico incaricato di formare i primi insediamenti di coloni, nel 1835. Ovviamente, Barak riportò la scena sulla sua fedele tela. Un altro rappresentante aborigeno è Emily Kame Kngwarreye.

La tecnica utilizzata da questi pittori è molto insolita: tutto è incentrato sulla figura del cerchio, gli acrilici utilizzati sono di colore molto intenso, con pochi guizzi di nero. I soggetti principali di ogni dipinto sono le storie del DreamTime, l’epoca antecedente la creazione del mondo secondo i costumi indigeni.

imageAlle spalle della galleria vi è il Birrarung Marr, un parco cittadino, diviso dal fiume Yarra. Il nome significa “fiume delle nebbie” nella lingua degli Wurundjeri, i nativi della area di Melbourne. Al suo interno, oltre a esserci una stupefacente flora autoctona, vi sono due installazioni: il Federation Bells, una raccolta di campane di templi, posizionate in maniera invertita, le quali rintoccano tre volte al giorno, suonando sette diverse melodie.

L’altra opera è The Angel di Deborah Halpern, raffigurante un animale mitologico a con tre zampe, di dieci metri d’altezza. Le due sponde sono collegate dal Barrak Bridgededicato, appunto, al pittore aborigeno.

Un percorso per co oscene meglio gli aborigeni, è quello offerto dal quartiere di Fitzroy. Anche se l’espropriazione delle loro terre è avvenuto in modo brutale e senza compromessi con gli “uomini bianchi”, la cultura dei nativi è sopravvissuta fino ai giorni nostri e i legami tra famiglie e clan non si sono mai rotti.

Nel 1886 il governo promulgò una legge in cui si obbligava gli aborigeni di razza mista ad integrasi con la società dei coloni. Questo portò alla riduzione drastica delle loro riserve. Fitzroy divenne una destinazione d’obbligo, in cui opportunità di lavoro e senso della comunità andavano di pari passo.

Il fulcro della dignità aborigena è Gertrude Street. Ora famosa per essere la via della moda e locali esclusivi, durante gli anni ’50 ha visto sorgere i primi club per aborigeni con servizi annessi, i quali includevano assistenza legale, incontri di natura politica assistenza infantile e sanitaria fino alle proteste per il diritto alla terra degli anni ’70.

Una delle figure predominanti fu il Pastore Doug Nicholls (nei giardini del parlamento dello Stato di Victoria vi è una statua in suo onore), primo aborigeno a essere insignito del titolo di cavaliere di Sua Maestà e governatore dell’Australia meridionale nel 1976, grazie al suo interessamento verso i meno abbienti.

Alla Alcaston Gallery, in Brunwick Street, potete acquistare delle opere d’arte progettate da artisti aborigeni contemporanei (prezzo medio: 500 Euro). Se siete stanchi delle solite gite confezionate ad hoc, rivolgetevi al consiglio di zona di Yarra, il quale organizza un tour a piedi in questa parte di Melbourne. Ne vale la pena per conoscere l’origine storica dell’Australia.

Per ulteriori informazioni, mi trovate qui. Ci leggiamo, in via del tutto eccezionale, anche venerdì prossimo con #QuiAustralia.

@Matteo Preabianca
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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