Italians, stiamo cercando proprio voi…

Il mio egocentrismo è noto ai più: mi perdonerete se partirò da me per arrivare a voi. Sono trascorsi quasi quattro mesi dall’ultima volta. Più di cento giorni da quando ho preso il mio cappuccino prima di mettermi seduto davanti ad un pc a buttar giù pensieri. Opinioni, impressioni, non soltanto informazioni. Il compito di un blogger, insomma.

E’ passato così tanto tempo semplicemente perché non avevo più voglia di farlo. Ero stanco, profondamente deluso dalle aspettative che riponevo nel giornalismo e che quotidianamente venivano distrutte da radio, Tv e siti d’informazione nazionali. Con una generazione di giornalisti, quelli del futuro, tutt’altro che adeguatamente preparata a ricoprire questo ruolo. Ma è proprio questo il motivo che mi ha spinto a tornare in campo: l’importanza della scrittura come forma di resistenza.

Da Charlie Hebdo in poi, il mondo – e il modo di fare giornalismo – è cambiato. Così come è cambiato dalla caduta del muro di Berlino o dalle Twin Towers. E, inevitabilmente, cambierà in seguito ai tragici fatti di Parigi di pochi giorni fa. Il mondo cambia sempre e noi siamo immersi in questo flusso continuo di nuove informazioni da recepire, di modi differenti per poter interagire con il prossimo. Una paura continua che viene iniettata all’interno della società attraverso i media. Possibilmente, a piccole ma frequenti dosi: pensate alla Teoria dell’ago ipodermico
image13
Il Nuovo, questo sito nato senza troppe pretese poco più di due anni fa, è stato utile a molti italiani nel mondo. Un costante punto di riferimento anche per giornalisti di testate nazionali ed estere che hanno voluto attingere ad interviste realizzate per Cosmopolitalians: testimonianze dirette dal territorio come nel caso della guerra in Ucraina. E’ un esempio di citizen journalism rivolto ai Cosmopolitalians (o Italians, se preferite) in giro per il mondo.

Ho sempre prestato attenzione alla cura del “canale”, ma cosa mandare in onda lo avete deciso voi con le vostre segnalazioni, il vostro interesse nel dare una corretta informazione ancor quanto inevitabilmente influenzata da un punto di vista personale. E lo avete fatto da Africa, America, Asia, Europa e Oceania, diventando più di 300.000 tra lettori, blogger “una tantum” o semplici commentatori.

E spinto dagli altri membri della redazione, giovani giornalisti per professione o bloggers per divertimento, ho creduto che quanto fatto di buono non potesse andare sprecato. Soprattutto perché, in questi ultimi cento giorni, siete stati proprio voi a chiedere ancora informazioni, ad interagire tramite la nostra email, a chiedere di poter collaborare a questo grande progetto. Ed io sono uno che non sa dire di no.IMG_3332

Saremo in tanti, quest’anno. Saremo certamente in tanti a scrivere. E lo faremo da più redazioni nel mondo: Lisbona, Londra, Edimburgo, Melbourne, Olbia e Messina, proprio dove tutto ha avuto inizio. Lo faremo, senza dubbio, ancora grazie a voi: ai contenuti che vorrete proporci come editors, alle interviste che realizzeremo o ai pezzi di approfondimento. Sempre con l’obiettivo di informare. Potremmo essere tacciati di esterofilia, e forse avete un po’ ragione, ma a noi, di essere assoggettati ad una informazione come quella dell’Italia, Paese relegato al quarantanovesimo (49) posto nel mondo per libertà di informazione, proprio non va.

E allora scriveteci qui, raccontate le vostre storie di successo, di disagio  o semplicemente da Italians. Sarete ricontattati dai nostri collaboratori per organizzare un’intervista tramite Skype. I protagonisti sarete ancora voi.

“Chi parte, sa da che cosa fugge, ma non sa che cosa cerca”, diceva Montaigne. Ecco: noi proveremo ad aiutarvi, a mettervi in contatto con le persone che cercate; a creare un network di italiani nel mondo che si estenderà soprattutto grazie all’aiuto dei Social network. E continuo a credere che gli Italians, in fondo, siano ancora la parte migliore del nostro Paese.

