Ecco come è nato Il Nuovo, il blog degli Italians

“Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo…”, cantava Gino Paoli nell’estate del 1991 sul palco del Festivalbar, aggiudicandosi quell’edizione come miglior singolo.

A ventidue anni di distanza da quel giorno, gli amici al bar erano diventati tre: ad altre latitudini e sicuramente con una bevanda diversa al tavolo. Io, Fabrizio Berté e Ciccio Manzo ci incontravamo tutti i pomeriggi in quel bar della zona nord di Messina per programmare qualcosa di nuovo, irriverente per la nostra città: una voce fuori dal coro. Convinti com’eravamo, in quel momento, a restare “intrappolati” nell’informazione locale.image13.jpg

Con entrambi avevo collaborato in differenti avventure, più o meno fortunate, presso testate peloritane. Non programmavamo un sito d’informazione giornalistica: un settore alquanto inflazionato in città. Non un programma televisivo, perché mancavano gli sponsor. Non un programma radiofonico, perché all’epoca non ci si pensava proprio. Optammo per un blog: ‘Il Nuovo – Quello che gli altri non dicono‘.

Libero scambio di ‘Pensieri Sparsi’, per dirla alla Ciccio Manzo. Qualche interessante intervista a personaggi del panorama musicale italiano per Fabrizio. Interviste ai protagonisti della vita politica e sociale messinese, con pezzi di commento, e non solo in ambito locale, da parte mia. Non più di una decina di articoli al mese da pubblicare. E la prima intervista in video da sindaco di Messina, oggi uno dei sindaci più “discussi” d’Italia, grazie a Ciccio Manzo, Renato Accorinti la rilasciò proprio a noi.

image

Da sinistra, Alfredo Reni e Hermes Carbone durante la prima diretta di Cosmopolitalians in radio, ad ottobre 2014

Se dopo due anni stiamo ancora qui a parlare de ‘Il Nuovo’, forse qualcosa di buono siamo riusciti a combinarla tutti insieme. Oggi le nostre strade professionali e private si sono separate. Nel mio periodo di studi a Londra, a sei mesi di distanza dall’arrivo on line del blog, ha visto la luce Cosmopolitalians: la rubrica dedicata agli italiani nel mondo che ci ha permesso rintracciare un pubblico molto più vasto proveniente da ogni continente.

Leggi il resto dell’articolo

La Calle por… le Ande, la Foresta Amazzonica e il Triangolo del Caffè

Benvenuti al consueto appuntamento con La Calle por, questa settimana vi farò scoprire parchi e monti della Colombia. “L’avventura” è la parola giusta per definire questo tipo di viaggio che sarà particolarmente apprezzato dagli amanti della natura.

In questa Regione si trova la parte più settentrionale delle Ande, il sistema montuoso che attraversa l’America latina. Offre paesaggi distinti tra loro, come il deserto di Tatacoa, la savana e gli altopiani. Un’altra risorsa del territorio è la Foresta Amazzonica, dove la biodiversità mostra la ricchezza della Terra sia per la flora sia per la fauna. Qui vivono mammiferi, uccelli, rettili, pesci, anfibi e insetti. Purtroppo, come spesso accade, l’uomo ha rovinato parte di questo ecosistema con la deforestazione ma nell’ ultimo decennio questo fenomeno è diminuito. caffe'

Ora ci spostiamo nella “Triangolo del Caffè o Eje Cafetero“, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, dove nasce il caffè. Comprende diverse regioni della Colombia tra cui Caldas, Risaralda, Antioquia e Tolima mentre le città principali sono: Manizales, Pereira e Armenia. Se amate le alte quote siete nel posto giusto perché qui sorge il Parco Nazionale “Los Nevados” che comprende monti innevati, vulcani, laghi ed è possibile fare trekking.

Leggi il resto dell’articolo

La Calle por…Cartagena, Santa Marta e San Andrés

Bentornati a La Calle por Colombia, questa settimana vi porto a conoscere le spiagge di questa terra magica! Incominciamo il nostro viaggio da Cartagena de Indias, che si trova nella Bahía de Las Ánimas, a nord del Paese.playa blanca

La Città è stata musa ispiratrice dello scrittore, premio nobel Gabriel García Márquez. Il suo centro storico è “Patrimonio nazionale della Colombia” e “Patrimonio dell’umanità”, ospita tra gli altri il “Palazzo dell’Inquisizione” e il “Palazzo del Governatore”.

