Pink Up – Il bello d’esser una pink blogger: Buona Estate!

Rieccoci! È arrivata anche per me l’ora di congedarmi, di farmi dei bei bagnetti al mare e godermi un po’ di tempo libero… un tempo libero che spero si tinga sempre di rosa, come questa rubrica nata principalmente per raccontare di un mondo al femminile, non solo fatto di donne, ma costellato da riflessioni e racconti di vita quotidiana guardati con l’occhio del gentillarge sesso, sempre un po’ più saggio, sempre un po’ più meditativo, sempre un po’ rompipalle!

Un percorso che è nato da quattro chiacchiere con il direttore di questo blog, fatte in un periodo della vita particolare, uno di quei tipici periodi nei quali si ha bisogno di progettare, di creare, di trovarsi uno spazio vitale personalissimo, di propria mano!

E cosi siamo partiti in quel freddo gennaio a raccontare della Shoah e del ruolo delle grandi patriote, un pezzo che fece riflettere e che aprì gli occhi anche sulla cattiveria fatta donna! Festività come il San Valentino, la festa della mamma, la festa del papà, ci hanno permesso di scherzare sulle esigenze delle fidanzate, di entrare nella mente di noi figlie, imparando a riconoscerne le fondamenta di quei rapporti non sempre perfetti ma incredibilmente radicati nel profondo amore familiare.

La cronaca è stata di spunto per trattare alcuni episodi di violenza di genere, che rimbombano ormai nelle nostre orecchie a tal punto da non fare più scandalo, da renderci avvezzi e intorpiditi. Non poteva mancare uno sguardo alla nuova generazione di ragazze ossessionate sempre più dalla grande bellezza, a colpi di botulino e assurde mode come la “kylie jenner lips challenge” o a colpi di palestra sfrenata e cibi fatti di aria! Leggi il resto dell’articolo

Ecco come è nato Il Nuovo, il blog degli Italians

“Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo…”, cantava Gino Paoli nell’estate del 1991 sul palco del Festivalbar, aggiudicandosi quell’edizione come miglior singolo.

A ventidue anni di distanza da quel giorno, gli amici al bar erano diventati tre: ad altre latitudini e sicuramente con una bevanda diversa al tavolo. Io, Fabrizio Berté e Ciccio Manzo ci incontravamo tutti i pomeriggi in quel bar della zona nord di Messina per programmare qualcosa di nuovo, irriverente per la nostra città: una voce fuori dal coro. Convinti com’eravamo, in quel momento, a restare “intrappolati” nell’informazione locale.image13.jpg

Con entrambi avevo collaborato in differenti avventure, più o meno fortunate, presso testate peloritane. Non programmavamo un sito d’informazione giornalistica: un settore alquanto inflazionato in città. Non un programma televisivo, perché mancavano gli sponsor. Non un programma radiofonico, perché all’epoca non ci si pensava proprio. Optammo per un blog: ‘Il Nuovo – Quello che gli altri non dicono‘.

Libero scambio di ‘Pensieri Sparsi’, per dirla alla Ciccio Manzo. Qualche interessante intervista a personaggi del panorama musicale italiano per Fabrizio. Interviste ai protagonisti della vita politica e sociale messinese, con pezzi di commento, e non solo in ambito locale, da parte mia. Non più di una decina di articoli al mese da pubblicare. E la prima intervista in video da sindaco di Messina, oggi uno dei sindaci più “discussi” d’Italia, grazie a Ciccio Manzo, Renato Accorinti la rilasciò proprio a noi.

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Da sinistra, Alfredo Reni e Hermes Carbone durante la prima diretta di Cosmopolitalians in radio, ad ottobre 2014

Se dopo due anni stiamo ancora qui a parlare de ‘Il Nuovo’, forse qualcosa di buono siamo riusciti a combinarla tutti insieme. Oggi le nostre strade professionali e private si sono separate. Nel mio periodo di studi a Londra, a sei mesi di distanza dall’arrivo on line del blog, ha visto la luce Cosmopolitalians: la rubrica dedicata agli italiani nel mondo che ci ha permesso rintracciare un pubblico molto più vasto proveniente da ogni continente.

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Pink Up – #Carpediem: Siete veramente soddisfatti di come usate il vostro tempo?