@HermesCarbone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Annunci

Pink Up – Il bello d’esser una pink blogger: Buona Estate!

Rieccoci! È arrivata anche per me l’ora di congedarmi, di farmi dei bei bagnetti al mare e godermi un po’ di tempo libero… un tempo libero che spero si tinga sempre di rosa, come questa rubrica nata principalmente per raccontare di un mondo al femminile, non solo fatto di donne, ma costellato da riflessioni e racconti di vita quotidiana guardati con l’occhio del gentillarge sesso, sempre un po’ più saggio, sempre un po’ più meditativo, sempre un po’ rompipalle!

Un percorso che è nato da quattro chiacchiere con il direttore di questo blog, fatte in un periodo della vita particolare, uno di quei tipici periodi nei quali si ha bisogno di progettare, di creare, di trovarsi uno spazio vitale personalissimo, di propria mano!

E cosi siamo partiti in quel freddo gennaio a raccontare della Shoah e del ruolo delle grandi patriote, un pezzo che fece riflettere e che aprì gli occhi anche sulla cattiveria fatta donna! Festività come il San Valentino, la festa della mamma, la festa del papà, ci hanno permesso di scherzare sulle esigenze delle fidanzate, di entrare nella mente di noi figlie, imparando a riconoscerne le fondamenta di quei rapporti non sempre perfetti ma incredibilmente radicati nel profondo amore familiare.

La cronaca è stata di spunto per trattare alcuni episodi di violenza di genere, che rimbombano ormai nelle nostre orecchie a tal punto da non fare più scandalo, da renderci avvezzi e intorpiditi. Non poteva mancare uno sguardo alla nuova generazione di ragazze ossessionate sempre più dalla grande bellezza, a colpi di botulino e assurde mode come la “kylie jenner lips challenge” o a colpi di palestra sfrenata e cibi fatti di aria! Leggi il resto dell’articolo

Erotica(mente) – Buon Lunedì!

40.
Quaranta articoli fa mi presentavo in poche righe, eccitata e spaventata, pronta ad iniziare questa nuova avventura. 365 giorni di Erotica(mente), 40 articoli di risate, di curiosità, di spigliatezza.
I Lunedì che, con immenso piacere, sono diventati un appuntamento fisso per tante persone. Di quelle routine che quando mancano te ne accorgi e pensi ‘’oggi manca qualcosa! ‘’. E’ stato bello vedere che la nostra routine era diventata pure la vostra.

Quaranta articoli fa ero una scrittrice un po’ strampalata: i miei articoli erano confusionari e lunghissimi, non sapevo quando potevo essere sboccata e quando no, mi perdevo in sproloqui e quel poveraccio di Hermes doveva star là, ogni santo lunedì, a correggere e pubblicare e sistemare. Non so se vi ricordate il primo articolo: la Masturbazione. Diretto e coinciso, senza giri di parole: MASTURBATEVI!  imbarazzo

Abbiamo imparato un po’ di cose di cui, forse, non ci saremmo mai interessati. E’ stato un lavoro di squadra: abbiamo pensato ‘’ma secondo te gli altri che ne pensano? ‘’ o ‘’nel resto del mondo questo come lo fanno? ‘’ e ci siamo ritrovati tutti dannatamente uguali. Tutti con le stesse angosce, con le stesse domande, con le stesse voglie, con gli stessi pensieri.  Siamo, in pratica, dei cliché viventi. Però, pensateci: un cliché diventa tale perché, evidentemente, funziona. Magra consolazione: siamo tutti dei piccoli esseri umani che cercano di sopravvivere in compagnia di altri esseri umani. E nei modi più strani, tra l’altro: non penso che mi scorderò facilmente il famoso ‘’nutrire il pavone’’ di cui parlai quando ci lanciammo sul Kamasutra. O delle mogli giapponesi che mozzano orecchie a mariti ed amanti se riescono a beccarli in flagrante!

Leggi il resto dell’articolo

Erotica(mente) – Fidanzarsi: Guida alla Sopravvivenza

Siamo arrivati dove volevamo: ci troviamo ufficialmente in una relazione a due. Siamo il partner di qualcuno. Siamo il ‘’ti presento la/il mia/o ragazza/o’’ di qualcuno. Ora apparteniamo almeno un po’ ad una persona. Ora vi sentite come quando Grosso ha segnato il rigore che ci ha fatto vincere i campionati del mondo 2006, potreste mangiarvi il mondo. La domanda che mi sono posta questa settimana è ‘’ci sarà un modo per mantenere in piedi una relazione senza impazzire o avere un’ulcera duodenale precoce? ‘’.

Vi presento, Signori e Signore, Amicicci e Amicheciccie: guida alla sopravvivenza, di Ester Rubino. Perché è meglio accoppiarsi che accopparsi.QualilSegretoperunaVitadiCoppiaFelice

1-Contare fino a 10
(e poi fino a 20. Se non basta fino a 3 trilioni)
Ogni tanto è meglio tacere davanti alle stupidate altrui. Altre volte è meglio tacere per non dire stupidate. Altre volte il tempo serve per decidere come punire l’altro. Non importa se vuoi dare all’altro l’opportunità di illudersi che abbia ragione o stai capendo di aver fatto una gran cretinata: tu conta. Magari ti passa.

2- Chiedere sempre all’altro della sua giornata
Sembra una sciocchezza ma non lo è. A proposito di amore ai tempi dei social, abbiamo la possibilità di parlare tutti i minuti di tutte le ore di tutti i giorni. Ma parliamo davvero? Ci teniamo aggiornati sui movimenti del proprio partner, ma poi? Prima della buonanotte una sola domanda: ‘’sei soddisfatto della tua giornata? ‘’

3-Essere comprensivi
Dopotutto, noi esseri umani siamo animali. E, come tali, a volte perdiamo il lume della ragione e ci lasciamo andare ad isterismi inappropriati. Siate comprensivi sempre nei confronti della vostra donna, accettate gli sbalzi d’umore e di ormoni soprattutto quelli che vi massacreranno puntualmente per quei 5 giorni fissi al mese. D’altro canto, anche voi siate comprensive quando il vostro lui svariona: talvolta siamo bestie.

4-Spazio vitale
Ognuno di noi ne avevano uno prima di fidanzarsi. Se all’inizio di una relazione scompare in maniera autonoma, questo non significa che non debba esistere mai più. Non offendetevi se il partner, ogni tanto, vi urla ‘’FAMMI RESPIRARE! ‘’, anzi: andate a respirare pure voi che ‘’respirare solo un attimo di pace’’ è l’unica cosa giusta che Ramazzotti abbia mai detto.

Leggi il resto dell’articolo

Erotica(mente) – L’amore non è bello se non è litigarello(?)

’Perché TU non mi stai MAI a sentire!! VAI VIA!!!’’
’Non è che io che non ti sto mai a sentire è che TU SEI PAZZA!’’

Buongiorno amiciccioli del mio corazòn, bentornati su Erotica(mente) in questo spumeggiante lunedì mattina. Allora allora allora, ho voluto iniziare con un semplice scambio di battute di cui, ognuno di noi, almeno una volta nella vita, siamo stati protagonisti. Benvenuti: parliamo di Litigi! Ah sì, cari miei, è un verbo che bisogna mettere in conto in ogni tipo di relazione: litigare. A maggior ragione quando ci si innamora di qualcuno… Dopotutto ‘’l’amore non è bello se non è litigarello’’, no? Liti-di-coppia

Secondo degli studi inglesi una coppia litiga all’incirca 312 volte l’anno (vorrei sottolineare, giusto per non mettere ansia, che un anno è composto da 365 giorni) per un tempo medio di ALMENO 10 minuti, soprattutto il giovedì sera (WTF?!) Leggi il resto dell’articolo

Pink Up – “Cara Mamma, ecco perché tra alti e bassi il nostro legame non sarà mai scontato!”