Lo stile architettonico testimonia l’epoca coloniale spagnola, in quel periodo Cartagena era un punto astrategico per il commercio, famoso porto che ancora oggi si può visitare. La temperatura ha una media di 28°C. A poca distanza dal centro storico, troviamo spiagge paradisiache, tra le più famose ricordo: “Playa Blanca”, sull’Isola di Baru.

Qui è possibile praticare lo snorkelling per ammirare i fondali marini e assaggiare il “Mote de queso”, una zuppa tipica della Costa colombiana, composta di ñame, aglio, cipolla e succo di limone.

Altro piatto tipico della Colombia è la “Bandeja paisa” che ha alcuni ingredienti base come riso, carne sminuzzata, tostones, chorizo (salame), uovo fritto, hogao (salsa di condimento a base di cipolla e pomodoro), arepa, platano, fagioli, aguacate, morcilla (sanguinaccio), ma può essere accompagnata da: Panela (dolce a cubetti ottenuto con il succo dello zucchero di canna) e Mazamorra (Mais ben cotto).

Leggi il resto dell’articolo

La Calle por… Bogotà (Colombia)

Bentornati alla Calle por, questa settimana iniziamo il nostro viaggio in Colombia partendo dalla capitale Bogotà! Il suo nome deriva da Bacatá, praticata agricola degli indigeni. Situata nella parte orientale della Cordillera Colombiana, all’interno della Savana di Bogotà a 2640 mslm. La temperatura media stagionale è di 13 °C.images (1)

L’aeroporto internazionale “El Dorado” che dista 15 km da Bogotá, la collega al resto del mondo ma grazie a bus e altri mezzi di trasporto è possibile raggiungere anche le altre città colombiane come Medellin, Cùcuta e Barranquilla.

La sua economia si è sviluppata inizialmente grazie ai prodotti agricoli, come il caffé che per i colombiani è un rito sacro, il cotone, il mais, la canna da zucchero, il tabacco, la manioca. Oggi sono in crescita anche i settori industriali chimico, farmaceutico, la produzione e la lavorazione di oggetti in cuoio.

Leggi il resto dell’articolo

La Calle por… gli italiani in Venezuela

Cari lettori questa è l’ultima puntata de “La Calle por Venezuela” e per questo motivo ho deciso di darvi alcune informazioni sugli italiani presenti in questa terra fantastica. Secondo gli studi di settore, sono 116.329 gli italiani in Venezuela. Le regioni italiane di origine sono soprattutto la Campania e l’Abruzzo. In particolare, prevalgono i meridionali (70%) e il primo gruppo è quello campano (28.000 persone).

L’emigrazione italiana verso il Venezuela iniziò nella seconda metà degli anni quaranta, grazie al ministro della difesa venezuelano e futuro presidente, Marcos Pérez Jiménez. Oggi gli italiani in Venezuela vivono nello Stato Miranda e nel Municipio chiamato Libertador. Sono diverse le attività che gli italiani negli anni hanno sviluppato e il contributo che hanno dato a questo Paese, nell’edilizia, le imprese e il turismo. Gli emigranti italiani grazie alla loro forza di volontà, intraprendenza e coraggio hanno lavorato duramente affinché il Venezuela diventasse un luogo moderno, ricco di servizi e risorse.

La comunità degli italiani è cresciuta e ha sviluppato anche centri per lo sport e attività di ritrovo per i cittadini, tra cui il “Centro Italo venezolano” che nel 2014 ha compiuto il 50esimo anniversario. Venne fondato il 26 marzo 1964 a Caracas, in quegli anni il Paese era in crescita ed espansione. Tra i suoi obiettivi ci sono l’attività sportiva, ludica e culturale, vengono organizzati corsi di italiano. Infatti, la scuola è un’altra attività in cui gli italiani hanno potuto impiegare le loro conoscenze. Soprattutto ai figli degli emigrati e nell’ambasciata italiana in Venezuela lavorano insegnanti di lingua.

download

A Maracay, capitale dello Stato Aragua, sorge un altro punto di incontro per gli italiani, “la Casa de Italia de Maracay”. Un’associazione con fini sociali e culturali, dove i soci possono fare anche attività sportiva. Venne inaugurato nel 1969 da un gruppo di italiani che volevano trasmettere la cultura, le tradizioni e condividere le esperienze di vita con altri emigrati.

Questa città, che vi consiglio di visitare, si trova sulla Cordigliera delle Ande, a 450 m di altezza. Viene chiamata la Città giardino perché qui hanno sede le facoltà di botanica ed agraria e quella di veterinaria della principale università del paese (UCV, Universidad Central de Venezuela). Tra le sue attrazioni vi sono anche il Teatro Dell’Opera e Il Teatro della Prosa e diversi Musei.

Per quanto riguarda la cucina venezuelana, non potete perdervi il “Pabellón criollo o Pabellón venezolano”, un piatto tipico composto da riso bianco, fagioli neri, carne sminuzzata e uovo fritto che vengono serviti separatamente in una stessa portata.

images

La “Cachapa”, una torta fine e dolce di mais che si accompagna con formaggio o burro.

Il “Quesillo”, un dolce fatto di latte, uova, zucchero e acqua ricoperto di caramello.

Infine, i “Tequeños”, ossia bastoncini di formaggio filante avvolti in una pastella che viene fritta. Si tratta di un piatto che viene preparato per le feste e gli aperitivi.

Ragazzi, spero di avervi fatto sognare con questa prima parte della mia rubrica “La Calle por”!

Ci risentiamo la settimana prossima per continuare il nostro tour in America Latina!

@Mariella Roberto

La Calle por… Los Andes, el Hatillo, Pico Bolívar e Mérida  

Come ogni mercoledì eccoci qui a parlare di America Latina. La scorsa settimana vi ho fatto sognare con le spiagge e l’acqua cristallina del Venezuela. Oggi, invece, parlerò dei paesaggi mozzafiato di questa terra, ovviamente, se non soffrite di vertigini e volete provare l’ebrezza dell’altitudine.

Ci troviamo nella zona nord del Venezuela, partiremo dal Massiccio Andino che si trova in un sistema di montagne chiamato “Cordigliera Orientale delle Ande” fino ad arrivare al Pico Bolivar (5007 m.s.l.m), la cima più elevata della Cordigliera di Mérida.

Agli appassionati di cultura consiglio di visitare Mérida, la capitale dello Stato omonimo, definita “la città degli studenti” perché ospita un polo universitario, è caratterizzata da strade e casette tipiche. La temperatura varia dagli 0°C della Sierra, dove è possibile sciare e ammirare il paesaggio dalla teleferica, fino ai 28°C.

10933299_10204368301381122_1108033592_n

Nel centro storico si possono  dalla piazza Bolivar la Casa della Cultura con esposizioni temporanee di artisti ed artigiani locali e l’edificio dell’Università delle Ande che accoglie il Museo Archeologico. Con una passeggiata di circa 20 minuti si raggiunge l’allegro e variopinto Mercato Principale con vari ristoranti economici e bancarelle di frutta, ortaggi, spezie ed interessanti oggetti di artigianato. E i golosi potranno fare una sosta alla gelateria Coromoto, che è entrata nel Guinness dei primati per i 750 gusti differenti prodotti.

Leggi il resto dell’articolo

La Calle por…Isla Margarita e Los Roques

Il nostro tour in Venezuela continua nei paradisi terrestri come Los Roques e l’isola di Margarita. Questa è una terra ricca di bellezze naturali e sarebbe un peccato non visitarle almeno una volta nella vita! Noi, italiani siamo anche avvantaggiati dal fatto che in queste zone ci sono diversi tour operator italiani.

Naturalmente per rilassarvi e godere dei paesaggi bisogna soggiornare qualche giorno in una delle “posadas”, le piccole strutture familiari. Il Gran Roque, l’isola più grossa dell’arcipelago e l’unica leggermente montagnosa è uno dei primi luoghi da visitare nella Barriera corallina.Qui potrete fare gite in barca, immersioni, scoprire i fondali marini, ammirare le spiagge bianche e l’acqua cristallina.10950150_10204418423114134_901932155_n

Un’altra meta turistica che vi consiglio è Margarita, la più grande delle isole di Nueva Esparta, Stato insulare del Venezuela.È formata da due penisole Macanao e Paraguachoa, unite da un istmo, La Restinga ed è  possibile raggiungerla grazie ad uno dei traghetti che ogni giorno partono da Puerto La Cruz, Cumaná o La Guaira.Oppure con un volo diretto dall’Europa o dagli Stati Uniti che atterra all’aeroporto internazionale Del Caribe “International General Santiago Marino”vicino alla città di Porlamar.

Leggi il resto dell’articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: