#QuiLondra – Luca Fiore: da Vicenza al “basking” nella metropolitana di Londra

Sono i nostri compagni di viaggio. Coloro che ci accompagnano nella nostra corsa giornaliera che comincia sin dalle scale mobili della metropolitana. Quelli che accompagnano con il suono di diverse melodie il rumore dei nostri passi. Quelli che nella calca della metropolitana ci fanno sentire meno soli, quasi parte di un qualcosa.

Sono i musicisti che affollano le strade e le metropolitane di Londra, tra i protagonisti di una realtà cosmopolita come questa, colorandola di tinte nuove, spesso sconosciute.

Luca Fiore.jpgAbbiamo incontrato uno di loro, un chitarrista vicentino, Luca Fiorentino, in arte Luca Fiore, vincitore nel settembre 2015 del concorso Gigs2015 indetto dal Comune di Londra per giovani musicisti nella categoria Solisti & Duetti, ricevendo in premio una metropolitana e scelto come guest artist dalla CandyRat Records, l’etichetta di chitarra acustica più famosa al mondo, per la pubblicazione del suo video Get Up! che dal 19 marzo ha ottenuto più di 15.000 visualizzazioni.

Come mai hai scelto di trasferirti a Londra?

Sono venuto a Londra appena diplomato. Nel settembre del 2012 ho iniziato un’accademia di musica a Londra e mi sono laureato lo scorso giugno. Nel primo anno suonavo con gli studenti dell’accademia, generalmente chitarra acustica o elettrica, poi dal secondo anno, grazie ad una rete di contatti sono riuscito ad esibirmi in vari locali e ho avuto anche un’esperienza su crociere. Adesso è la mia occupazione principale.

Come sei arrivato al concorso Gigs2015?

Era il terzo anno che mi iscrivevo e la prima volta che ne ho sentito parlare è stato grazie ad una pubblicità apparsa su Spotify. Per arrivare in finale devi accumulare voti ed hai due alternative: suonare in strada o fare un video che viene mostrato a dei giudici che decidono se mandarti in finale.

Io ho optato per la seconda e mi hanno scelto tra i cinque finalisti della mia categoria.

Tra l’altro avevo prenotato una vacanza a Tenerife con la mia famiglia, sicuro di non riuscire ad arrivare in finale. Invece sono stato chiamato poco prima per presentarmici il 6 settembre del 2015. Così sono partito dalla Spagna il giorno prima e mi sono diretto al centro commerciale Westfield di Stratford passando per casa per prendere solo la mia chitarra. Così ho suonato, sono piaciuto e ho vinto. Il premio consisteva appunto in una licenza annuale per suonare in metropolitana, così da gennaio ho cominciato a fare basking. Devi prenotarti in tutti i posti in cui c’è il lunotto del basking London per un paio d’ore ed il ricavato è quanto riesci a racimolare dai passanti, per questo è difficile vivere solo di questo. Al momento infatti mi divido tra lo scrivere musica per me, girare video, ed il suonare per altri gruppi o cantanti che mi chiamano.

Pensi che in tutte queste tue esperienze ci sia solo bravura o anche un pizzico di fortuna, trovarsi nel posto giusto al momento giusto?

Come diceva Machiavelli c’è sempre un 50 per cento di virtù e un 50 per cento di fortuna in questi piccoli successi, ed io ci credo molto. Il primo concerto di una serie che mi ha portato ad essere indipendente dal punto di vista economico è stato perché dovevo coprire altri. Da lí sono passato alle jam sessions di Londra dove ho man mano stretto dei contatti al punto che a distanza di anni qualcuno ogni tanto mi chiama se ha bisogno di un chitarrista. È evidente che c’è fortuna ma ero preparato per fare quello che dovevo fare. La realtà londinese è così competitiva che di bravi ce ne sono tantissimi, quindi forse senza anche un pizzico di fortuna ed intraprendenza non si riesce ad andare troppo avanti.

Per quale motivo non hai voluto iniziare la tua carriera in Italia?

Forse per una questione geografica. A Vicenza ho solo intrapreso progetti durati poco, ma non ci vivevo anche perché andavo ancora a scuola. A Londra ho iniziato invece a fare sul serio. Ma quando mi chiedono quale sia la differenza tra l’Italia e l’Inghilterra, in particolare Londra, non so rispondere, perché la verità è che dato che non ci ho mai provato seriamente non lo posso sapere.

Hai mai pensato di partecipare ad un talent?

Sinceramente no. Il problema dei talent è che sono un po’ usa e getta, ti danno sicuramente visibilità ma la notorietà può durare poco perché è facile poi sprofondare. Riflette l’immediatezza del mondo in cui ci troviamo. Sono convinto che per molti è un trampolino, ma ci sono rischi, come il compromettere il tuo percorso artistico rischiando di non essere più padrone della tua musica. Esistono delle logiche televisive per cui spesso la musica si perde a vantaggio di qualcos’altro.

Luca Fiore 1.jpg

C’è qualcuno che ti ha ispirato?

A livello profondo, ho trovato ispirazione da un gruppo vicentino, The Sun, che ho conosciuto meglio proprio l’anno prima di venire a Londra attraverso i loro testi che parlano spesso di scelte e di inseguire i propri sogni. Attribuisco alle loro canzoni il perché della mia scelta di venire a Londra. Ho visto come la loro musica riesce a far star bene le persone, e vorrei farlo anch’io (magari in inglese).

Dove ti vedi tra cinque anni?

Come un artista indipendente, nel senso che farò questo nella vita. Adesso mi divido tra il suonare per altri e per me stesso. Ma in un futuro mi vedo a suonare in giro per il mondo le mie canzoni. A volte mi chiedono se sono felice di suonare a Londra, e lo sono, ma non è il mio punto d’arrivo. Io apprezzo dove sono, ma non mi accontento, sono dove voglio arrivare. Tra cinque anni se continuassi a lavorare e suonare per altri sentirei forse che mi mancherebbe qualcosa.

Non pensi di tornare in Italia quindi?

Se potessi avere la stabilità che cerco, sia dal punto di vista economico che di contatti, stare in Italia sarebbe il massimo. Io sono molto legato al mio paese e alla mia gente, ma in questo momento se tornassi dovrei smettere di fare quello che sto facendo.

Cosa rappresenta Londra per te?

Londra rappresenta un passaggio, un trampolino. Mi sono promesso di non passarci tutta la vita, pur avendo una condizione lavorativa ottimale. Ti offre tanto in termini di opportunità ma allo stesso tempo, pur essendo così dinamica, riesce ad assorbirmi nei suoi ritmi molto stressanti.

Noi de Il Nuovo facciamo un in bocca al lupo a Luca per la sua carriera futura.

Potete trovare Luca Fiore anche qui

www.lucafioremusic.com

www.facebook.com/lucafioremusic

Noi ci rivediamo tra due martedì.

Intanto potete seguirmi anche qui.

Antonia Di Lorenzo

autrice di Quando torni? – un romanzo sugli italiani in Regno Unito

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Guarda il video di Luca Fiore – Get Up!

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