Quante volte ci scontriamo, quante volte non la sopportiamo, quante volte la giudichiamo, quante volte non la ascoltiamo, eppure lei è sempre là, pronta ad aspettarci, paziente, comprensiva, a volte offesa e scontrosa, ma pur sempre generosa nel donarsi incondizionatamente… Stiamo parlando della Donna per eccellenza, la Mamma!Klimt-Donna-con-bambino1

Capita che ad un certo punto della vita si sia destinate a diventare madri, in modi diversi, e quando ciò accade si apre un mondo nuovo, si accoglie l’essenza della vita tra le proprie braccia, la si lascia evadere in questa strana realtà. Così si avvia un percorso evolutivo: dapprima figlio e madre sono una cosa sola, poi crescendo il rapporto diventa più complesso, diramandosi in tre possibili tipologie:

  1. La mamma diventa la tua unica amica. Siete forti confidenti, lei è la tua prima consigliera, ma si impiccia in tutti i tuoi affari in maniera oppressiva, a volte dimentica di avere un ruolo più autorevole e si lascia prendere la mano ad una nuova adolescenza, ti condiziona nel fare qualsiasi scelta e ti invade totalmente. Il rapporto, così, diventa forse troppo morboso.
  2.  La mamma è la tua acerrima nemica. Ti giudica troppo, ti impedisce di fare qualsiasi scelta personale se non sottoposta prima a sua supervisione, non ha mai un momento per ascoltarti e ti fa sentire frustrata, non c’è più comunicazione, si crea un gioco di rivalità, tutto diventa un tabù. Si susseguono bugie e formalità. Il legame finisce per indebolirsi inesorabilmente.
  3. La mamma è prima di tutto tale e poi una cara amica. Ti accoglie, ti apprezza, ti ascolta. A volte capita che non abbia tempo e pazienza, che abbia litigato con papà, che non vadano bene le cose sul lavoro, che si senta stanca, ma il tuo rapporto con lei è maturo, non c’è pretesa, vi battibeccate, poi vi capite, ci si ricorda che lei prima di tutto è donna e non solo madre, così fate pace e ritornate a condividere. Non c’è niente di più bello di un’equilibrata condivisione, senza invasione di spazi, dove si è madri e figli.

Leggi il resto dell’articolo

Erotica(mente) – Relazioni a distanza: istruzioni per l'(ill)uso

Le storie a distanza.
Lo so, lo so, non ho mai iniziato un articolo con sole 4 parole. Ma, per quanto mi riguarda, esse dicono tutto da sé. Potrei chiudere tutto e lasciarvi così, augurarvi buon lunedì e mandarvi in pace (nel senso che è come un colpo al cuore quindi ve ne andate proprio dal pianeta). Le storie a distanza.6693890895_337fe12b68_b

Incubo. Le relazioni sono già sono difficili da loro, con due persone che parlano due lingue apparentemente uguali ma in verità diverse; se uno proprio si deve auto- flagellare tanto vale comprarsi un gatto a nove code. No? No. Ti metti con una persona che sta al polo Nord. Che sarà mai, ti dici. Posso sopravvivere, ti dici. L’attesa aumenta il desiderio. MA QUANDO MAI!

Perché, tu stupido umano, al momento non ci pensi. Te la godi. Esci con quella persona, inizi a messaggiare, ti dai all’altra. Magari per gioco, magari no. Sta di fatto che rimani là inerte il giorno della sua partenza. All’improvviso è come se ti risvegliassi da un sogno e nei cieli vedi scritto a caratteri cubitali DISTANZA. Oppure, dopo anni di sopportazione, di amore, di lascia e prendi, uno dei due annuncia all’altro la sua partenza e lo vedi farti ‘’ciao ciao’’ con la manina. Praticamente ti ha annunciato la tua dipartita, quasi quasi speravi ti dicesse fosse incinta o ti avesse tradito quando ti sei defecato addosso al tremendo suono del ‘’dobbiamo parlare’’.

Esistono le storie a distanza? Quelli a cui ho chiesto me lo hanno proposto come un credo: ‘’io non ci credo’’ o ‘’io ci credo’’. E ci sta perché, oltre alla fiducia, bisogna avere fede nell’essere umano e, soprattutto, una bella botta di culo che ogniqualvolta il proprio fidanzato (o fidanzata) voglia uscire gli venga un attacco di diarrea.
Ovviamente ogni storia è diversa da tutte le altre, ed è questo che porta a ‘’crederci’’ o meno. Però alcuni schemi fanno parte dei, così detti, corsi e ricorsi storici. Le mode si ripropongono sempre, il raffreddore dura 4 giorni. I soliti cliché.

Leggi il resto dell’articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: