#QuiLondra – Una città che ti insegna a costruire case di cemento

Quando sono arrivata a Londra tentavo ostinatamente di ricercare nelle persone dei punti fermi attorno ai quali costruire luoghi di riparo per lenire la mia voglia di casa.

Questo prima di capire, poco dopo, che quella che non era altro che un’isola di soli passanti non si sarebbe tramutata in qualcosa che avrebbe avuto radici robuste e che sarebbe cresciuta man mano, insieme a me.

Londra-consigli-regole-di-comportamento-casette-di-città-colorate.jpgLa paglia non diventa cemento solo per attutire le nostre mancanze. Anche se in un preciso momento della nostra vita ne avremmo invece avuto bisogno.

Cosí si sono chiuse tante porte.

Ho salutato persone credendo fosse un arrivederci per poi non rivederle mai più, cancellandole persino dalla mia mente.

Mi sono sentita come un guerriero che sfidava il tempo, pur cosciente che avrei perso già in partenza.

Fotografavo volti, occhi, circostanze per tenerle vive con me, conservandole in quella cesta che almeno avrebbe consolato la mia immaginazione, mi dicevo. Poi ho rovesciato anche quella sul pavimento, e sono andata avanti. Perchè il bisogno di rivivere il passato evidenzia soltanto le mancanze del presente.

Ed io ho scelto di non averne.

Di riempirlo di tutto ciò che posso palpare con mano.

Di chi può costruire case di cemento tenendomi per mano.

Di chi non mi tiene per mano ma conserva una casa di cemento soltanto per noi, ogni volta che vi faccio ritorno.
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#QuiLondra – Vi racconto il West End londinese, lo storico quartiere della Dolce Vita

Come ci eravamo già occupati nelle precedenti settimane, torniamo a parlare della comunità italiana a Londra. Oggi parliamo di Soho, cuore del West End e anima della notte londinese. Stravagante, poliedrico e affascinante, Soho, è il polo della cultura e del divertimento della City, nonché quartiere a luci rosse per eccellenza. Tra teatri e cinema si consuma la movida più trasgressiva della città. Le sue storiche vie sono frequentate da una varietà di persone: giovani, famiglie e cuori solitari. E si, perché Soho è atipica e ogni via ha la sua particolarità.

sohoSituata tra le celebri zone di Oxford Circus e Piccadilly Circus, Soho rappresenta un importante pezzo di storia della City. Da sempre punto di riferimento degli italiani, in particolare degli anni ‘50 e ‘60, quando una buona parte cominciava ad allontanarsi dalla zona di Little Italy, situata a Clerkenwell.

Nel dopoguerra, Soho divenne sede di molti italiani che ne fecero la propria casa. Merito dello storico ‘Bar Italia’ di Frith Street, aperto negli anni ‘50 dalla famiglia Polledri, che proprio lo scorso 6 luglio ha festeggiato il suo 65°esimo anniversario. Bar, tipicamente italiano, che contribuì alla diffusione della cultura del caffe a Londra, da sempre roccaforte di un’altra bevanda tipicamente britannica, il tè.

bar italiaMolti italiani si davano appuntamento proprio al Bar per trascorrere del tempo in compagnia dei propri connazionali e sentirsi un po’ a casa. Lo scambio d’informazioni dall’Italia costituiva un motivo importante per molti di loro, che non tornavano spesso a casa e, di acquisire le ultime notizie da chi invece era appena arrivato a Londra. Un altro motivo che spingeva gli italiani, già presenti a Londra, a trasferirsi o, semplicemente, a frequentare la zona erano le maggiori opportunità di lavoro. Soho era il quartiere dove si poteva trovare facilmente lavoro come camerieri o gelatai. Nel ‘900 il settore della ristorazione divenne l’occupazione primaria degli italiani. E cosi è stato fino ai giorni nostri.

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#QuiLondra – “Vivere qui è fantastico, ma le truffe sono sempre dietro l’angolo”

Silvia Lozza

Silvia, Cosmopolitalian from London

Come ogni martedì, anche questa settimana torna puntuale #QuiLondraSilvia Lozza, videografa e modella plus size, originaria di Belluno, è la nostra protagonista di questa puntata. Silvia risiede nell’est di Londra da poco più di un anno. Come lei stessa racconta, “con la determinazione e con i sacrifici, ho ottenuto importanti soddisfazioni, ma le truffe degli inglesi sono sempre dietro l’angolo, e la mancanza di rapporti stabili in una città come questa, si fa sentire”.

1) Quando sei arrivata a Londra e cosa ti ha spinto ad approdare nella city?

“Sono arrivata a Londra nel marzo 2013. L’idea di lasciare l’Italia era già nella mia mente da molto tempo. In realtà ho deciso di partire con il mio fidanzato. Gli era stato proposto un lavoro e diciamo che ho colto l’occasione per iniziare una nuova avventura. In pochi mesi ci siamo attrezzati di valigie e coraggio ed eccoci qui”.
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