Ci sono quei particolari periodi nei quali le settimane scorrono veloci, ci si dimentica di che giorno sia e basta solo un attimo per ricordarsi che in fondo abbiamo tante altre faccende da sbrigare, ma le ore non bastano mai perché a volte è solo questione di più tempo!Tempo

“Dammi 5 minuti in più e sono pronta!” Nel frattempo chi ci aspetta, invecchia in macchina! “Appena ho un po’ di più tempo libero ci vediamo e ci raccontiamo tutto, ok?” E così abbiamo perso l’ennesima occasione di condividerci con un’altra persona! “Se lei mi da altri 10 minuti sono sicuro che posso farle vedere quanto valgo e quanto vale il mio lavoro!” Quello che speravamo fosse il nostro futuro capo non ha tempo per soffermarsi ad apprezzarci, non ha tempo per valutarci in fondo, ha solo bisogno di 5 minuti, o forse secondi, per capirne abbastanza. “Vorrei solo un giorno in più nella settimana per dedicare del tempo a me stessa, per pensare, rilassarmi, leggere, ascoltare musica, curarmi…” Finiamo per fare l’opposto, trascurandoci e poi i conti li faremo solo quando troveremo gli estremi rimedi ai mali estremi!

Ho solo bisogno di più tempo!

Applichiamo questa frase a tutti i casi della nostra quotidianità, sommiamoli ed estraiamo come risultato esaurimenti nervosi, insicurezza e tristezza. La vita che viviamo ci condanna giornalmente a rapportarci a questo mondo fast, smart, free, light, che solo a pronunciare questi termini ci stiamo un attimo. Un mondo di immediatezza di risultati, di velocità di produzione, di impazienza. Leggi il resto dell’articolo

Pink Up – Pronti per la sessione estiva? Viaggio nel peggior incubo di uno studente universitario

Ok! Ci siamo! La radio trasmette quello che sarà il re dei tormentoni estivi, Maria de Filippi e la D’Urso sono ufficialmente in11011010_939002639497271_281772974108431223_n vacanza, i lidi iniziano a popolarsi, la zona marittima è sempre più affollata, il calore estivo finalmente ci avvolge e tutto questo ci fa sognare le vacanze, il relax e la libertà! E invece no! Apriamo gli occhi: c’è la maledetta sessione estiva!

Potrei non parlare di questo argomento dato il mio status di post universitaria, ma i disperati stati di facebook, le foto su instagram di volti sconvolti immersi nei libri, mi hanno riportato alla mente il ricordo apocalittico dell’odissea degli esami estivi!

Studiamo tutto l’anno, affrontiamo le glaciali prove invernali, ci rituffiamo nelle noiose sedie per la nuova tornata di lezioni preparandoci al delirio estivo: cosa c’è di peggio di dover rimanere bianchi sui libri fino a metà luglio se tutto va bene? È inutile convincerci che il gamberesco rossore di qualche sporadica giornata di mare duri per settimane! Cosa c’è di peggio di vedere altri amici che si rilassano senza pensieri mentre noi siamo a casa a sudare, a cercare refrigerio nella parte più sotterranea di casa, da un ventilatore che nel frattempo stropiccia le nostre fotocopie o da un condizionatore, con l’illusione che fuori ci sia solo tanto freddo e la gente non si diverta affatto?

esami-esami-ovunqueI secchioni mi diranno che per loro non è così drastico, perché finiscono gli esami inspiegabilmente prima, o c’è chi sta fresco perché si rimette al colpo di… fortuna, quindi mi rivolgo a quell’altissima percentuale di studenti in crisi. Come dimenticare le mattinate nelle quali ti svegli piena di buona volontà ed esattamente 20 minuti dopo sei alla seconda pagina, a lamentarti, escogitando modi che rendano lo studio una fantastica avventura, “dai mettiamoci in balcone, così le pagine da leggere sembrano più dolci, prendo un po’ di sole e mi sento in vacanza!” Poveri illusi, dopo un secondo iniziamo a scioglierci sotto il sole, maledicendoci per la furba iniziativa! Leggi il resto dell’articolo

Pink Up – Febbre da #finaledistagione: Ecco perché siamo dei divoratori di serie tv

Giunge al termine anche Maggio che per molti è preannuncio di esami imminenti all’università, scadenze a lavoro e immensocute-meme desiderio di tuffarsi a mare, per altri corrisponde ad un’orribile equazione: Fine Maggio = Fine delle serie tv!

Il famoso #finaledistagione e la conseguente attesa di una nuova, annunciano un lutto interiore incolmabile, un’angoscia che ci assale per due settimane e ci strappa dal nostro affezionato compagno di viaggio sul quale ci siamo sfogati, durante l’anno, dopo un brutto voto, una sventura, un’amarezza o semplicemente tanta stanchezza.

Sembra da pazzi, ma l’apocalittica crisi esistenziale da ultima puntata, esiste davvero: e ora che faccio? Come farò per tutti questi mesi senza sapere come finirà? Come accompagnerò le mie serate post studio o lavoro? Di che cosa parlerò con gli amici?”. E mentre ci si pone tutte queste domande, pian piano ci si rende conto di essere dei perfetti drogati di telefilm: “ma come cosa faccio? Sono pazza? Dai sta arrivando l’estate, il mio break sarà una birretta con gli amici, una festa, una giornata al mare! Non posso fare l’asociale reclusa in camera con il meme-aiutopc o la tv per tutto l’anno! Non posso passare il tempo così!”

Ebbene si, la chiamano l’epopea delle serie tv e non potrei definirla in altri modi, perché siamo tutti contagiati dalla forza della filmografia seriale! Sarà il fatto che i grandi attori che ne hanno preso parte le modellano ad arte? O sarà la grande cura e attenzione, da parte dei registi, ai sentimenti e ai dettagli emozionali che le investono? Saranno quei perfetti 40 minuti che scandiscono i singoli episodi permettendoci così di fare una pausa o di non addormentarci la sera se troppo stanchi? Sarà la struttura a puntate che ci permette di affezionarci lentamente ma totalmente ad ogni singolo personaggio o situazione!? Leggi il resto dell’articolo

Pink Up – Messina veste Nemo Sud: quando la solidarietà risveglia un’intera città

Credetemi, vedere la propria città risvegliarsi dal torpore nel quale molto spesso ristagna, grazie ad un evento di beneficenza, è una vera soddisfazione! La III edizione di Messina in Passerella ha pienamente soddisfatto le aspettative non solo dei1506770_769769106469767_8522996467107680008_n suoi promotori, che da mesi si prodigano tra prove e accurate programmazioni, ma anche dei suoi numerosissimi spettatori!

Sarà il pieno coinvolgimento e l’umanità di coloro che cooperano nel Centro Clinico Nemo Sud a pizzicarti nel profondo dell’anima? Sarà il fatto che il Centro tratti i propri assistiti come “ospiti”, accogliendo a pieno le famiglie totalmente coinvolte in questa vita così particolare?

Bastano già le parole della Responsabile dell’ufficio Comunicazione e Marketing del Centro, Letizia Bucalo Vita, ad esprimere la grande devozione di chi vive questa realtà: “non poteva accadermi cosa più bella nella vita se non proprio quella di vivere a pieno le avventure di queste persone, così deboli fisicamente ma così forti e ricche di coraggio! Conviverci è un’esperienza che ti toglie il fiato perché ciò che ti donano i nostri ospiti è la più grande dimostrazione di amor di vivere che si possa ricevere!”

Il Nemo Sud nasce infatti nel Pad. B del Policlinico di Messina, il 21 marzo del 2013,  per affrontare una realtà che come al solito spesso si dimentica, quella di più di 1.500 persone affette da malattie neuromuscolari quali SMA, SLA e distrofie muscolari. Leggi il resto dell’articolo

Pink Up – “Cara Mamma, ecco perché tra alti e bassi il nostro legame non sarà mai scontato!”

Quante volte ci scontriamo, quante volte non la sopportiamo, quante volte la giudichiamo, quante volte non la ascoltiamo, eppure lei è sempre là, pronta ad aspettarci, paziente, comprensiva, a volte offesa e scontrosa, ma pur sempre generosa nel donarsi incondizionatamente… Stiamo parlando della Donna per eccellenza, la Mamma!Klimt-Donna-con-bambino1

Capita che ad un certo punto della vita si sia destinate a diventare madri, in modi diversi, e quando ciò accade si apre un mondo nuovo, si accoglie l’essenza della vita tra le proprie braccia, la si lascia evadere in questa strana realtà. Così si avvia un percorso evolutivo: dapprima figlio e madre sono una cosa sola, poi crescendo il rapporto diventa più complesso, diramandosi in tre possibili tipologie:

  1. La mamma diventa la tua unica amica. Siete forti confidenti, lei è la tua prima consigliera, ma si impiccia in tutti i tuoi affari in maniera oppressiva, a volte dimentica di avere un ruolo più autorevole e si lascia prendere la mano ad una nuova adolescenza, ti condiziona nel fare qualsiasi scelta e ti invade totalmente. Il rapporto, così, diventa forse troppo morboso.
  2.  La mamma è la tua acerrima nemica. Ti giudica troppo, ti impedisce di fare qualsiasi scelta personale se non sottoposta prima a sua supervisione, non ha mai un momento per ascoltarti e ti fa sentire frustrata, non c’è più comunicazione, si crea un gioco di rivalità, tutto diventa un tabù. Si susseguono bugie e formalità. Il legame finisce per indebolirsi inesorabilmente.
  3. La mamma è prima di tutto tale e poi una cara amica. Ti accoglie, ti apprezza, ti ascolta. A volte capita che non abbia tempo e pazienza, che abbia litigato con papà, che non vadano bene le cose sul lavoro, che si senta stanca, ma il tuo rapporto con lei è maturo, non c’è pretesa, vi battibeccate, poi vi capite, ci si ricorda che lei prima di tutto è donna e non solo madre, così fate pace e ritornate a condividere. Non c’è niente di più bello di un’equilibrata condivisione, senza invasione di spazi, dove si è madri e figli.

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